di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 16 luglio 2024
Avvocati, magistrati e politici a confronto sul futuro della giustizia italiana a Bologna. Il presidente del Cnf Greco: sulla riforma allarmismi esagerati. Opinioni a confronto sulla separazione delle carriere. Avvocati, magistrati, politici e rappresentanti delle istituzioni sono intervenuti oggi a Bologna in un convegno organizzato dal Coa felsineo, dalla Fondazione forense bolognese, dall’Organismo congressuale forense e dall’Urcofer (Unione regionale dei Consigli degli ordini forensi dell’Emilio Romagna). A fare gli onori di casa Flavio Peccenini (presidente dell’ordine degli avvocati di Bologna), Mauro Cellarosi, (presidente Urcofer) e Gian Luca Malavasi (direttore della Fondazione forense bolognese).
di Valentina Stella
Il Dubbio, 16 luglio 2024
Riforma dell’abuso d’ufficio e del Csm: il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, replica al professor Giorgio Spangher e a chi sostiene che le cosiddette toghe rosse vogliamo boicottare il ddl costituzionale della giustizia.
di Maria Grazia Giuffrida*
Avvenire, 16 luglio 2024
Non si ferma in Italia la conta delle donne uccise dal partner o dall’ex compagno. Drammi che si portano con sé la tragedia, spesso invisibile, degli orfani di crimini domestici: bambini e ragazzi che hanno perso la madre, subendo un trauma indelebile e che restano ancora troppo nell’ombra. Dai dati del Ministero dell’Interno emerge che nel primo semestre di quest’anno sono stati commessi in Italia 49 omicidi di donne, di cui 44 uccise in ambito familiare affettivo. Il confronto con il primo semestre 2023 segnala un decremento del fenomeno: le donne uccise in ambito familiare affettivo calano da 53 a 44 e i reati commessi da partner o ex compagni passano da 32 a 24 casi. Una diminuzione che sembra confermare una tendenza già rilevata nel 2023 quanto le donne uccise in ambito affettivo furono 95, a fronte delle 106 dell’anno precedente.
di Antonella Napoli
L’Espresso, 16 luglio 2024
Il cooperante venne trovato morto in Colombia il 15 luglio 2020. Per le Nazioni Unite e per i pm di Romafu si è tolto la vita. Ma per i genitori ci sono troppe anomalie: “Fu un omicidio”. Nell’anniversario del ritrovamento, parlano i suoi genitori. Anna Motta e Pino Paciolla hanno lo stesso sorriso gentile del figlio Mario. Lo stesso sguardo fiero: quello di genitori che sanno, sono certi che il loro ragazzo non si sia ucciso in Colombia, come sostengono burocrati delle Nazioni Unite che hanno frettolosamente archiviato il caso come “suicidio”. Lo scorso 14 giugno, anche la Procura di Roma ha chiesto, per la seconda volta, l’archiviazione dell’inchiesta in Italia. La famiglia ha presentato opposizione all’ufficio del gip del Tribunale di Roma, che dovrà esprimersi al riguardo.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 16 luglio 2024
Trattandosi di reato abituale il riconoscimento dell’aver agito in stato d’ira di fronte a un fatto ingiusto altrui equivarrebbe a “scusare” condotte eseguite per motivi di rivalsa e spirito di vendetta. L’attenuante della provocazione non può essere riconosciuta in caso di reati abituali quali sono i maltrattamenti in famiglia aggravati. È quindi errata la condanna che in una tale fattispecie la riconosca. Nel caso concreto la Corte di cassazione penale - con la sentenza n. 28417/2024 - ha perciò completamente rigettato la lamentela del ricorrente contro la condanna per i maltrattamenti in famiglia perpetrati in danno della moglie e alla presenza dei figli minori, ma con il riconoscimento dell’attenuante in parola.
di Federica Pacella
Il Giorno, 16 luglio 2024
Gli esperti: “La legislazione sulle droghe e l’uso che ne viene fatto sono decisivi”. Lombardia da record per la percentuale di persone con tossicodipendenza entrate in carcere nel 2023 sul totale degli ingressi. A livello nazionale, sono state 15492 le persone tossicodipendenti entrate in carcere, pari al 38% degli ingressi totali (40.661), in aumento rispetto al 29,9% del 2022. A livello regionale, questo valore scende sotto il 20% negli istituti penitenziari delle regioni Friuli Venezia Giulia, Calabria e nella provincia di Trento ed è superiore al 50% negli istituti della regione Lombardia e della provincia di Bolzano.
di Silvia Madiotto
Corriere del Veneto, 16 luglio 2024
È andato in bagno, mentre i suoi due compagni di cella dormivano e si è tolto la vita, impiccandosi con un lenzuolo. Nella notte tra domenica e lunedì Alessandro Patrizio Girardi, 37 anni, originario di San Donà di Piave, è morto suicida nella Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore, dove era detenuto per reati connessi allo spaccio di stupefacenti. Si tratta del sesto suicidio nelle carceri venete dall’inizio dell’anno. Appena qualche giorno fa un altro detenuto si era tolto la vita, inalando una bomboletta di gas, nel carcere di Montorio (Verona).
di Giulia Zennaro
Il Gazzettino, 16 luglio 2024
Marco Foffano è il Garante dei detenuti di Venezia; ieri ha avuto la notizia del suicidio di un detenuto dalla direttrice del carcere di Santa Maria Maggiore, Mariagrazia Bregoli.
aostasera.it, 16 luglio 2024
L’uomo, il 42enne Mauro Rosso, si è sentito male lunedì scorso e, dopo i soccorsi nel penitenziario, è stato trasportato al “Parini”, dove è deceduto cinque giorni dopo, senza mai riprendersi. La Procura della Repubblica indaga sulla morte di un 42enne di Biella, Mauro Rosso, avvenuta sabato scorso all’ospedale “Parini”, dov’era ricoverato dopo essere stato colpito da un malore, mentre era detenuto nel carcere di Brissogne. Si trovava nel penitenziario valdostano per scontare un cumulo di pene per diversi reati. È stata la moglie a depositare una denuncia sui fatti, chiedendo di fare luce sull’accaduto. È stato così aperto un fascicolo per omicidio colposo, affidato al pm Manlio D’Ambrosi.
di Anna Vitaliani
rainews.it, 16 luglio 2024
La compagna di Zdenko Ferjancic, il 48 enne sloveno trovato senza vita all’interno del Coroneo, attraverso i suoi legali ha presentato un esposto in Procura per la morte dell’uomo. Si trova nella sezione femminile del carcere del Coroneo, la compagna di Zdenko Ferjancic - il detenuto trovato morto per overdose venerdì pomeriggio all’indomani della violenta sommossa dei carcerati, è anche lei slovena e ha meno di 40 anni, non è mai stata tossicodipendente, ma ritenuta corresponsabile dello spaccio dell’uomo con il quale conviveva da più di 15 anni. Ha quasi interamente scontato la sua pena, e tra pochi mesi sarà libera. Si tratta dell’unica familiare del 48enne trovato senza vita per overdose.
- Firenze. “L’acqua calda è un diritto, anche se questo non è un hotel”. La class action dei detenuti
- Firenze. A Sollicciano 35 tentati suicidi e 215 atti di autolesionismo da inizio anno
- Torino. Carcere e rivolte, visite dei politici tra le celle
- Milano. I deputati Scalfarotto e Marattin in visita al carcere minorile Beccaria: “È peggiorato”
- Trapani. Visita di Rita Bernardini alla Casa circondariale: “Condizioni invivibili”










