di Elisabetta Zamparutti
L’Unità, 20 luglio 2024
Il contatore del sovraffollamento carcerario italiano segna numeri che si rincorrono al rialzo, a una velocità sempre maggiore. La situazione è fuori controllo e il timer si surriscalda fino a farne temere l’esplosione. Eppure, a voler fare bene le cose - strada semplice che però inspiegabilmente ci si ostina a non percorrere - bastava ascoltare il Consiglio d’Europa per il quale se il tasso di occupazione carceraria supera il 90% della sua capacità, allora siamo di fronte a un imminente sovraffollamento. Vale a dire in una situazione altamente rischiosa che dovrebbe preoccupare le autorità in modo che prendano misure volte a evitare un ulteriore congestionamento.
di Cristina Martinengo
Il Domani, 20 luglio 2024
La Corte Internazionale di Giustizia ha dichiarato con una sentenza che gli insediamenti di Israele in territori palestinesi “violano il diritto internazionale”, per Netanyahu sono “menzogne”. In una nota diffusa dal presidente della Corte internazionale di giustizia, si legge che i territori palestinesi occupati da Israele “violano il diritto internazionale”. Pertanto, la stessa Corte richiede che si ponga fine all’occupazione. La sentenza arriva dopo una richiesta di un parere consultivo, che non è giuridicamente vincolante, ma ha autorità morale e può dare forma al diritto internazionale.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 20 luglio 2024
“È la prima volta che un tribunale internazionale afferma l’illegalità dell’occupazione israeliana in quanto tale con la conseguenza che, per porre fine all’illecito, Israele deve ritirarsi dai territori”. Così la giurista Alessandra Annoni, associata di diritto internazionale all’Università di Ferrara, riassume la storicità di quanto sentito ieri all’Aja. Un parere storico, dunque. Quello del 2004 sul muro di separazione israeliano riguardava una questione puntuale: la legittimità della costruzione del muro in Palestina. La Corte ne aveva affermato l’illegittimità e come conseguenza l’obbligo per Israele di smantellarlo. Non trasse però conseguenze sull’illegittimità dell’occupazione in quanto tale, non era l’oggetto della domanda dell’Assemblea generale. Stavolta, a domanda dell’Assemblea su un oggetto molto più ampio, la Corte ha affrontato in modo coraggioso ogni aspetto, valutando l’occupazione e le politiche israeliane alla luce dell’insieme delle norme di diritto internazionale, concludendo che l’occupazione è illegittima.
Il Dubbio, 20 luglio 2024
Il Wsj: “Condanna vergognosa”. La condanna del giornalista americano del Wall Street Jourrnal Ewan Gershkovic a 16 anni di prigione per spionaggio, da scontare in una colonia penale di massima sicurezza in Russia, sta indignando il mondo. I pubblici ministeri avevano chiesto una condanna a 18 anni in un caso giudiziario che Washington definisce una farsa. Il processo, che si è svolto al tribunale di Ekaterinburg a porte chiuse, era iniziato il 26 giugno.
di Simone Alliva
L’Espresso, 19 luglio 2024
La denuncia dei Garanti contro le misure “ordine e disciplina” del governo Meloni che peggiorano problemi cronici come il sovraffollamento. Intanto il numero di suicidi negli istituti di pena sale a 57 tra i reclusi. A cui si aggiungono sei guardie penitenziarie. “Il carcere è al collasso. Siamo in piena emergenza umanitaria, sia sulle problematiche carcerarie degli adulti sia sul tema della giustizia minorile”. L’allarme arriva dal portavoce dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale e Garante Campano Samuele Ciambriello nella giornata di mobilitazione promossa da tutti i Garanti per affrontare le diverse problematiche del sistema carcerario. Se ne parla “in un acceso dibattito politico e sociale ma sul quale la politica, purtroppo non dà risposte concrete”.
di Paola Balducci
Il Dubbio, 19 luglio 2024
Aumento del personale di polizia penitenziaria, creazione di un albo delle strutture residenziali di accoglienza e semplificazione delle procedure per la concessione dei benefici penitenziari: sono queste, in estrema sintesi, le novità del decreto legge n. 92/ 2024 in materia carceraria, approvato recentemente dal Consiglio dei ministri e ora all’esame dei due rami del Parlamento per la conversione in legge.
di Paolo Comi
L’Unità, 19 luglio 2024
Il senatore di FI ha proposto di alzare da 6 mesi a 4 anni il residuo di pena per accedere alla semilibertà: un modo per alleggerire sul serio la pressione nelle prigioni. Apriti cielo! Allarmato dagli anatemi di Travaglio il Guardasigilli si è affrettato a dire che i suicidi non c’entrano nulla col sovraffollamento. Inevitabile il ritiro dell’emendamento. Un articolo del Fatto Quotidiano ha costretto ieri il governo ad una immediata retromarcia circa le soluzioni per risolvere il drammatico problema del sovraffollamento nelle carceri. Il senatore Pierantonio Zanettin, capogruppo di Forza Italia in Commissione giustizia a Palazzo Madama, aveva presentato questa settimana un emendamento al dl “Carcere sicuro”, attualmente in fase di conversione, che andava a modificare l’articolo 50 dell’ordinamento penitenziario in tema di “semilibertà”.
di Diletta Belotti
L’Espresso, 19 luglio 2024
Combattere contro la violenza di genere e volere la fine del carcere non sono cose in contraddizione. Il 12 luglio scorso, Fabiano Visentini si suicida in carcere tramite l’inalazione di una delle bombolette di gas che vengono usate per i fornellini da cucina in dotazione nelle celle. Pochi giorni prima aveva iniziato uno sciopero della fame per ricevere i farmaci antalgici che gli erano stati negati. Visentini era detenuto da undici anni nel carcere di Montorio per l’omicidio della sua convivente. Ogni suicidio in carcere è un omicidio di Stato. A chi immagina un mondo senza carcere si dice, beffardi: “Ah, scacco matto! Deciditi: o le carceri o i violenti a piede libero!”.
Don Raffaele Sarno: “C’è più violenza tra i detenuti, anche per questo aumentano i casi di suicidio”
di Andrea Milanesi
Corriere della Sera, 19 luglio 2024
“Sono saltate le regole non scritte, il disgregamento esterno qui si moltiplica”. Don Raffaele Sarno è un sacerdote abituato a vivere in prima linea: frequenta il carcere di Trani da oltre 35 anni, prima come volontario e poi nella veste di cappellano, dal 1999 per la sezione maschile e dal 2021 anche per quella femminile. Quando ha cominciato operava soprattutto con i detenuti di alta sicurezza: “Per quanto possa sembrare paradossale, ogni attività si svolgeva nella più assoluta tranquillità, nonostante fossero reclusi di una certa pericolosità.
di Alessandro Trocino
Corriere della Sera, 19 luglio 2024
L’ex direttore di San Vittore (come di Pianosa e Bollate): “Quel giorno il carcere scoppiò, i detenuti protestavano e bruciavano quello che potevano. Ora andrebbe chiuso, non possono starci 1.000 persone. Ci dimentichiamo sempre che Dio non ammazzò Caino”. Abita a due passi da San Vittore ma dice che non è “sindrome di Stoccolma”, è perché “lì le case costano meno e non posso trasferirmi”. Luigi Pagano - napoletano premiato con l’Ambrogino d’oro - è il “direttore” per antonomasia. Un direttore “democratico”, uno che, come racconta Alfonso Sabella, se ne andava in giro per San Vittore cantando “Ma mi, ma mi, ma mi, quaranta dì, quaranta nott”. Pagano ha scritto anche un libro che si chiama così, Il Direttore (Zolfo editore). È stato a capo di San Vittore per 15 anni, dopo essere passato nelle carceri dure di Pianosa, Nuoro, Asinara e poi ancora Alghero, Piacenza, Brescia. Negli ultimi anni è stato Provveditore regionale e vice capo del dipartimento penitenziario. Ora è in pensione, anche se ha provato, per ora invano, a diventare garante delle persone private della libertà.
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