di Alessandra Arachi
Corriere della Sera, 15 luglio 2026
Anche la polizia locale potrà fare il fermo preventivo di minori. Piantedosi: “Agenti più tutelati”. Il governo lo aveva annunciato: una stretta sulle baby gang e sui reati commessi da quelli che sono stati ribattezzati i “maranza”, in uno slang tipicamente adolescenziale. Ovvero i ragazzini delinquenti. E ieri il Consiglio dei ministri ha dato il disco verde a un disegno di legge che contiene queste nuove norme sulla sicurezza. Sono destinate soprattutto ai più giovani e mettono diversi paletti per arginare la delinquenza minorile. “È un disegno di legge che riprende un testo del Consiglio di alcuni mesi fa”, ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. È un testo del 5 febbraio 2026, per la precisione, a cui sono stati aggiunti cinque nuovi articoli accanto alle norme originarie (che prevedevano aggravanti per alcuni reati commessi ai danni dei giornalisti e le norme sugli sgomberi di occupazioni abusive delle seconde case).
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 15 luglio 2026
Ci risiamo: al consiglio dei ministri convocato in un caldissimo, e non solo dal punto di vista meteorologico, pomeriggio di luglio Giorgia Meloni suona il campanello di Palazzo Chigi e vara l’ennesimo inasprimento delle leggi sulla sicurezza. Si tratta delle norme che dalle parti della maggioranza vengono definite “anti-maranza”: questa volta puntano ad estendere la facoltà del fermo anche alle varie branche della polizia locale. Vedremo come la destra si smarcherà dalle tutele costituzionali, dopo i passi falsi e le forzature degli altri decreti repressivi.
di Ferruccio de Bortoli
Corriere della Sera, 15 luglio 2026
Mentre si parla, un po’ a vanvera, di “remigrazione”, lasciando intendere che si possano organizzare addirittura giganteschi flussi di ritorno, ovvero deportazioni, vale la pena di segnalare l’esperienza di alcuni “corridoi lavorativi” per rifugiati. Se non altro per riconciliarci con il meglio della nostra tradizione di civiltà e di solidarietà umana. Stiamo parlando di “corridoi lavorativi” e non solo umanitari come quelli resi possibili dall’impegno di Sant’Egidio che richiedono ogni volta la negoziazione di accordi ad hoc. In questo caso vi è un impianto normativo di base, il decreto Cutro, e il coinvolgimento diretto del governo con ben tre ministeri. Per cui risulta abbastanza strano che la maggioranza non ascriva i “corridoi lavorativi” tra i suoi meriti, forse perché politicamente è improduttivo. Ma è solo una sensazione.
di Simone Cosimelli
Il Domani, 15 luglio 2026
Nel Novecento le destre antidemocratiche rimodellarono in senso razziale la convivenza civile. La poliedrica estrema destra contemporanea ha centrato l’obiettivo. Ha portato i suoi temi e i suoi toni nel dibattito pubblico. L’ultima tappa di questo percorso in divenire riguarda la remigrazione. Un termine nuovissimo che veicola una narrazione vecchissima. E forse un’ossessione antica: l’idea secondo cui la tenuta dell’unità nazionalpopolare dipende dall’uniformità etnorazziale, con i popoli occidentali chiamati a fronteggiare una minaccia esistenziale. Prospettive apocalittiche Già nell’Europa del XX secolo, prima e dopo la Grande guerra, si fecero largo ipotesi di futuro tragiche. Le destre antidemocratiche si convinsero che l’allentamento dei domini coloniali e i processi di democratizzazione fossero il sigillo del declino.
di Donatella Gasperi
La Difesa del Popolo, 14 luglio 2026
Ornella Favero, la fondatrice di Ristretti Orizzonti, è stata insignita del premio “In difesa della dignità e della speranza dei detenuti”. Attraverso il giornale ha accompagnato centinaia di persone detenute in percorsi di educazione e rieducazione per tornare alla vita. “Ha oltrepassato il muro del carcere e quello ancor più invalicabile dell’indifferenza sociale facendo della sua vita un ponte tra la comunità carceraria e il mondo esterno, per restituire dignità, voce e speranza ai reclusi e per accendere conoscenza e umanità nei tantissimi che voltano lo sguardo. Ha ininterrottamente interpellato la politica con le sue appassionate e appassionanti iniziative: spesso ignorata, ma mai arresa”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 14 luglio 2026
Tre giornate di mobilitazione davanti e dentro le carceri italiane, e sono già cominciate. La Conferenza nazionale dei garanti territoriali delle persone private della libertà personale ha deciso di riportare la questione penitenziaria al centro dell’attenzione con iniziative nei territori partite ieri, 13 luglio, dinanzi o all’interno degli istituti, nei luoghi della giustizia e ovunque sia possibile richiamare la politica alle sue responsabilità. Oggi la protesta entra nel suo secondo giorno e coincide con la mobilitazione nazionale promossa dalle associazioni e dalle reti del Terzo settore che da anni lavorano intorno al mondo del carcere: una giornata a cui la Conferenza ha aderito con convinzione. Le iniziative andranno avanti fino a domani. Il messaggio che le accompagna è netto già nel titolo del documento diffuso per l’occasione: “Non c’è più tempo: fermare la strage di vite e di diritti nelle carceri italiane”.
Ristretti Orizzonti, 14 luglio 2026
Il 14 luglio, delegazioni di esponenti istituzionali, accademici e della società civile visiteranno 34 istituti penitenziari italiani. Il Garante del Lazio accompagnerà la delegazione in visita a Regina Coeli. “Le carceri italiane, i detenuti, gli operatori stanno affrontando l’ennesima estate torrida in condizioni disumane di sovraffollamento e di carenza di risorse, umane e finanziarie. Come era facilmente prevedibile, la risposta edilizia del governo, che ha assorbito gran parte delle risorse per la manutenzione delle carceri, non produce i risultati annunciati e il sovraffollamento è arrivato ormai al 140% e nel Lazio al 149, con 6911 persone stipati negli spazi per 4638 posti letto regolamentari effettivamente disponibili.
di Edoardo Patriarca
vita.it, 14 luglio 2026
Dopo l’approvazione al Senato arriva in Commissione Giustizia la legge di iniziativa governativa sulle “Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti”. I soggetti che intendono intraprendere un percorso di recupero devono poter espiare la pena in strutture accreditate del privato sociale o pubbliche. La misura interesserebbe - secondo i dati 2024 - 23mila persone. La relazione parla di 13mila strutture interessate, al 97% gestite dal privato e dal privato sociale.
di Antonio Mazzocchi*
Il Dubbio, 14 luglio 2026
Il sistema penitenziario in Italia ha superato un punto di non ritorno, con oltre 64mila detenuti stipati in poco più di 44 mila posti reali. Il tasso di sovraffollamento medio supera il 140%, toccando picchi drammatici del 200% in alcuni Istituti. I numeri non sono solo statistiche: si traducono in celle degradate, violenza endemica, assistenza sanitaria al collasso e una scia di suicidi tra i detenuti e glia genti che rappresenta una ferita aperta per uno Stato di diritto. A gravare sul sistema è, soprattutto, l’uso distorto della custodia cautelare.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 14 luglio 2026
Gli emolumenti del titolare del Dap sono una ragione in più per chiedere l’abolizione dell’ergastolo. Oggi centinaia di persone, personalità, e personaggi, della società civile, entreranno nelle carceri di una trentina di città italiane, convocate da un’alleanza di associazioni che si curano della galera e del dettato dell’art.27 della Costituzione, per vedere coi propri occhi e toccare con le proprie mani la temperatura rovente di quelle case. L’iniziativa è stata preceduta e preparata dalle informazioni sempre più clamorose sulle condizioni scellerate in cui convivono detenuti, agenti penitenziari, e con loro e di loro zecche, cimici, topi, scarafaggi e altre creature senza speranza d’arca e di diluvio.
- Toscana. Il Provveditorato alle carceri ora dice che i detenuti non dovranno dormire per terra
- Toscana. Non erano “brande e materassi”, ma bensì “brandy e maritozzi”
- Firenze. Sollicciano è solo un refuso
- Milano. Dentro il Beccaria: il carcere dei minori resta un’emergenza
- Milano. “Carcere, le coscienze si ribellino davanti a situazioni disumane”









