di Luisa Bove
chiesadimilano.it, 15 luglio 2026
Valeria Verdolini, presidente di Antigone Lombardia, sottolinea una “situazione ormai insostenibile” per le tante criticità presenti e propone: “Bisogna partire dalle politiche sociali e da un lavoro culturale e politico, per mettere in discussione un’idea di sicurezza che non fa bene a nessuno. Si produce sicurezza se si assolve al dettato della Costituzione”. “Servono risposte adesso perché la situazione è insostenibile”. A dirlo è Valeria Verdolini, presidente di Antigone Lombardia, che nei giorni scorsi ha presentato a Milano il XXII Rapporto nazionale sulle condizioni di detenzione. Occorrono interventi urgenti e basterebbe un numero - 116 morti nelle carceri dall’inizio dell’anno - per capire che non c’è più tempo da perdere.
di Marcello Basilico
Il Domani, 15 luglio 2026
Le parole pronunciate dal viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, in un’intervista a questo giornale, impongono alcune puntualizzazioni alla luce della realtà degli uffici giudiziari. Partiamo da una premessa. Al ministero va riconosciuto un impegno notevole su un duplice fronte: la copertura degli organici dei magistrati e il perseguimento - seppure senza gli interventi strutturali necessari nei contenziosi che vedono parte alcune amministrazioni statali - degli obiettivi del Pnrr in materia di giustizia. Poi però leggiamo da parte del viceministro frasi come “politica di valorizzazione del capitale umano”, “misurato gioco di squadra”, “ci godiamo il risultato storico di questa stabilizzazione” o di “rendere i processi giudiziari sempre più “a misura di cittadino”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 15 luglio 2026
“Emendamenti Melillo”, il fallimento del tavolo apre una crepa tra FdI e Forza Italia, destinata a farsi sentire anche in campagna elettorale. Si va verso la fiducia. Tavolo fallito tra le forze di maggioranza sugli ormai noti “emendamenti Melillo” alla legge di conversione del decreto legge “Giustizia e Patto Ue su migrazione e asilo” in discussione nelle commissioni congiunte Affari costituzionali e Giustizia del Senato. I capigruppo dei partiti che sostengono il governo Meloni si sono infatti riuniti per trovare un accordo sui correttivi all’articolo 9 depositati dai senatori di Fratelli d’Italia Gianni Berrino e Sandro Sisler che vanno ad accogliere le istanze del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Gianni Melillo, volte a ripristinare la cosiddetta “pesca a strascico” nelle intercettazioni in fase di indagine.
di Lorenzo Nicolao
Corriere di Torino, 15 luglio 2026
In Piemonte i reclusi sono 4.360, a fronte di 3.978 posti. Condizioni sanitarie precarie. Le persone detenute in Piemonte sono 4.360. La capienza delle case circondariali sul territorio è invece di 3.978. Un tasso di affollamento pari al 109,60%. Un dato che tuttavia sottostima il fenomeno, poiché non tiene conto dei posti inagibili per i lavori di manutenzione o altre criticità strutturali. Allo stesso tempo, il caldo rappresenta un ulteriore problema, in celle che non dispongono di un sistema di areazione né di semplici ventilatori. Sono i dati e le valutazioni dell’associazione Antigone, che ha visitato ieri anche la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, all’interno dell’iniziativa dell’alleanza per l’articolo 27 della Costituzione. Presenti la vicesindaca Michela Favaro, l’ex garante regionale Bruno Mellano, Terra Mia e alcuni esponenti della Cgil, oltre a Boosta dei Subsonica.
di Krystyna Gulyeyeva
Corriere di Bologna, 15 luglio 2026
“La Dozza è ai minimi termini”. È il giudizio del garante dei detenuti di Bologna Antonio Ianniello dopo la visita di ieri dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione. Come aveva spiegato parlando il nostro giornale, amministratori, garanti, associazioni, sindacati, volontari e cittadini sono entrati per vedere con i propri occhi cosa significa oggi vivere in carcere. Hanno varcato i cancelli della Dozza e del Minorile del Pratello per documentarne le condizioni e riportare il carcere al centro del dibattito pubblico. “Siamo entrati per guardare - ha detto l’attore Alessandro Bergonzoni, richiamando le parole di Piero Calamandrei. Solo conoscendo da vicino quella realtà la si può comprendere davvero”.
di Elisa Sola
La Stampa, 15 luglio 2026
La procura aveva archiviato due volte dopo la denuncia dei familiari. La sorella della vittima: sei anni per avere giustizia dalla Corte dei diritti dell’uomo. Natascia, la sorella, rilegge le lettere dal carcere. “Antonio ci scriveva che chiedeva aiuto alle guardie e che non lo ascoltavano. Che stava male, vomitava, aveva dolori ovunque. Ma nessuno veniva nella sua cella. Pensavano che lo facesse apposta per avere “benefici”. Usavano questa parola. Non abbiamo mai capito quali. Ha perso trenta chili in meno di cinque mesi”. Antonio Raddi è morto il 30 dicembre 2019. Aveva 28 anni. Quando è entrato nel carcere Lorusso e Cutugno pesava 80 chili. Quando hanno diagnosticato il decesso, 50. È morto per un’infezione dovuta a un batterio comune, la Klebsiella pneumoniae. Ma il suo corpo era pelle e ossa. Troppo fragile per reagire.
Firenze. L’anziano di 87 anni è uscito da Sollicciano, sconterà la pena in una struttura alternativa
di Antonella Mollica e Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 15 luglio 2026
Dopo una settimana è stato trasferito a Casa Caciolle. Era stato arrestato per un furto di vestiti in un’auto. È uscito dal carcere di Sollicciano così come era entrato. Con il sorriso stampato sul volto e gli occhi vivaci di sempre, in barba ai suoi 87 anni e ai 40 gradi che non danno tregua. Si è conclusa dopo meno di una settimana la disavventura di Giuseppe, l’anziano che viveva nell’albergo popolare e che è finito in cella per una sentenza diventata definitiva dopo il furto su una macchina. Grazie all’associazione per i diritti dei detenuti Pantagruel e al presidente della Madonnina del Grappa, don Vincenzo Russo, ora ha un posto dove andare. È Casa Caciolle, una struttura per detenuti semiliberi nel quartiere di Rifredi. Ieri pomeriggio è uscito da Sollicciano.
di Patrizia Pallara
collettiva.it, 15 luglio 2026
Parlano Stefano Anastasia, Patrizio Gonnella e Pietro Sermonti al termine della visita a Regina Coeli, a Roma, per l’iniziativa dell’Alleanza per l’articolo 27. Bisogna aver visto. I corpi sudati e troppo vicini rinchiusi per 23 ore al giorno in una cella piccola, troppo piccola. Le persone, gli uomini e le donne, con lo sguardo perso e confuso, tristi e depressi. Le carenze e le mancanze delle strutture, dei servizi, del personale, dell’igiene, della pulizia. Bisogna aver visto tutto questo per poterlo raccontare, testimoniare, diffondere. È quello che hanno fatto 330 “civili”, persone libere, entrate oggi, 14 luglio, in 34 carceri italiane di 29 città, nell’iniziativa organizzata dall’Alleanza per l’articolo 27.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 15 luglio 2026
Carlo Testini, responsabile Lotta alle Disuguaglianze di Arci, è una delle oltre 350 persone che il 14 luglio hanno visitato 37 carceri italiane in una giornata ideata dall’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione. Il suo racconto a Vita: “A Regina Coeli ho visto un affollamento di quasi il 200%, materassi in terra nelle celle, ragazzi giovanissimi e disperati che non vogliono vivere in quelle condizioni”. Trentasette istituti penitenziari italiani sono stati visitati da delegazioni composte da rappresentanti dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, insieme a esponenti delle istituzioni locali, del mondo dell’università, della cultura e della società civile.
di Valentina Di Mattei e Simona Silvestro
vita.it, 15 luglio 2026
Il carcere spesso il luogo dove la salute mentale viene messa duramente alla prova, sia per chi è recluso sia per chi ci lavora. Bollate, a Milano, da sempre è un “carcere modello” eppure anche qui c’è uno scarto tra quel che è stato e potrebbe ancora essere e le condizioni materiali che il sovraffollamento impone. In questo contesto, in carcere, davvero qualcuno ha il tempo, gli strumenti e le condizioni di sicurezza per ascoltare? Le riflessioni dell’Ordine degli psicologi della Lombardia. Questa mattina abbiamo varcato l’ingresso della Casa di Reclusione di Bollate insieme alla delegazione dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, nell’ambito di una mobilitazione nazionale che nella stessa giornata ha portato decine di realtà associative, istituzionali e della società civile a entrare contemporaneamente in 34 istituti penitenziari italiani. A Milano, ha toccato da vicino un sistema penitenziario cittadino - quello di San Vittore, Opera e Bollate - già sotto forte pressione.
- Bologna. Dozza, emergenza continua: “Su 400 posti, 828 detenuti. E mancano i ventilatori”
- Genova. Marassi, il 36% dei detenuti è tossicodipendente
- Cagliari. Carcere di Uta, 732 detenuti per 561 posti
- Bari. Sovraffollamento e personale sotto organico: “436 detenuti per 293 posti”
- Verona. Montorio, detenuti al doppio della capienza: “Celle e corridoi senza raffrescamento”









