di Ermes Antonucci
Il Foglio, 4 febbraio 2025
Il j’accuse del pm Racanelli. Il procuratore di Padova, ex segretario di Magistratura indipendente: “La separazione delle carriere non lede la nostra indipendenza. L’Associazione nazionale magistrati ha sbagliato a scegliere la strada di una frontale contrapposizione al governo” “Sappiamo benissimo che viviamo in un momento storico nel quale la magistratura e in genere il sistema giustizia non godono della fiducia dei cittadini e quindi la politica è in una posizione di vantaggio rispetto alla magistratura. In questa situazione non ha alcun senso andare alla ‘guerra’. Per questo non ho assolutamente condiviso la posizione dell’Associazione nazionale magistrati di totale contrapposizione e di rifiuto di ogni dialogo di fronte alle proposte di riforma. Si tratta di una strategia suicida”.
di Irene Famà
La Stampa, 4 febbraio 2025
L’ex magistrato Gian Carlo Caselli: “Chi non la pensa come loro diventa un pericolo. Così si minano i pilastri fondamentali dello Stato di diritto”. “Siamo ad un livello intollerabile”. Gian Carlo Caselli, alle spalle una lunga carriera da magistrato, riflette sui delicati equilibri politici e sul rapporto tra governo e toghe. La richiesta di accelerare i tempi per una commissione d’inchiesta sui magistrati, l’ipotesi di un ritorno all’immunità parlamentare, le critiche continue. “Da parte del governo sta crollando in modo evidente e clamoroso il rispetto dovuto, in ogni ordinamento democratico, alla sua magistratura e alla sua indipendenza. E io sono preoccupato”.
di Riccardo Radi
terzultimafermata.blog, 4 febbraio 2025
Per la giustizia disciplinare l’esposto è da cestinare “con atto di segreteria” perché: “non integra illecito disciplinare la condotta del Magistrato di sorveglianza che rigetta ripetutamente le istanze difensive per la concessione di misure alternative al carcere nei confronti di detenuto affetto da gravi patologie, poi deceduto, a fronte dell’assenza di idoneo luogo in cui disporre la detenzione domiciliare, nel caso in cui le istanze siano state tempestivamente esaminate e il detenuto sia stato sottoposto alle idonee terapie in sede ospedaliera”. C’è poco da scandalizzarsi per la decisione del Procuratore Generale presso la Cassazione, al magistrato di sorveglianza non si può muovere alcun appunto: formalmente nulla da eccepire.
di Luca Rampazzo
milanopost.info, 4 febbraio 2025
L’avvocato Marco Tavernese: “Al nostro cliente era stato fatto firmare un foglio, senza data, in cui si dichiarava che una parte importante del suo lavoro era svolto sotto forma di volontariato. Questa dichiarazione era stata corroborata da generiche testimonianze, assunte in maniera irrituale, come riporta la sentenza, di alcuni agenti di polizia penitenziaria”. Quindi il Ministero si era rifiutato categoricamente di pagare il dovuto. Il giudice ci ha dato ragione, riconoscendo che tutto il lavoro andava pagato, che quella dichiarazione non era rilevante e che le testimonianze erano inammissibili.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 4 febbraio 2025
La II Sezione civile, sentenza n. 2425/2025, affermando quattro principi di diritto, ha distinto le due ipotesi di sospensione come “sanzione accessoria” e come “misura cautelare”. Arrivano i chiarimenti della Cassazione su guida in stato ebbrezza e sospensione della patente in funzione di sanzione accessoria o misura cautelare. La sospensione, ex art. 186 del codice della strada, infatti consegue a titolo di sanzione accessoria del reato ed è disposta dal giudice penale, anche se applicata in concreto dal Prefetto. La sospensione cautelare e preventiva, invece, è disposta dal Prefetto ai sensi dall’art. 223 del medesimo codice - entro un tempo ragionevole, la cui valutazione in concreto è rimessa al giudice del merito - e risponde alla necessità di impedire che, nell’immediato, il destinatario possa continuare a tenere una condotta pericolosa.
di Lara Boccalon
rainews.it, 4 febbraio 2025
Le novità dell’accordo tra Regione e amministrazione penitenziaria. Il protocollo d’intesa quinquennale tra Regione e Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per il Triveneto appena deliberato dalla giunta Fedriga impegna aziende sanitarie e direzioni penitenziarie a operare all’interno di una più chiara, concreta e coerente cornice di azioni, per rispondere alle criticità finora registrate nell’assistenza sanitaria in carcere, prestando grande attenzione non solo alle persone detenute e alle loro aspettative di salute, ma anche alla sicurezza del personale sanitario che opera nelle carceri.
di Daniele Montanari
Gazzetta di Modena, 4 febbraio 2025
Il 27enne Mohamed Doubali è stato trovato senza vita ieri mattina. Si sospetta l’overdose di farmaci. Gli era stato tolto il rischio suicidio. Un’altra morte in carcere, riconducibile con ogni probabilità a un suicidio. Il quarto nel giro di poco più di un mese. E stavolta si parla di un giovane di soli 27 anni. Si chiamava Mohamed Doubali, aveva problemi di droga e in passato aveva già dato segnali di grave malessere che avevano portato a ritenerlo a rischio suicidio. Poi però dopo la visita di uno psicologo l’allarme sembrava rientrato. E invece la situazione è precipitata, nella solitudine della notte. È stato trovato morto ieri mattina. Morto già da tempo: inutili i tentativi di soccorso. La Procura ha disposto subito accurati accertamenti sulla dinamica del decesso, tanto che solo nel primo pomeriggio è arrivato il nulla osta alla rimozione della salma, condotta dalle onoranze di Gianni Gibellini in Medicina legale. Da quanto emerso però sono state subito escluse responsabilità di terzi. La morte, secondo quanto trapelato, è stata dovuta a un’overdose di farmaci.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 4 febbraio 2025
Non può essere solo un caso. Il fatto che in un mese quattro persone si siano tolte la vita - tra cui ragazzi giovani che, una volta scontata la pena, avrebbero avuto tutto il futuro davanti - è sinonimo di un grande malessere oltre che di una conclamata emergenza. Ieri mattina è stato trovato morto in una cella del carcere Sant’Anna il quarto detenuto. Un ragazzo di 27 anni, di origine marocchina morto - pare - a causa dell’assunzione smodata di farmaci. Il decesso probabilmente risale alla nottata ma “è stato scoperto ore dopo”. A darne notizia è il garante regionale per i detenuti dell’Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri. Sicuramente nelle prossime ore sarà disposta l’autopsia ma quello che si sa è che il giovane, lo scorso 29 gennaio - ha fatto sapere il garante - è stato visto da uno psicologo ed era stato escluso il rischio suicidario lieve ‘rilevato’ in precedenza.
di Dimitri Canello
Corriere del Veneto, 4 febbraio 2025
Fiamme in una cella: i marocchini elitrasportati al Centro specializzato di Padova. Protesta o incidente. Ieri pomeriggio un incendio nel carcere cittadino di Baldenich ha causato gravi ustioni a due detenuti marocchini. Il rogo nella cella in cui si trovavano reclusi e le cause dell’episodio sono in accertamento da parte delle autorità penitenziarie. Che ieri non si sono sbilanciate. Resta da chiarire se l’incendio sia stato provocato intenzionalmente, come gesto di protesta o danneggiamento sfuggito di mano o se si sia trattato di un incidente a cui i due non sono riusciti a rimediare. Le prime ricostruzioni propendono per un evento accidentale, degenerato fino a coinvolgere pesantemente i due detenuti che hanno riportato ustioni gravi. Uno, 31 anni, è stato trasferito d’urgenza in elicottero al Centro Grandi Ustionati di Padova. L’altro, un 24enne, dopo un primo ricovero all’ospedale “San Martino” di Belluno, è stato anche lui elitrasportato a Padova - nella stessa struttura del compagno di cella - in prognosi riservata.
di Fabio Greco
agi.it, 4 febbraio 2025
I detenuti in sciopero della fame contro una circolare del Dap a livello regionale che inasprisce il regime di detenzione, a partire dall’ingresso in cella di alcuni prodotti. Docce senz’acqua calda, analisi mediche rinviate di mesi, divieto di telefonate, un taglio drastico ai pacchi di alimenti inviati dalle famiglie e tra qualche mese, lo stop all’ingresso di coperte e indumenti in pile, economici ma urgenti in un edificio “di ghiaccio”: la tensione è altissima nel carcere Pagliarelli di Palermo, dove i detenuti hanno battuto le stoviglie sulle sbarre, come ormai fanno mattina e sera da oltre una settimana, e cominciato uno sciopero della fame per protesta contro una circolare del Dap a livello regionale che inasprisce il regime di detenzione, a partire dall’ingresso di alcuni prodotti.
- Palermo. L’allarme di Antigone: “Detenuti avvolti nelle coperte per il freddo”
- Palermo. Detenuta malata oncologica attende da giorni la presa in cura dall’Asp
- Trieste. “Seconda Chance” e Illycaffè insieme per la formazione e il reinserimento dei detenuti
- Carinola (Ce). Se l’orto cresce durante la pena. Ecco la verdura del riscatto
- Catanzaro. “Teatro e carcere”, concluso il progetto in favore dei detenuti










