di Alessia Truzzolillo
lacnews24.it, 27 giugno 2026
La verità dopo l’autopsia. Quelle parole pronunciate poco prima di morire avevano fatto pensare a un incidente. Le analisi hanno, invece, svelato un pestaggio mortale avvenuto nel carcere di Siano. Indagati cinque detenuti: uno avrebbe colpito la vittima, gli altri avrebbero assistito senza fermare la violenza né allertare i soccorsi. A quasi due anni dalla morte di Antonio Pugliese, il detenuto deceduto il 7 luglio 2024 all’interno della Casa circondariale di Catanzaro, la Squadra Mobile ha eseguito cinque arresti con l’accusa di omicidio.
di Alessia Truzzolillo
lacnews24.it, 27 giugno 2026
Intervengono i penalisti catanzaresi dopo la notizia degli arresti per il pestaggio all’istituto penitenziario: “La sofferenza, l’esasperazione, l’abbandono e la disperazione diventano terreno fertile per tragedie”. “La notizia emersa in queste ore in merito all’arresto di alcuni detenuti per la morte di un altro ristretto, avvenuta all’interno della Casa Circondariale di Catanzaro circa due anni fa, suscita profondo turbamento e sgomento. Non spetta a noi esprimere valutazioni sul merito della vicenda, che ci addolora profondamente”. Lo si legge in una nota del consiglio direttivo della Camera penale di Catanzaro.
Corriere di Torino, 27 giugno 2026
Sono passati quasi due anni da quando, in piena estate, nelle due carceri torinesi scoppiarono sommosse. Per i giudici si verificò anche per via delle strutture sovraffollate e “non equipaggiate per fronteggiare il caldo torrido estivo”. Da allora non è cambiato nulla, ma in compenso l’ondata di calore è arrivata con un mese d’anticipo. Ieri a pagare gli effetti del surriscaldamento è stata una dipendente della mensa del Lorusso e Cutugno, soccorsa dal 118 per un malore. L’osapp in un esposto inviato allo Spresal lancia l’allarme sui rischi per la salute dei lavoratori.
Corriere del Veneto, 27 giugno 2026
La notizia non è ancora ufficiale. Anche perché il termine per presentare le candidature è mercoledì 8 luglio. Ma a meno d’imprevedibili sorprese, la magistrata (in pensione) Paola Cameran, dopo il lungo impegno in tribunale come pubblico ministero e giudice per le indagini preliminari, sarà il nuovo Garante cittadino dei detenuti. Finora, infatti, è l’unica ad aver risposto all’apposito avviso pubblicato dal Comune. E ieri, al carcere Due Palazzi, assieme alla direttrice della Casa di reclusione Maria Gabriella Lusi e all’assessora al Sociale, Margherita Colonnello, ha preso parte alla presentazione della relazione di fine mandato del Garante uscente, il professor Antonio Bincoletto, già insegnante di italiano in diverse scuole superiori di Padova e provincia, rimasto in carica per cinque anni.
di Sandra Mattei
L’Adige, 27 giugno 2026
Abiti, borse e altre creazioni dei laboratori del riuso creativo sono stati presentati al Centromoda Canossa. Hanno messo in rete le loro competenze per realizzare un progetto lungo due anni che si è concluso al Centromoda Canossa. “Cuciamo nuove opportunità” è nato dalla collaborazione di L’Ortazzo Aps, Atotus, Tabita, sostenuto dalla Fondazione Cassa Rurale di Trento ed ha dato vita a laboratori di cucito e riuso creativo dentro il carcere di Spini di Gardolo. L’anima è stata Maria Rosa Mura, instancabile promotrice di tante iniziative di solidarietà e inclusione a favore di immigrati e soggetti deboli nella nostra città, fondatrice di Tabìta, gruppo di volontari che ha fatto della raccolta informale di vestiti e oggetti vari il suo obiettivo. È proprio dal riuso di questo materiale che nasce “Cuciamo nuove opportunità”, perché, spiega Maria Rosa Mura “i due pilastri del progetto sono la cura della persona e la cura dell’ambiente”.
quinewselba.it, 27 giugno 2026
Raimonda Lobina, garante dei detenuti, invita ad una maggiore integrazione fra il carcere e la comunità esterna. “I recenti fatti di cronaca, riportati sempre più costantemente su queste pagine, hanno raccontato di eventi critici presso la Casa di Reclusione “Pasquale de Santis” di Porto Azzurro dove in effetti la situazione è sempre più grave, come constato personalmente e quotidianamente. Innanzitutto il sovraffollamento, che sta toccando picchi impressionanti a causa anche dei recentissimi arrivi dal carcere di Sollicciano dove il Tribunale ha sequestrato 7 sezioni per le gravi condizioni igienico-sanitarie. A questo si aggiunga anche la tipologia di detenuti, i più non adatti ad una Casa di Reclusione perché con pene brevi, senza nessun legame o rete parentale, spesso molto malati e incompatibili con il regime carcerario e per i quali quindi non è possibile un progetto trattamentale e di reinserimento”. Si apre così un intervento di Raimonda Lobina, garante dei diritti dei detenuti della Casa di Reclusione “Pasquale de Santis” di Porto Azzurro.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 27 giugno 2026
Nel carcere di Melfi cristiani e musulmani non possono mangiare insieme. Un mese fa, il 27 maggio, in occasione della festività di al-Adha, i detenuti di fede musulmana del circuito di alta sicurezza numero 2 avevano organizzato un momento conviviale nella saletta della sezione. La direzione aveva dato il suo assenso e tutto sembrava pronto per una classica situazione di socialità dietro le sbarre, come a Natale e a Pasqua. Niente di eccezionale, in teoria: piccoli momenti di vita comuni a tutti gli “ospiti dello stato”.
di Andrea Ottolia
La Fedeltà, 27 giugno 2026
Progetto della Fondazione Azzoaglio, che ha coinvolto la Cooperativa Perla attiva nel carcere di Fossano e la Residenza La Corte di Dogliani. Si è concluso il progetto “Dalle parole alla ceramica”, promosso dalla Fondazione Azzoaglio in collaborazione con la Cooperativa Perla e la Residenza La Corte di Dogliani. Un’iniziativa che ha saputo mettere in relazione mondi apparentemente lontani, creando un ponte tra gli anziani ospiti della struttura e le persone detenute della Casa di reclusione di Fossano attraverso il linguaggio universale dell’arte.
di Francesco Kostner
L’Unità, 27 giugno 2026
Nel bellissimo libro “Una suora all’inferno” diverse pagine riguardano i rapporti epistolari tra la religiosa e l’ergastolano. Sono andato indietro di trent’anni in un baleno, leggendo “Una suora all’inferno”, il libro curato da Gabriele Moroni ed Emanuele Roncalli e pubblicato per i tipi di Marietti. Un bellissimo omaggio a più voci - numerose lettere di carcerati, pluriomicidi, ex terroristi, detenuti eccellenti - a Suor Gervasia Asioli, un’orsolina delle Figlie di Maria Immacolata che ha speso la sua vita negli istituti penitenziari.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 27 giugno 2026
Errore, scarto, giudizio; ma anche possibilità, considerazione, opportunità. Parole che provengono dai redattori-detenuti del magazine Oltre i confini, scritto e prodotto nel carcere di Monza. Stavolta i reclusi non scrivono, ma parlano. Da Sanquirico parte Un universo oltre i Confini, podcast realizzato dalla cooperativa sociale Universo e dall’associazione Zero Confini onlus. “Se avessi un’ora per uscire, qual è la prima cosa che faresti?”, è una delle domande poste ad Alessandro, Luca, Michele, Sergio, Giuseppe, Sami, Lorenzo, Luca.
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