unisalento.it, 21 aprile 2026
Riflessioni intorno al romanzo “Se fioriscono le spine” di Glauco Giostra (ed. Menabò, 2025). Il 23 aprile 2026, ore 15.00, presso l’Aula Magna della Corte di Appello di Lecce, si terrà un incontro di studio su “Carcere e riscatto”. L’iniziativa consentirà di riflettere intorno al romanzo “Se fioriscono le spine” (ed. Menabò, 2025) di Glauco Giostra, Emerito di Diritto processuale penale nell’Università di Roma “La Sapienza”, già Coordinatore degli Stati Generali sull’Esecuzione Penale e Presidente della Commissione ministeriale per la riforma dell’ordinamento penitenziario, nonché attuale Componente (già Presidente) del Collegio garante della Costituzionalità delle norme della Repubblica di San Marino.
di Anna Nelli
cronachedi.it, 21 aprile 2026
Un’iniziativa di agricoltura sociale ha trasformato un’ampia area del carcere di Capanne, a Perugia. Dodici ettari di terreno, un tempo incolti, sono stati convertiti in un rigoglioso orto-frutteto gestito interamente dai reclusi. Il progetto rappresenta un modello virtuoso di come il lavoro agricolo possa diventare uno strumento di recupero e formazione all’interno del sistema penitenziario. L’iniziativa si inserisce in un contesto nazionale complesso, quello delle carceri italiane, spesso caratterizzato da sovraffollamento e dalla carenza di attività trattamentali significative. In una realtà dove l’ozio forzato può alimentare tensioni e peggiorare le condizioni psicofisiche dei reclusi, offrire opportunità concrete di impegno è diventato fondamentale per un percorso di rieducazione efficace, come previsto dalla Costituzione.
uisp.it, 21 aprile 2026
Correre per sentirsi libere; muoversi per sentirsi parte di qualcosa; festeggiare l’arrivo per essere riconosciute, apprezzate e valorizzate per lo sforzo fatto e l’impegno messo in campo. Tutto questo è Vivicittà-Porte aperte, l’edizione speciale della corsa Uisp che ogni anno si tiene all’interno degli istituti penitenziari e minorili di decine di città italiane. Quest’anno la corsa nelle carceri ha fatto da prologo all’edizione classica, che si è corsa domenica 12 aprile, con ben tre appuntamenti, iniziati venerdì 10 aprile a Roma, nella sezione femminile della casa circondariale di Rebibbia, proseguiti sabato 11 aprile a Brescia Verziano e Firenze Gozzini. La corsa nel carcere romano è stata anche l’occasione per la presentazione nazionale che si è svolto subito dopo la gara nello spazio Open bar, adiacente a Rebibbia e gestito da una cooperativa di detenuti ed ex detenuti.
di Anna Mastromarino
La Stampa, 21 aprile 2026
Sarà per ironia della sorte che uno dei disegni di legge a più alto contenuto di incostituzionalità degli ultimi tempi si affretta a concludere il suo iter di approvazione proprio alla vigilia del 25 aprile? A leggere tra le righe del testo del Decreto sulla sicurezza, che la maggioranza si ostina a voler convertire nonostante le sue chiare e sempre più evidenti incostituzionalità, sembra che dovremmo davvero rinunciare a credere che questa sia una festa per tutti e tutte, dal momento che disprezzare i limiti che la Costituzione impone significa ripudiare il senso della Festa della Liberazione.
di Mattia Feltri
La Stampa, 21 aprile 2026
Ho perduto il conto di quanti decreti sicurezza abbia emanato il governo Meloni, nei tre anni e mezzo del suo regno. Ora ne sta per essere prodotto un ennesimo, poiché come è risaputo in Italia c’è l’emergenza criminalità, e niente la ferma, nemmeno una tale profusione di decreti, di nuovi reati, di pene aggravate, di carceri riempite. E a furia di occuparsi di questa emergenza, non c’è proprio tempo di occuparsi di un’altra, quella dei vaccini, anche perché nessuno o pochissimi paiono allarmarsi. L’Organizzazione mondiale della sanità segnala che in Europa, per mancata vaccinazione, il 2024 è stato l’anno record per contagi da pertosse e da morbillo.
di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 21 aprile 2026
Sarà di questi giorni la presentazione alla Camera del volume curato da Paola Binetti e Maria Grazia de Marinis, dal titolo “L’approccio della medicina palliativa: Oltre i confini della guarigione”. Su di analogo tema a Bologna si tiene un convegno sulla relazione di cura e famiglia e sulla personalizzazione della cura. La Libreria editrice vaticana per iniziativa della Pontificia Accademia per la Vita e della Conferenza episcopale lombarda presenta il 29 aprile alla Camera il “Libro Bianco per la promozione delle cure palliative in Italia”.
di Chiara Martinoli
it.insideover.com, 21 aprile 2026
L’incubo di Daniela nasce da un’infanzia difficile e problemi familiari. Fin dall’adolescenza fa uso di droghe pesanti. A 18 anni scappa di casa e vive per strada, ma continua il liceo: dorme in stazione, al mattino va a scuola con i libri. È brava, ha ottimi voti e potrebbe diplomarsi. Tuttavia la dipendenza e il bisogno di procurarsi le sostanze prendono il sopravvento. Si immerge nella vita di strada, con tutti i rischi. A 22 anni viene arrestata, senza sorpresa. “Io facevo una vita di strada molto ai limiti - ci racconta - anche l’esperienza che ho avuto con le sostanze non è mai stata un’esperienza realmente ludica, cioè era un uso massiccio che poi mi ha portato ad avere un sacco di problemi di salute.
di Francesca Ciavarella
torinocronaca.it, 21 aprile 2026
Nel giorno simbolo del 20 aprile, iniziative di +Europa e Radicali riaccendono lo scontro su cannabis light, lieve entità e nuove restrizioni. Al centro il rischio di più sanzioni e carceri già al limite. Nel giorno simbolo del 20 aprile, dedicato a livello internazionale alla cannabis, il tema torna al centro del dibattito politico italiano con un’iniziativa destinata a far discutere. Alcuni esponenti di +Europa e dei Radicali Italiani hanno scelto di portare la questione direttamente davanti e dentro il Parlamento, con azioni dimostrative pensate per attirare l’attenzione sulle recenti modifiche normative.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 21 aprile 2026
Oltre la mancetta agli avvocati pro-rimpatri. Attraverso cavilli e burocrazia lo Stato nega a migliaia di persone l’accesso ai diritti fondamentali. La mancia di 615 euro agli avvocati che convincono i migranti a tornare a casa e la soppressione del regime speciale per il gratuito patrocinio nei ricorsi contro le espulsioni sono parte dell’inferno amministrativo a cui l’Italia condanna senza processo i migranti. Lo testimoniano i dati sui decreti flussi, le file davanti alle questure per le richieste d’asilo o gli infiniti tempi d’attesa per l’esito delle domande di protezione. Fenomeni strutturali che con il nuovo governo si sono ulteriormente aggravati. Veri e propri abusi, a volte sanzionati dai tribunali, che rendono le vite dei cittadini stranieri impossibili, complicano i processi di integrazione, impediscono l’accesso a sanità, istruzione e lavoro dignitoso. Così la popolazione straniera viene assoggettata a regimi giuridici discriminatori, spinta sempre più nella marginalità e costretta ad accettare condizioni di impiego tra sfruttamento e schiavitù.
di Francesca Ghirardelli
Avvenire, 21 aprile 2026
Il report del Picum, la Piattaforma per la cooperazione internazionale sui migranti irregolari, ha contato almeno 110 persone sottoposte a procedimento per essere state solidali. Tra questi, anche avvocati, psichiatri e interpreti. Lungo confini che ormai sono veri e propri percorsi a ostacoli di violenza e sopraffazione, c’è chi sceglie di offrire soccorso, muovendosi in controtendenza rispetto alle strategie respingenti dei governi e dell’Unione. “Nell’Europa di oggi si possano rischiare processi, multe e persino il carcere solo per aver aiutato chi è in difficoltà, è una realtà distopica” ed “è la logica conseguenza di politiche che in primo luogo puniscono la migrazione”, fa notare Silvia Carta del Picum di Bruxelles, la Piattaforma per la cooperazione internazionale sui migranti irregolari. È l’autrice del rapporto presentato ieri sulla criminalizzazione della solidarietà. Nel 2025 in Europa almeno 110 persone sono state sottoposte a procedimenti giudiziari per essere state solidali con i migranti. Cinquanta i casi in Grecia, venti in Polonia, diciannove in Italia, più altri in Francia, Lettonia, Malta, Slovenia e Cipro. Sul totale, quarantuno persone sono state perseguite per soccorso in mare (tra cui sei membri dell’equipaggio della Ong Mediterranea; il processo è iniziato a ottobre), dodici per aver aiutato ad attraversare un confine, dieci per aver fornito assistenza legale, otto per aver offerto cibo, acqua e vestiti. In oltre il 60% dei casi, le accuse sono state di favoreggiamento di ingresso, soggiorno, transito o di traffico di migranti, per Picum “sproporzionate rispetto alle azioni considerate reato”.
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