ufficiostampabasilicata.it, 8 luglio 2026
“Distanze brevi, sguardi lunghi - Il carcere nelle regioni a scala umana” è il tema del convegno promosso dal Coordinamento Nazionale Operatori per la Salute nelle Carceri Italiane e dal CVS Basilicata, in collaborazione con il Centro per la Giustizia Minorile per la Puglia e la Basilicata. L’iniziativa, accreditata ECM, si è svolta questa mattina nella Sala “Inguscio” della Regione Basilicata, a Potenza. A cinquant’anni dalla riforma dell’ordinamento penitenziario, la Basilicata si propone come laboratorio di una medicina penitenziaria a misura d’uomo, capace di rafforzare il legame tra carcere e territorio. Ad aprire i lavori il presidente del Coordinamento Nazionale Operatori per la Salute nelle Carceri Italiane (Co.N.O.S.C.I.) Sandro Libianchi.
ansa.it, 8 luglio 2026
Protesta delle associazioni. Una cella di tre metri per due nel cuore di piazza Montecitorio, sotto il sole rovente del pomeriggio romano. È l’immagine scelta da una rete di associazioni, sindacati e realtà impegnate nella tutela dei diritti umani per portare davanti al Parlamento l’emergenza delle carceri italiane. Il flash mob, promosso dalla senatrice di Avs Ilaria Cucchi insieme ad Alleanza Verdi e Sinistra e a Pid onlus, denuncia un’estate dietro le sbarre segnata da caldo soffocante, sovraffollamento e diritti che - è l’accusa dei promotori - rischiano di sgretolarsi sempre più. Un messaggio affidato anche allo slogan della protesta: “Vivere in una cella non è solo stare chiusi. Caldo mortale, sovraffollamento: quando la pena diventa tortura”.
di Raffaele Simone*
Il Domani, 8 luglio 2026
Un’inchiesta di Le Monde ha riaperto il dibattito. Anche in Francia si intensificano i segnali di un tramonto della “parentesi Gutenberg”. Il passaggio epocale dalla pagina stampata al display ubiquo (smartphone, pc, tablet, smartwatch) è stato una deflagrazione: ha modificato radicalmente il grado di attenzione e la profondità dell’immersione cognitiva. Era il 1958 quando Aldous Huxley, nel suo Ritorno al mondo nuovo, a differenza di George Orwell che nel suo 1984 paventava l’avvento di un brutale potere di censura che avrebbe vietato i libri, intuì che la minaccia più grave era invece l’apatia culturale, cioè che la verità finisse per annegare in un mare di irrilevanza, di intrattenimento e distrazioni, distruggendo il desiderio di cercare conoscenze.
di Federico Capurso
La Stampa, 8 luglio 2026
Il piano di FI firmato dall’ultima compagna di Berlusconi. Proposta di legge in commissione Giustizia. Avs: obbrobrio. C’era quasi il rischio di dimenticarsi di lei, di Marta Fascina, deputata di Forza Italia e ultima compagna di Silvio Berlusconi. E invece Fascina, alla curva finale della legislatura, si è decisa a lasciare la sua impronta in Parlamento. Non dal suo scranno in Aula, che continua a frequentare poco, ma attraverso una legge che vuole aprire le porte del carcere a chi ha tredici anni. È la prima e unica proposta di legge prodotta da Fascina in quattro anni da parlamentare di maggioranza. E l’impressione è che non sia un’idea animata da un sincero afflato liberale.
di Simona Musco
Il Dubbio, 8 luglio 2026
Il sistema giudiziario italiano si trova di fronte a una complessa stagione di riforme, sospinto sia dalla necessità di centrare gli ambiziosi obiettivi di smaltimento dell’arretrato legati al Pnrr, sia dall’urgenza di recepire i nuovi vincoli normativi imposti a livello europeo. In questo scenario si inserisce il decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100, che introduce una serie di misure urgenti per dare attuazione al Patto dell’Unione Europea sulla migrazione e l’asilo. Il Consiglio superiore della magistratura ha analizzato attentamente il provvedimento, esprimendo un parere (in discussione oggi) che, pur valutando positivamente l’impianto generale, mette in luce nodi critici, sfide organizzative e rischi di sovraccarico per gli uffici giudiziari.
di Leonardo Fiorentini
Il Manifesto, 8 luglio 2026
In Italia la cannabis evoca paure e pregiudizi, invece in Europa si valutano gli effetti delle sperimentazioni del governo del fenomeno. La Germania è oggi il più vasto laboratorio europeo sulla regolazione della cannabis. Dal 1° aprile 2024 gli adulti possono coltivarla e detenerla, oltre che partecipare a Cannabis Social Club. Non è consentita la vendita o la cessione gratuita. È dunque una legalizzazione prudente, non commerciale, molto diversa dal modello canadese o da quello di diversi Stati Usa. La prima fase di valutazione ha analizzato mercato, consumi, salute pubblica, criminalità. Il dato più importante riguarda i giovani: tra i 15 e i 17 anni il consumo, già in diminuzione prima della riforma, non risulta aumentato dopo.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 7 luglio 2026
La storia della Toscana, dove l’amministrazione penitenziaria invita a far dormire per terra i detenuti in eccesso, è l’apoteosi di una violazione aperta e quotidiana della Costituzione, delle norme europee e delle proprie. Nel carcere, dove entra chi si ritiene abbia infranto la legge, la legge non viene rispettata. E a infrangerla, nei casi di cui parliamo, non sono i detenuti né gli agenti penitenziari né chiunque per lavoro varchi la soglia di una prigione. Nelle carceri toscane, dove il provveditorato ha deciso che in caso di sovraffollamento estremo si possono far dormire i detenuti per terra, a non rispettare la legge è lo Stato. Con le sue ramificazioni. Lo stesso Stato che aveva scritto, con una circolare ministeriale, la regola sulla capienza delle celle e poi ne aveva recepito un aggiornamento imposto dalla Corte europea dei diritti dell’uomo: l’Italia, come tutti i paesi europei, avrebbe dovuto garantire a ogni detenuto almeno 3 metri quadrati di spazio. Altrimenti lo Stato sarà in debito con lui, come sta effettivamente accadendo molto spesso.
di Tania Amarugi
ilgiornalistascomodo.it, 7 luglio 2026
Tutti i giorni accade qualcosa di grave nelle carceri italiane da nord a sud senza distinzione. I Garanti territoriali di Asti e Alessandria chiedono congiuntamente per chiedere interventi tempestivi in tutta la regione. Cemento rovente fuori e dentro. Senza aria condizionata la vita nel carcere di Quarto d’Asti è un inferno. A denunciarlo è Domenico Massano, garante dei detenuti di Asti, all’uscita dalla visita settimanale alla casa di reclusione: “Non c’è aria condizionata per i detenuti se non nella sala colloqui. Le sezioni sono molto calde, soprattutto quelle che stanno più in alto e sono esposte al sole tutta la giornata. Servirebbe un sistema di climatizzazione almeno nelle aree comuni”.
Il Giornale, 7 luglio 2026
Con i provvedimenti in corso di approvazione in Parlamento, il governo prevede di fare uscire dal carcere “dalle otto alle diecimila persone. Sono numeri che sarebbero una rivoluzione copernicana”. Lo dice il ministro della Giustizia, Carlo Nordio (foto), in merito ai provvedimenti sul sovraffollamento in carcere. Il ministro sottolinea che si tratta di “numeri importantissimi”. Perchè “abbiamo in carcere circa 20 mila persone che sono state condannate per reati connessi alla tossicodipendenza. Una metà di questi sono spacciatori - ha spiegato - appartenenti anche a organizzazioni più o meno mafiose o comunque criminali per le quali non c’è possibilità di alternativa, ma una buona parte, vorrei dire la metà, sono tossicodipendenti che hanno commesso questi reati per potersi procurare lo stupefacente e che quindi sono piuttosto dei malati da curare che non dei delinquenti da punire”. Nordio ha specificato anche che sono stati “centrati anche tutti gli obiettivi che avevamo concordato con l’Europa per il Pnrr”. E ha concluso, ringraziando la “magistratura che ha lavorato insieme a noi con sacrificio”.
di Luca D’Alessio
Il Riformista, 7 luglio 2026
Antonio Russo è un detenuto graziato, ma ancora detenuto. Anziano, malato, affaticato, disperato eppure ancora dietro le sbarre nonostante un provvedimento del Presidente della Repubblica ed in condizioni di salute giudicate incompatibili con il carcere. Carcere di Rebibbia. Le bollenti giornate per il caldo eccessivo rendono le celle dei detenuti ogni giorno una prova in più da sopportare e superare. Le stanze del penitenziario capitolino, così come moltissimi altri istituti di pena italiani, sono occupate da un numero superiore di detenuti, rispetto alla loro normale capienza, che stanno scontando la loro pena e che, ci piacerebbe affermare, ma nella quasi totalità dei casi non è così, stanno percorrendo il cammino rieducativo della loro pena.
- “Troppo povero per poter lasciare il carcere”, ma la Cassazione lo libera
- Toscana. Se anche lo Stato si arrende
- Toscana. “Per i nuovi arrestati usate i materassi a terra”. Il Prap ordina di violare la legge
- Milano. Lettera dal carcere a Mattarella: “Qui la pena è diventata tortura”
- Roma. L’inferno delle carceri, tra malattie e suicidi. Calderone: “Impossibile curarsi”









