di Paolo Comi
L’Unità, 25 luglio 2024
A Montecitorio la maggioranza rinvia ancora la pdl sulla liberazione anticipata speciale e al Senato tira dritto sul dl di Nordio che non incide minimamente sul sovraffollamento. Nulla da fare. Le carceri continuano ad essere uno dei temi più incandescenti all’interno della maggioranza. Le sensibilità al riguardo fra i partiti che sostengono il governo Meloni, soprattutto sul modo di gestire la detenzione, sono quanto mai distanti fra loro. L’unico partito che sulla carta potrebbe avere un approccio più garantista è Forza Italia, ma si trova schiacciata fra Lega e Fratelli d’Italia che vedono con il fumo negli occhi qualsiasi provvedimento che metta in discussione il mantra della “certezza della pena”. Non va mai dimenticato, infatti, che ai tempi di Tangentopoli i leghisti esponevano il cappio alla Camera e i missini tiravano le monetine a Bettino Craxi all’hotel Raphael.
di Gabriella Cerami
La Repubblica, 25 luglio 2024
La norma rinviata sine die. L’ira del deputato contro FI che si era detta a favore: “Vi state girando dall’altra parte”. È la solita condanna. “State girando la faccia e il vostro voto affosserà questa legge”, dal suo scranno di Montecitorio, Roberto Giachetti alza la voce. Urla più che può rivolgendosi verso i banchi di Forza Italia perché, ancora una volta, la volontà politica di migliorare la vita dei detenuti non si è affermata in Parlamento, malgrado i buoni propositi dei forzisti naufragati nel nulla.
di Gianluca De Rosa
Il Foglio, 25 luglio 2024
L’ex deputata Radicale ha scritto insieme al deputato di Iv Roberto Giachetti una legge per aumentare gli sconti di pene ai detenuti che si comportano bene e ridurre il sovraffollamento. Ma la maggioranza alla Camera ieri ha rinviato la discussione del testo. “Davanti alle parole di Mattarella non hanno neppure avuto il coraggio di dire no, intanto nelle carceri la situazione sta diventando insostenibile”. Rita Bernardini, ex deputata radicale e presidente dell’associazione Nessuno tocchi Caino, una vita passata a battersi per i diritti dei detenuti, passeggia per palazzo Montecitorio sconfortata. Nonostante il presidente della Repubblica abbia ieri sottolineato come la situazione delle carceri italiane sia “indecorosa per un paese civile”, la maggioranza ha rinviato il progetto di legge che Bernardini ha scritto insieme al deputato di Italia viva Roberto Giachetti che è diventato anche una petizione su change.org.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 25 luglio 2024
“Con garbo”, ma anche “con determinazione”, durante la cerimonia del Ventaglio di ieri, Sergio Mattarella ha ricordato al Parlamento che da otto mesi deve eleggere un giudice costituzionale. Era l’11 novembre, infatti, quando è andata in pensione Silvana Sciarra e da allora tutte le votazioni per la sua sostituzione sono finite in nulla. Non parliamo di una casualità, né di una palude istituzionale particolarmente difficile da attraversare, ma di un preciso calcolo politico della destra. A dicembre, infatti, scadrà di mandato di altri tre giudici di nomina parlamentare (Augusto Barbera, Franco Modugno e Giulio Prosperetti) e le forze di governo puntano a fare cappotto: quattro pedine in un colpo solo. “Non so come lo si vorrà chiamare. Monito, esortazione, suggerimento, invito…”, ha detto Mattarella, lasciando intendere che dicembre è una scadenza troppo lontana sul calendario. La tempistica, infatti, non è per niente casuale.
di Donatella Stasio
La Stampa, 25 luglio 2024
Il presidente della Repubblica incalza la politica e chiede di nominare subito il 15° membro della Corte. Lega, FdI e Fi vorrebbero “dividersi” i candidati e votarli a dicembre. Ma così danneggiano l’Istituzione. Il potere mite di un’istituzione forte. È quello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ieri ha pronunciato parole durissime nei confronti del Parlamento ma con un garbo che, al di là dello stile personale, è la cifra della forza e della credibilità dell’istituzione che rappresenta. Il ritardo nell’elezione del quindicesimo giudice costituzionale, ha detto Mattarella, è “un vulnus alla Costituzione”. Un danno, un’offesa, una grave lesione degli equilibri della nostra democrazia. L’artefice è il Parlamento, proprio l’istituzione che la Costituzione mette “al centro della vita della nostra democrazia”. Da più di otto mesi, il Parlamento rinuncia a esercitare le sue prerogative, succube di una maggioranza che vuole arrivare al 21 dicembre, quando scadranno altri tre giudici in quota parlamentare, per fare en plein. Da più di otto mesi, il Parlamento contravviene ai suoi doveri costituzionali e alle relative responsabilità. Da più di otto mesi - e il rischio è che si arrivi a marzo 2025 -, il Parlamento sta di fatto danneggiando un’altra istituzione vitale per la democrazia, la Corte costituzionale. Non è accettabile.
di Simone Alliva
L’Espresso, 25 luglio 2024
Respinta in Commissione la proposta di Magi. Ventuno Paesi su ventisette in Europa, secondo i dati di Amnesty international, prevedono una forma di riconoscimento sulle tenute di chi gestisce l’ordine pubblico. L’Italia continua a essere tra le poche eccezioni. L’emendamento al ddl Sicurezza proposto da Riccardo Magi (+Eu) che prevede il numero identificativo sulle divise e la bodycam per gli agenti delle forze dell’ordine impegnati nella gestione dell’ordine pubblico, nel corso ad esempio di manifestazioni o eventi, è stato respinto dalle commissioni riunite Giustizia e Affari costituzionali, che hanno ripreso l’esame degli emendamenti sul provvedimento. “Non c’è intento punitivo o intimidatorio nei confronti degli agenti, ma ci sono al contrario tutte le garanzie per la tutela della riservatezza”, aveva sottolineato Magi illustrando il suo emendamento, sottoscritto poi anche da Avs, ma che aveva parere contrario di relatori e governo.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 25 luglio 2024
Lo ha chiarito la Cassazione, sentenza n. 30372 depositata oggi, affermando un principio di diritto. Nel caso di elezione di domicilio da parte dell’indagato, qualora questi sia irreperibile, l’avviso di fissazione dell’udienza camerale dinanzi al tribunale del riesame può essere notificato al difensore. La Cassazione, sentenza n. 30372 depositata oggi, chiarisce il punto affermando un principio di diritto. Respinto dunque il ricorso dell’imputato che sosteneva l’inefficacia del sequestro probatorio per l’omessa notifica dell’avviso.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 25 luglio 2024
Il chiarimento arriva dalla Cassazione, sentenza n. 30047/2024, che ha accolto il ricorso di un cittadino romeno in Italia. In tema di patrocinio a spese dello Stato, la Cassazione, sentenza n. 30047/2024, ha affermato che l’istanza di ammissione al beneficio presentata dal cittadino straniero comunitario, non residente in Italia, non necessita dell’allegazione del codice fiscale italiano. La IV Sezione ha così accolto (con rinvio) il ricorso di un cittadino rumeno contro l’ordinanza del Tribunale di Roma che aveva confermato il diniego del patrocinio a spese dello Stato, in quanto il richiedente aveva indicato unicamente il codice fiscale della Romania e la residenza all’estero.
di Silvia Madiotto
Corriere del Veneto, 25 luglio 2024
Sovraffollamento al 134%. Zanettin: “Libertà anticipata ai meritevoli”. Muro di Ostellari: “Svuota carceri mai”. Nel carcere di Verona la capienza regolamentare è di 335 detenuti: i presenti sono 578. Più che alla casa di reclusione di Padova, dove i 438 posti registrano invece un’occupazione di 568. Non sono numeri, ma persone. “Spazi stretti, servizi ridotti, manca personale nelle strutture” sottolineano dai sindacati e dalle associazioni. I disordini al carcere di Venezia arrivano il giorno dopo il report di Antigone (associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale) che assegna al Veneto il 134,4% di indice di sovraffollamento: il più alto è a Montorio, seguito da Santa Bona a Treviso e Venezia Santa Maria Maggiore. Il Veneto è terza regione in Italia per sovrappopolazione carceraria: i dati rientrano nei parametri europei (3 mq per detenuto a cella) mentre il report di Antigone valuta parametri stabiliti su scala nazionale (9 mq). Ed è qui che si vede che la popolazione carceraria scoppia: 715 in più dei regolamentari 1.947. Ma c’è un altro numero di estrema gravità: sei suicidi fra i detenuti da inizio anno in Veneto (tre a Verona, uno a Padova, due a Venezia). Se le cifre scattano la fotografia, sono le voci dei protagonisti a cogliere le sfumature, nei giorni in cui il Parlamento affronta il Decreto Carceri. E molti sono veneti: il ministro è Carlo Nordio, trevigiano ed ex procuratore a Venezia, il sottosegretario è il padovano Andrea Ostellari (Lega), il presidente della Commissione giustizia alla Camera è il veronese Ciro Maschio (FdI) e in commissione al Senato sono stati gli emendamenti depositati dal vicentino Pierantonio Zanettin a tenere banco tutta ieri.
di Antonella Gasparini
Corriere del Veneto, 25 luglio 2024
Mobili distrutti a sprangate, scrivanie e computer devastati, vetri frantumati con il lancio di estintori. Nessuno è rimasto ferito ma la rivolta scoppiata in carcere a Venezia nella notte fra martedì e mercoledì ha sconquassato “la rotonda” al piano terra. È l’area dove confluiscono le persone recluse dai settori “destro” e “sinistro” del penitenziario ed è stata messa a ferro e a fuoco. A far scoppiare l’ennesima ribellione violenta al Santa Maria Maggiore sono stati due detenuti tunisini di 25-30 anni decisi a ottenere una risposta alle loro insistenti richieste prendendo per sfinimento la comunità carceraria già in sofferenza. Uno attende il permesso per essere trasferito in un’altra sede. L’altro ha esigenze di tipo sanitario. Finora non hanno ricevuto né un sì, né un no e tanto è bastato per far scattare una violenza fuori controllo, fortunatamente scaricatasi solo sugli arredi e non sulle persone, ma inarrestabile al punto da mettere a dura prova la resistenza del corpo di polizia penitenziaria.
- Brescia. Gli orrori del carcere dove i detenuti pregano Dio di morire
- Trieste. Casa circondariale “Ernesto Mari”, tutta la disumanità delle carceri
- Modena. Scarafaggi e caldo, i detenuti scrivono al Garante: “La situazione è insostenibile”
- Firenze. Degrado a Sollicciano, il Dap multa la direttrice. Ma è subito polemica
- Perugia. La sindaca Ferdinandi in visita al carcere: “Negati i diritti umani fondamentali”










