Il Resto del Carlino, 7 aprile 2025
Un rosso Conero che profuma di libertà sarà presentato oggi alla rassegna Vinitaly. Lo hanno prodotto i detenuti del carcere di Montacuto, grazie a uno dei progetti di formazione avviato con il garante delle Marche Giancarlo Giulianelli. Un altro progetto consentirà invece ai detenuti di partecipare al festival di Musicultura a Macerata, cucinando per gli ospiti e lo staff della manifestazione. “Si tratta di una attività avviata l’anno scorso - racconta il garante Giulianelli - con i detenuti, l’agronomo e la direzione del carcere, l’assessorato alla sanità e l’Amap. Abbiamo potuto usare uno spazio esterno con i detenuti formati nella cura del vigneto.
di Francesca Marmaglio
Giornale di Brescia, 7 aprile 2025
La leggerezza del corpo che danza, si muove e dimentica il peso di errori che la mente trasforma in colpe, spesso difficili da sostenere. Il tema è quello scelto per la performance di danza contemporanea “Istantanea #09” del Progetto Verziano che ha visto protagonisti detenuti e detenute del carcere bresciano e liberi cittadini soci di compagnia Lyria. Lo spettacolo, che è andato in scena sotto il portico di palazzo Loggia ieri pomeriggio, ha visto la partecipazione di 20 danzatori: “Abbiamo cominciato il progetto, che è alla sua 14esima edizione, l’ottobre scorso e finiremo il 10 giugno al cinema Eden con la proiezione del racconto di questi mesi - ha detto Giulia Gussago, direttrice artistica della compagnia Lyria e ideatrice del progetto Verziano.
di Chiara Del Zanno
rollingstone.it, 7 aprile 2025
"Volevo abbandonare il progetto, mi sembrava ridicola la rappresentazione che si faceva", ci ha detto il regista della quinta stagione Ludovico Di Martino. Che ci ha accompagnato da Antigone, l'associazione per la tutela dei diritti nel sistema penale e penitenziario: "C’è una realtà che cerca di specchiarsi nella finzione. E questa è la responsabilità della serie".
di Marta Impedovo
ilpost.it, 7 aprile 2025
Per certi aspetti la vita nel carcere minorile di Nisida è simile a quella mostrata nella serie della Rai: per altre affatto. Fuori dalle finestre dell’istituto penale minorile di Nisida il mare c’è davvero. Il carcere a cui si ispira Mare fuori, serie tv della Rai di grande successo di cui è appena uscita la quinta stagione, si trova infatti su una piccolissima isola vulcanica collegata al quartiere di Bagnoli, nella parte sud ovest di Napoli, da una sottile striscia di terra. A differenza della serie però l’istituto non è un casermone al livello del mare, ma un insieme di edifici posti sulla parte più alta dell’isola e circondati dal verde. Sono due piccoli esempi di come in Mare Fuori convivano elementi molto aderenti alla realtà di Nisida e altri completamente inventati: a volte così tanto che chi ci lavora parla di “fanta-penitenziario”.
di Chiara Sgreccia
Il Domani, 7 aprile 2025
Le associazioni, i sindacati, i movimenti studenteschi e della società civile che si oppongono al pacchetto di norme sulla sicurezza si appellano al presidente della Repubblica e all’opposizione in Parlamento per fermare “un golpe burocratico messo in atto per bypassare a democrazia”. Da disegno di legge in discussione al Parlamento a decreto avente forza di legge emanato direttamente dal governo. Così il pacchetto di norme sulla sicurezza, che dopo aver ricevuto l’ok alla Camera era bloccato in Senato da mesi, ha cambiato natura venerdì 4 aprile. Perché, “non potevamo più aspettare e era prioritario dare risposte ai cittadini e assicurare ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa le tutele che meritano”, ha spiegato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
di Elena Coatti
estense.com, 7 aprile 2025
Il recente passaggio del Ddl Sicurezza a decreto legge apre scenari allarmanti sulla gestione delle carceri e delle fasce più vulnerabili della popolazione in Italia. L’incontro organizzato da “La città che vogliamo” sull’ossessione securitaria italiana cade a pennello. A parlare di “regime di massima sicurezza” sono intervenuti Vincenzo Scalia, sociologo della devianza e docente Unifi, e Sofia Ciuffoletti, direttrice de l’Altro Diritto. Scalia non ha esitato ad evidenziare come questa scelta governativa rappresenti l’ennesima fuga dal confronto parlamentare e dalla società civile. “Il carcere torna al centro del dibattito, non come strumento di rieducazione, ma come apparato di controllo e repressione, sempre più selettivo e ideologico”, ha commentato.
di Errico Novi
Il Dubbio, 7 aprile 2025
I grandi studi “militarizzano” la giustizia, dice Trump. E cancella così i diritti di chi a quegli studi si è affidato. il bersaglio vero sono i cittadini. In Italia l’avvocatura si batte per un principio, soprattutto in campo penale, spesso travolto dagli eventi o, per meglio dire, dalla volgarità del mainstream: si tratta del principio per cui non si può confondere l’avvocato con i reati contestati al suo assistito. Ma l’attacco a un così naturale assioma, sul quale di fatto si regge la stessa libertà nelle democrazie, è diventato un’odiosa abitudine, coltivata dalla parte della società del tutto indifferente alla Costituzione così come dai più populisti dei leader politici, e persino dalla stampa. Nonostante la stampa dovrebbe sentirsi unita proprio all’avvocatura nella difesa dei diritti inviolabili.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 7 aprile 2025
Culla della democrazia, patria dei diritti e delle libertà. Sono ancora definizioni calzanti, per gli Stati Uniti? Il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump ha subito provocato degli scossoni e spazzato via alcune certezze. In tanti si chiedono se le distanze tra le due sponde dell’Atlantico rimarranno le stesse o saranno sempre maggiori. L’eloquio del tycoon è crudo, aggressivo, al limite dell’abrasività, tanto sui temi interni quanto su quelli che guardano oltre gli oceani. E alle parole stanno seguendo i fatti. Con il ritorno alla Casa Bianca, il presidente americano pare voglia regolare una serie di conti rimasti in sospeso durante i quattro anni di permanenza a Washington di Joe Biden. Ogni volta che The Donald apre bocca sono bacchettate - è un eufemismo - per tutti. Compresi gli avvocati americani.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 7 aprile 2025
L’aggressione ai danni dell’Ucraina sta impegnando economicamente e militarmente la Russia. I riflessi del conflitto sono ben visibili nel Paese governato da venticinque anni da Vladimir Putin. Dal 24 febbraio 2022 le misure per reprimere il dissenso contro la guerra in Ucraina sono ancora più stringenti. Pensiamo ad alcuni interventi legislativi: l’articolo 207.3 del codice penale sui cosiddetti “falsi militari” è stato inserito frettolosamente nel marzo di tre anni fa. Sono stati tanti i cittadini russi che per aver criticato le forze armate impegnate nell’occupazione del territorio ucraino hanno subito processi farsa, finendo in carcere. Tra questi gli avvocati Alexei Gorinov e Dmitry Talantov.
di Ezio Menzione*
Il Dubbio, 7 aprile 2025
La volontà politica che il governo ha espresso in sede sia penale che civile è chiara: attaccare gli ordini delle grandi città turche. Eravamo al natale 2013 e si apriva il processo contro 18 avvocati progressisti da mesi incarcerati, appartenenti all’organizzazione progressista CHD, accusati genericamente di filoterrorismo per avere difeso, fra i molti altri, anche alcuni terroristi curdi. Il solito paradigma che confonde l’avvocato con l’assistito. Erdogan non era ancora presidente, ma solo premier, ed era ingaggiato in uno scontro politico col presidente in carica Gul sull’abolizione dell’obbligo per le donne di non portare il velo negli uffici e nei luoghi pubblici.
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