di Giansandro Merli
Il Manifesto, 26 ottobre 2024
“Trattenuti”. Lo studio di Action Aid e Uni Bari mostra la nascita di un circuito di privazione della libertà personale parallelo ai Cpr: serve a rinchiudere chi chiede protezione. Prima rinchiusero i migranti che consideravano “irregolari”, poi vennero a prendere i richiedenti asilo. Sempre di più. È questa la principale direttrice di cambiamento del sistema italiano di detenzione amministrativa, quello riservato a chi non ha commesso reati. Sistema che doveva restare un’eccezione e invece guadagna spazio, estendendosi a nuove categorie di persone e differenziandosi al suo interno. Di “nuova geografia della detenzione” parla Trattenuti, rapporto curato da Action Aid e Uni Bari. Uno studio sistematico che copre gli anni dal 2014 al 2023 e si basa sulle informazioni contenute nelle (poche) fonti pubbliche ufficiali e sui dati ottenuti con una mole importante di accessi civici generalizzati. Strumento usato per rompere l’omertà istituzionale e superare l’opacità di informazioni disponibili sul tema. Che comunque in parte resta.
di Raffaella Chiodo Karpinsky
Avvenire, 26 ottobre 2024
Sette anni di prigione per aver recitato poesie e criticato la guerra in Ucraina. Secondo organizzazioni russe un migliaio di persone sono state processate e incarcerate per aver espresso dissenso. Professori e maestre d’asilo, negozianti e pensionate: è il mondo dei reclusi sconosciuti che pagano la ribellione alla violenza. La repressione in Russia è tutt’altro che finita. Dopo lo storico scambio di prigionieri si è diffusa una sorta di illusione, come se tutti i prigionieri politici ancora detenuti fossero stati liberati. Eppure secondo le organizzazioni russe per i diritti umani che seguono la situazione nel Paese sono tra 800 e 1200 le persone che per aver espresso il dissenso hanno subito un processo e sono detenuti. Spesso in colonie penali lontane migliaia di chilometri dai propri di cari e dai loro legali. Una condizione che rende difficile poterli visitare e garantire il supporto legale. I costi per il viaggio sono spesso insostenibili. L’aiuto arriva dalle catene di solidarietà che via via si sono create all’interno del Paese nonostante la paura e la dura repressione. Fanno miracoli per i prigionieri e le loro famiglie. Raccolgono fondi per le multe di chi ha avuto la fortuna di essere vessato solo con misure economiche oppure per sostenere le spese per garantire una difesa di chi non è in grado di farlo.
di Franco Corleone
L’Espresso, 25 ottobre 2024
Suicidi, sovraffollamento. Invece di aumentare reati e pene, l’esecutivo inverta subito la rotta. Filippo Turati pronunciò un’esaustiva analisi per la riforma carceraria alla Camera dei deputati il 19 marzo 1904 e il discorso fu pubblicato con il suggestivo titolo “I cimiteri dei vivi”. Dopo 120 anni, la crisi è ancora aperta. Crudamente si potrebbe dire che il carcere è un cimitero non metaforicamente: a metà ottobre si sono verificati 75 suicidi, 1.564 tentati suicidi, 105 morti “naturali” e 17 da accertare. Se aggiungiamo i 10.301 casi di autolesionismo, che sono costituiti soprattutto da tagli alle braccia o al torace, possiamo dire che il sangue scorre nelle carceri italiane nell’indifferenza diffusa e nella assuefazione colpevole. È davvero impressionante il quadro simile determinato dalla detenzione sociale.
di Alice Dominese
L’Espresso, 25 ottobre 2024
Nelle carceri cresce la consapevolezza di poter rivendicare i diritti violati tra sovraffollamento e degrado. Il caso di Torino insegna. Ma il ddl Sicurezza mira a sopire ogni protesta pacifica. Con il ddl Sicurezza, gli spazi di protesta pacifica rischiano di ridursi anche in carcere. Con i nuovi reati che il disegno di legge introduce, chi manifesta il proprio dissenso nei centri di permanenza per il rimpatrio e negli istituti di pena rischia fino a vent’anni di carcere. In questi luoghi, rivendicare i propri diritti fondamentali è già molto difficile. Spesso, infatti, le persone detenute non hanno le risorse economiche per rivolgersi a un’assistenza legale e la priorità per loro è quella di affrontare i problemi quotidiani legati a sovraffollamento e degrado.
di Antonio Nastasio*
bergamonews.it, 25 ottobre 2024
Lettera aperta. Signor Presidente della Repubblica, mi rivolgo a Lei con profondo rispetto e altrettanta preoccupazione per quanto sta accadendo all’interno del sistema carcerario italiano. Quello che emerge è un quadro drammatico, e la Sua autorevolezza e profonda umanità e verso il dolore che in esso si concretizza, è ormai l’unica speranza per promuovere un cambiamento reale e profondo in un contesto che non può più essere ignorato. Un contesto da 30 anni privo di una propria politica detentiva del come custodire, optando di essere solo a rimorchio delle varie
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 25 ottobre 2024
Procede veloce verso il via libera definitivo il pacchetto di norme penali malgrado il secondo no del Tar del Lazio al decreto Schillaci. Finite le audizioni, il 7 novembre è il limite per la presentazione degli emendamenti. Il tribunale amministrativo sospende il provvedimento ministeriale. Finito anche al Senato il breve (e, a quanto pare, assai poco considerato) ciclo di audizioni nelle commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia, il ddl Sicurezza viaggia dritto e veloce verso l’approvazione definitiva. Il 7 novembre è il giorno fissato per il termine di presentazione degli emendamenti, ma la maggioranza già fa i conti con i voti in bilico e i mugugni interni sempre più forti che riecheggiano i malumori delle imprese del nord, tanto che qualcuno minaccia un improbabile voto di fiducia (mai ben visto in materia penale).
di Gaetano Mineo
Il Tempo, 25 ottobre 2024
Anche l’Associazione europea dei giudici (Eaj) si è unita al coro italiano di critiche contro la riforma della separazione delle carriere in magistratura promossa dal governo. Con una lettera indirizzata alla premier Giorgia Meloni e al ministro della Giustizia Carlo Nordio, l’Eaj ha espresso preoccupazioni, affermando che la riforma potrebbe mettere a rischio l’indipendenza della magistratura. Ma quanto di queste preoccupazioni è reale e quanto invece è dettato da interessi di una parte della magistratura che non vuole perdere il proprio potere? Il dibattito è vecchio e complesso. Giovanni Donzelli, esponente di Fratelli d’Italia, ha dichiarato in un’intervista al Corriere che il vero problema non è la riforma, ma l’incapacità di accettare che il governo Meloni sia legittimo e deciso a intervenire. “Il clima agitato non è causato dalle nostre riforme” ha spiegato Donzelli, “ma da chi non si è rassegnato al fatto che Giorgia Meloni ha vinto le elezioni”. “Non c’è uno scontro con la magistratura - ha precisato - ci sono alcuni magistrati politicizzati che si oppongono alla nostra volontà di riformare la giustizia”.
Corriere della Sera, 25 ottobre 2024
L’associazione Carcere e territorio è stata ascoltata oggi in Regione. “A Bergamo, venerdì scorso, abbiamo avuto un ulteriore decesso in carcere, un giovane di 34 anni trovato morto in cella. È la punta di un iceberg di una situazione di difficile gestione”. Lo dice Luigi Gelmi, vicepresidente dell’Associazione Carcere Territorio Bergamo che, insieme al presidente Fausto Gritti, è stato ascoltato questo pomeriggio dalla commissione speciale del Consiglio regionale della Lombardia che si occupa degli istituti penitenziari. “La popolazione carceraria ha avuto nel tempo una certa evoluzione verso problemi che riportano spesso al disagio mentale e alla dipendenza - spiega Gelmi. Sul tema della psichiatria, che sappiamo essere uno dei nodi problematici anche sul territorio, l’obiettivo strategico è di creare un Cps (Centro che si occupa di salute mentale, ndr) che faccia da raccordo tra il carcere e i territori di provenienza di queste persone. In attesa di ciò, la soluzione intermedia potrebbe essere di prevedere che in ognuno dei tre distretti della provincia di Bergamo venga individuato un referente delle strutture che si occupano di psichiatria, così avremo un’interlocuzione per le segnalazioni e l’invio nelle comunità che accolgono persone con disagio psichico”.
di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 25 ottobre 2024
Nelle note alla relazione di consulenza della procura, si legge che “l’assenza di lesioni traumatiche del distretto cranio-cervicale consente di escludere la morte asfittica, contrariamente a quanto formulato dal medico penitenziario”. Tuttavia non esclude “con ragionevole certezza lo strangolamento con successiva sospensione”. Per sette volte la procura di Oristano aveva respinto la richiesta di svolgere l’autopsia sul corpo di Stefano Dal Corso. La sua morte nel carcere sardo, avvenuta il 12 ottobre 2022, da subito era stata derubricata a suicidio per impiccamento, nonostante nel corso del tempo si fossero accumulati elementi che facevano vacillare quella versione.
di Anna Paola Merone
Corriere della Sera, 25 ottobre 2024
Progetto di “Isaia”. Le divise della Polizia penitenziaria italiana vengono realizzate nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Ogni anno 33 mila camicie destinate alle guardie carcerarie sono tagliate e cucite nei laboratori della struttura che nel 2020 fu al centro di uno scandalo finito sulla stampa nazionale: i detenuti chiedevano test e mascherine dopo un caso di Covid e la loro protesta venne repressa con la violenza. Circa 100 gli agenti di polizia penitenziaria - oltre ai vertici del Dap e ad alcuni medici - finiti al centro di un feroce pestaggio ripreso con cruda evidenza dalle telecamere di videosorveglianza del carcere.
- Monza. Il carcere non sarà più isolato: sarà più facile arrivare (anche per chi non è automunito)
- Cremona. “Il Ddl Sicurezza è un boccone indigesto”, sciopero degli avvocati
- San Gimignano (Si). Reinserimento dei detenuti con arte e cultura, protocollo con l’Arci
- Andria (Bat). Il lavoro per i detenuti, come occasione di riscatto educativo e di dignità sociale
- Torino. “Prevenire è punire”, i penalisti e le misure di prevenzione










