di Fulvio D’Eri
Il Giorno, 10 novembre 2024
Reinserire in società chi ha sbagliato, pagando per questo con una pena detentiva, è un dovere di una società civile. Ed è per questo che c’è bisogno di un patto territoriale per promuovere interventi e azioni finalizzati al reinserimento sociale di soggetti in esecuzione penale esterna e in messa in prova. È questo il senso della rete istituzionale, al quale il Comune di Sondrio ha aderito, proposta dall’Ufficio di esecuzione penale esterna di Como che ha programmato la riorganizzazione del sistema dei servizi, degli interventi e delle azioni per il reinserimento. Cinque le aree di intervento: culturale, formativo, ricreativo e sportivo; orientamento e inserimento professionale; mediazione culturale e linguistica; prevenzione della devianza e della recidiva; comunicazione con il territorio.
di Andrea Guida
firenzetoday.it, 10 novembre 2024
La scorsa settimana è stata inaugurata una nuova e importante opportunità per i detenuti a fine pena. Si chiama Casa Mimosa e si tratta infatti di un appartamento in via Corelli - rimesso a posto da Fondazione Solidarietà Caritas - che accoglierà un massimo di due ex detenuti del carcere di Sollicciano che hanno bisogno di un posto dove abitare e iniziare a ricostruirsi una vita. Gli ex detenuti vivono in autonomia ma fanno riferimento a un educatore e seguono un percorso personalizzato che prevede accoglienza, orientamento ai servizi del territorio, la ricerca di un lavoro e di un alloggio e l’assistenza per i documenti, in collaborazione con avvocati e servizi sociali.
agensir.it, 10 novembre 2024
“Cercavo qualcuno con cui confrontarmi sui libri che leggo, poi invece ho trovato altro, qualcosa che nemmeno immaginavo di cercare: qualcuno che mi accetti per essere umano e non per carcerato e così ho trovato la libertà per 10 ore”. Così Luciano, ristretto a San Vittore, descrive la sua esperienza insieme a studentesse e studenti che entrano nella casa circondariale di Milano grazie ai progetti di lettura condivisa promossi da anni dalla Biblioteca del Confine della Casa della Carità, “per rompere - si legge in un comunicato - stereotipi e pregiudizi, ribaltare prospettive e accorciare le distanze tra chi sta dentro il carcere e chi sta fuori, offrendo alle persone detenute la possibilità di evadere, almeno con la mente, dalla dura quotidianità”.
di El Simba
Corriere della Sera, 10 novembre 2024
Un giovane da poco uscito dal Beccaria: “Mai più parole d’odio”. Quando sono entrato al Beccaria ero in guerra con il mondo. Scrivevo canzoni rap piene di nemici, di azioni violente. Dentro il carcere ho iniziato a capire che la guerra con il mondo era in realtà qualcosa dentro di me, una rabbia che mi faceva vedere in chiunque un nemico. Lì ho conosciuto Beppe e Lisa, che mi hanno proposto di fare teatro. Ho iniziato a farlo, e mi vergogno un po’ a dirlo, non perché sapessi cosa fosse o volessi diventare un attore, ma perché nei laboratori c’erano molte ragazze. Era un modo per restare in contatto con l’esterno, per far finta che, tra quelle mura, potesse esistere una normalità, fosse ancora possibile sentire il calore umano.
di Renè e Davide*
Corriere della Sera, 10 novembre 2024
La lotta è costante, senza esclusione di colpi. È una guerra e ogni guerra ha le sue battaglie, alcune vinte, altre perse, ma lo scopo finale è la pace. Questo è applicabile a vari frangenti tra cui la lotta alla dipendenza, che è il motivo per cui siamo qui a La Nave, reparto di trattamento avanzato per la cura delle dipendenze presso il carcere di San Vittore. Nei nostri cervelli regna il caos: sentimenti contrastanti, conflitti interiori, pregiudizi e differenti personalità che lottano per sopravvivere. Siamo accomunati dall’assenza di amor proprio. La cura inizia dalla consapevolezza di avere una malattia e il primo passo è ricominciare a volerci bene per mettere in ordine le priorità. Riconciliarci con noi stessi. Ma come? La Nave può aiutarci a trovare i primi rudimenti per motivarci e piantare in noi il seme della determinazione. Certo, questo seme per germogliare avrà bisogno di particolari attenzioni, che al momento ci sono precluse, ma che avremo modo di utilizzare una volta fuori.
di Niccolò Gramigni
La Nazione, 10 novembre 2024
Un ciclo di eventi dall’11 al 16 novembre a Firenze organizzati con la collaborazione del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Firenze. Dal carcere alla giustizia riparativa, dal lavoro carcerario alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. Oltre ad uno spettacolo teatral-musicale, alla presentazione di libri e ad un cortometraggio. È la Settimana della Legalità, un ciclo di eventi, che si terranno a Firenze dall’11 al 16 novembre, organizzati dalla Caritas di Firenze e dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Firenze con la collaborazione della Fondazione Caritas. Il 13 novembre incontro sulla “Giustizia riparativa” con Marta Cartabia dell’Università Bocconi di Milano, già ministra della Giustizia; il 14 novembre presentazione del Rapporto sulla povertà con l’arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli. Il 16 novembre, alle 18, al Teatro La Fiaba, proiezione del cortometraggio prodotto da Keep Digging Production per Caritas Firenze. A seguire tavola rotonda con: Bernard Dika, portavoce del presidente della Regione Toscana, Marzio Mori, direttore Caritas Firenze, Luca Orsoni, responsabile Area Young Caritas Firenze, Sara Benvenuti, docente dell’Università degli Studi di Firenze, e Alina Tamas, responsabile Area Giustizia e Carcere Fondazione Solidarietà Caritas Ets.
di Maurizio Costanzo
La Nazione, 10 novembre 2024
L’istituzione ecclesiale di Firenze celebra i suoi primi 100 anni in Palazzo Vecchio Funaro: “Il monito di don Facibeni è mai voltarsi dall’altra parte”. Dagli anziani ai disabili, dalle madri in difficoltà ai giovani smarriti, dai bambini ai poveri, dai detenuti ai migranti. Oltre ventimila persone fragili aiutate negli ultimi vent’anni. Sono i numeri dell’Opera Madonnina del Grappa diffusi nel centenario della sua nascita, un anniversario che si è celebrato sabato 9 novembre presso la Sala d’Arme in Palazzo Vecchio. La Madonnina del Grappa è un’istituzione ecclesiale cattolica a carattere caritativo fondata dal presbitero galeatese Giulio Facibeni nel 1924 a Firenze.
di Francesca Piccolo
Il Mattino, 10 novembre 2024
Gli eventi tragici degli ultimi giorni a Napoli impongono riflessioni, si fissano in alto nell’agenda istituzionale e pubblica i temi dell’educazione, della sicurezza, della rigenerazione e dell’inclusione. Le Università riportano l’attenzione sul circuito di strumenti giuridici messi in campo con opportunità di formazione e specializzazione per gli operatori. Ieri pomeriggio presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (Vico Monte della Pietà, 1 - Napoli) si è tenuta la presentazione del programma didattico del Corso di perfezionamento in Giustizia Riparativa, organizzato dal Dipartimento universitario con la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale - Sezione San Tommaso d’Aquino, la Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania, il garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale con il contributo di Fondazione Con il Sud.
varesenews.it, 10 novembre 2024
A Glocal un approfondimento su carcere e media con Susanna Ripamonti e don David Maria Riboldi. Stiamo facendo bene il nostro lavoro? Diamo al nostro lettore una informazione precisa sul mondo del carcere, puntando i riflettori sui problemi delle strutture carcerarie e le condizioni di vita dei detenuti? I relatori del panel “Fuori e dentro le sbarre, la narrazione del carcere”, intervenuti sabato 9 novembre a Glocal, il Festival del giornalismo di VareseNews, hanno risposto di no. Susanna Ripamonti, direttice di “Carte Bollate” - rivista del carcere di Bollate scritta dai detenuti - e Don David Maria Riboldi, cappellano del carcere di Busto Arsizio e fondatore della onlus La Valle di Ezechiele, hanno dialogato con la giornalista di VareseNews Santina Buscemi, approfondendo proprio questi temi.
di Daniela Solito
La Repubblica, 10 novembre 2024
Un premio per l’impegno nel difendere i diritti civili e nell’offrire alle persone detenute opportunità di reinserimento nella società, con un’attenzione particolare al mondo della detenzione femminile. Per questi motivi la Fondazione Severino, organizzazione no profit che offre supporto a persone svantaggiate e principalmente a detenuti, è stata premiata con il riconoscimento ‘Be the hope - RFK Human Rights Italia Awards 2024’, durante la serata che si è svolta ieri a Milano, presso ‘La Pelota’ di Brera.
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