di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 18 luglio 2024
Nell’attacco del 7 ottobre 2023 realizzato dai gruppi legati ad Hamas ai danni della popolazione israeliana si sono consumati numerosi crimini di guerra e contro l’umanità. A sostenerlo è un rapporto di Human Rights Watch, pubblicato ieri, in cui si evidenzia che le violenze di quasi dieci mesi fa sono state perpetrare dall’ala militare di Hamas, le Brigate Qassam, e da almeno altri quattro gruppi armati. Il titolo del report di 236 pagine tradotto in italiano è “Non riesco a cancellare tutto il sangue dalla mia mente” e documenta decine di casi di gravi violazioni del diritto umanitario internazionale. Nell’indagine svolta dall’organizzazione non governativa con sede a New York viene anche esaminato il ruolo delle organizzazioni armate di Hamas nella preparazione e nel coordinamento degli attacchi del 7 ottobre. “I governi che hanno influenza sui gruppi armati palestinesi - si legge nel rapporto di Human Rights Watch - dovrebbero premere per l’urgente rilascio degli ostaggi civili, un crimine di guerra in corso, e impegnarsi affinché i responsabili delle altre gravi violazioni siano assicurati alla giustizia”.
di Sabato Angieri
Il Manifesto, 18 luglio 2024
Striscia senza tregua. Pesante escalation militare. L’Unrwa denuncia: otto scuole colpite dal 7 luglio. Erano diventate rifugio agli sfollati palestinesi. Netanyahu: “I rapiti stanno soffrendo, non morendo”. L’ira delle famiglie. I raid israeliani a Gaza hanno ucciso almeno 81 palestinesi nelle ultime 48 ore. L’aviazione di Tel Aviv ha anche attaccato un’altra delle scuole gestite dalle Nazioni unite nel campo profughi di Nuseirat, nel centro di Gaza, uccidendo 23 persone e ferendone almeno 70.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 17 luglio 2024
Il sistema carcerario italiano è al centro di un acceso dibattito politico e sociale. La Conferenza dei Garanti territoriali dei detenuti lancia l’allarme su sovraffollamento, carenze di personale e aumento dei suicidi, motivo per cui ha indetto una conferenza stampa che si è tenuta lunedì scorso al Senato. La situazione nel Lazio, illustrata dal Garante regionale Stefano Anastasìa, offre uno spaccato preoccupante della realtà nazionale.
di Stefano Anastasia
Il Manifesto, 17 luglio 2024
Uno spettro si aggira per le carceri italiane, lo spettro delle rivolte. Man mano che i penitenziari si affollano di corpi, man mano che la tragica sequenza dei suicidi scandisce il tempo della inazione governativa, inevitabili si susseguono le proteste dei detenuti, talvolta nonviolente, talaltra contro cose, spazi e simboli della loro costrizione. Devastazione e saccheggio sono i capi d’imputazione generalmente contestati ai “rivoltosi”: i “giorni” (di liberazione anticipata) saltano e le pene si allungano. Finché c’è spazio altrove, i cattivi tra i cattivi sono trasferiti per “ordine e sicurezza”. Questo sta accadendo in questi giorni in molte carceri (Sollicciano, Viterbo, Torino, Trieste …), seguendo il tamburo che chiama o denuncia la “rivolta”. E già si intravvede l’argomento anestetizzante dei professionisti dell’ordine e della sicurezza: “C’è una regia, è la criminalità organizzata che vuole mettere a ferro e fuoco le carceri per ottenere il condono per i suoi capi”.
di Guido Trombetti
Il Mattino, 17 luglio 2024
Ciò nonostante l’Europa abbia richiamato severamente l’Italia per lo stato del suo sistema carcerario. Allarmante il dato dei suicidi in carcere: oltre una sessantina nei primi sei mesi di quest’anno. “I suicidi (di detenuti e degli stessi agenti di polizia penitenziaria) sono uno tra i molteplici indicatori del fallimento del carcere: l’indicatore più̀ drammatico, ma certamente non l’unico “scrive Emilio Dolcini. E prosegue “Il livello medio di istruzione della popolazione penitenziaria (61.500 persone) è molto basso. I detenuti che hanno conseguito un diploma di scuola media superiore o di scuola professionale non raggiungono il 10%. Il numero dei laureati è tuttora inferiore a quello degli analfabeti (nel 2023 i laureati erano 604, gli analfabeti 824). Questi dati dicono che il carcere è una discarica sociale nella quale i rifiuti della società̀ vengono accumulati e lasciati marcire... I tassi di recidiva si abbassano se la pena viene scontata in un carcere ‘aperto e umano’ (prototipo, quello milanese di Bollate)”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 17 luglio 2024
Presentati ieri gli emendamenti al dl governativo. Possibile spiraglio alla Camera. Contrordine: la maggioranza non ci pensa neppure a spaccarsi sul decreto “Carcere sicuro” all’esame della commissione Giustizia del Senato, dove è iniziata la conversione in legge, come sembrava possibile nei giorni scorsi. E rinvia invece ogni potenziale “confronto” ad altra sede: “Affronteremo l’emergenza sovraffollamento - riferisce l’onorevole Pietro Pittalis, vice presidente della commissione Giustizia - il 23 luglio prossimo alla Camera, quando inizieremo a discutere la pdl Giachetti sulla liberazione anticipata speciale”.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 17 luglio 2024
Svuotare le celle moltiplicando di otto volte, da sei mesi a quattro anni, il limite di pena entro il quale si può accedere alla semilibertà, includendo anche i residui di condanna ancora da scontare. È la soluzione proposta da Forza Italia in un emendamento al decreto carceri, il micro-intervento varato dal governo per attenuare il sovraffollamento penitenziario. In quel provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri a inizio luglio, non ci sono misure capaci di far uscire subito una parte dei detenuti attualmente reclusi nel nostro Paese: in particolare, non c’è l’”indulto mascherato” proposto dal deputato renziano Roberto Giachetti, che con il suo ddl vuol risolvere il problema aumentando i giorni di “sconto di pena per buona condotta”, da 45 a sessanta o addirittura a 75 ogni sei mesi.
di Ettore Grenci*
Il Dubbio, 17 luglio 2024
È rimbalzata nei social e nelle chat in poche ore. Molti credevano fosse una fake news, un lavoro ben fatto con Photoshop. Ma poi, ad uno sguardo più attento, tutto era in ordine: timbri, firme, a partire dal logo della Repubblica Italiana. Stiamo parlando dell’ordinanza del Magistrato di Sorveglianza di Firenze con la quale è stata rigettata la richiesta di liberazione anticipata di un detenuto con la seguente, laconica, motivazione: “considerato che il tentativo di togliersi la vita mediante impiccagione è incompatibile con il presupposto della liberazione anticipata, che è la partecipazione all’opera rieducativa”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 17 luglio 2024
Aumentano le richieste di ispezioni ministeriali per chi prende decisioni garantiste (o sgradite). Ollà (Cnf): “Così si va ad impattare con l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”. Cosa hanno in comune i casi giudiziari Cerciello Rega, Ciontoli, Viareggio, Mottola, Rigopiano, Delmastro, Artem Uss, Toti? Che se un giudice si azzarda a derubricare, prescrivere, assolvere, concedere misure alternative al carcere o emettere una sentenza sgradita alla maggioranza parlamentare contro di lui si scatenano critiche asprissime da parte di politici, scattano azioni disciplinari, il Tribunale del popolo chiede la ghigliottina.
di Roberto Giovene di Girasole
Il Dubbio, 17 luglio 2024
L’European Public Prosecutor’s Office, noto con l’acronimo Eppo, è entrato in funzione il primo giugno 2021. Ha un meccanismo di funzionamento complesso: alla Procura europea competono le indagini (sulle frodi a danno dei fondi dell’UE superiori a 10mila euro e sulle frodi transfrontaliere IVA che comportano un danno di importo superiore a 10 milioni di euro) mentre i processi si svolgono nei singoli stati, sulla base delle norme di diritto sostanziale e processuale dei diversi ordinamenti.
- Puglia. Fino a cinque detenuti in micro-celle: così le carceri diventano forni
- Emilia Romagna. “Codice ristretto”, una guida per i detenuti per conoscere i propri diritti
- Augusta (Sr). La storia di Giulio Arena ci ricorda che in Italia la pena di morte esiste
- Teramo. “Malato e in carcere, papà non ha resistito”
- Firenze. Il caso Sollicciano, non tutti i giudici sono uguali: “Carcere invivibile”










