di Stefano Brogioni
La Nazione, 3 luglio 2024
L’esposto di cinquanta “definitivi” dell’ottava sezione del carcere di Sollicciano dopo le proteste per la mancanza dell’acqua: “Disinfestazioni tardive e inefficaci, salute a rischio”. Un esposto alla procura dai contenuti choc, firmato da una cinquantina di detenuti, per denunciare le condizioni del carcere di Sollicciano. Dalle cimici che infestano le celle fino al cronico problema della mancanza di acqua: dopo le tensioni dello scorso fine settimana, i ‘definitivi’ dell’ottava sezione pretendono che si sappia come vivono là dentro. E chiedono alla direzione del carcere la restituzione delle quote di mantenimento. Al primo punto della lettera dei detenuti, ci sono cimici e insetti. Presenti, secondo i ristretti, a causa della “situazione di deterioramento delle strutture e l’accumulo di rifiuti”.
di Viviana De Vita
Il Mattino, 3 luglio 2024
Secondo la procura di Salerno non c’è attinenza tra la morte dell’uomo e il mancato ricovero in ospedale. Nessun responsabile per la morte di Alessandro Landi, il 36enne salernitano deceduto tra il Natale e il Santo Stefano del 2017 nel penitenziario cittadino. Questa, almeno, la tesi del pubblico ministero che, ieri, all’esito del processo di primo grado davanti al giudice Diograzia, ha chiesto l’assoluzione per i due medici di guardia del carcere Gaia Busato, 33 anni di Battipaglia e Nicola Campitiello 33 anni di Pagani che, assistiti dagli avvocati Tullio Toriello e Alfonso Maiese, rispondono di omicidio colposo per non aver disposto il ricovero in ospedale del giovane benzinaio di Matierno “pur in presenza - scrisse il pm nell’avviso di conclusione delle indagini - di una sintomatologia anche pregressa, quale dolore toracico intenso e persistente e costrizione mandibolare, indicativa di una possibile cardiopatia”. A parere della Procura non è dimostrabile che un tempestivo ricovero ospedaliero avrebbe potuto evitare il decesso del detenuto.
Il Dubbio, 3 luglio 2024
A Roma l’iniziativa della Camera penale sull’emergenza carcere: giovedì la maratona oratoria con una cella aperta ai cittadini che vorranno sperimentare la detenzione. La maratona oratoria avviata dall’Unione delle Camere penali italiane giunge finalmente anche a Roma. Giovedì, dalle ore 18.00 alle ore 24.00, in via del Pigneto, fronte civico 24, i penalisti romani saranno presenti per ribadire “l’urgenza improcrastinabile di un intervento del governo per interrompere la tragedia dei suicidi nelle nostre carceri”.
unipd.it, 3 luglio 2024
All’impegno dell’Università di Padova per la formazione dei detenuti grazie all’istituzione ormai ventennale del Polo universitario in carcere, si unisce il sostegno economico della Fondazione Cariparo che - come già avvenuto negli anni passati - stanzia un finanziamento di 45.000 euro a copertura delle spese relative al materiale per lo studio e altri eventuali supporti per chi avesse necessità.
di Vanessa Roghi
La Repubblica, 3 luglio 2024
Il policonsumo è la modalità più diffusa tra gli adolescenti. I Serd perdono sempre più personale. Secondo la Destra il consumo di sostanze stupefacenti è sempre stato responsabilità della Sinistra. Quando nel 1970 iniziarono ad uscire i primi casi di “feste con droga” diversi quotidiani intrapresero campagne contro i “capelloni maoisti” più pericolosi, a loro dire, della criminalità organizzata. Dai festini all’insegna di slogan rivoluzionari, agli anarchici in sexyfumerie, il catalogo dei luoghi comuni sul tema sarebbe infinito. Purtroppo, però, non è un catalogo storico ma un modo di raccontare le cose che prospera ancora oggi. Lo dimostra, per ultimo, l’intervento del sottosegretario Alfredo Mantovano che, a margine della presentazione della Relazione annuale sulle tossicodipendenze, ha detto: “il cambio di passo ci sarà quando un po’ tutti riterremo di mettere da parte quei pregiudizi ideologici post-sessantottini secondo cui tutto sommato tutto si può fare”. Pregiudizi ideologici post-sessantottini.
di Susanna Ronconi
Il Manifesto, 3 luglio 2024
Nell’ordine: 2003. Il Consiglio dei Ministri della Ue, indica agli stati membri di adottare politiche di Riduzione del Danno (RdD). 2007. La Commissione europea conferma la RdD come approccio di salute pubblica e la include nelle Strategia comunitaria. 2017. Italia, la RdD entra nei LEA, Livelli Essenziali di Assistenza 2021. Strategia europea sulle droghe 2021-2025, Priorità n.7: Riduzione dei rischi e dei danni e altre misure per tutelare e sostenere le persone che usano droghe. 2023. Human Rights Council (HRC), “Si raccomanda agli Stati di includere e finanziare interventi di RdD e di sostenere le richieste e i servizi di RdD promossi dalle comunità”. 2024. Esperti Onu sui diritti umani, Raccomandazione: “L’Onu e gli stati membri devono passare dall’approccio punitivo alle politiche di RdD”. 2024. Special Rapporteur Onu sul diritto alla salute, “La RdD è determinante per la realizzazione del diritto alla salute. Gli stati devono assicurare che i servizi di RdD siano disponibili, accessibili, accettabili e di qualità”. 2024. Commission on Narcotic Drugs (CND) Risoluzione 67/4, l’Onu adotta formalmente la RdD come approccio strategico. L’Italia sottoscrive la Risoluzione.
di Innocenzo Cipolletta
Il Domani, 3 luglio 2024
Ora che è finita la campagna elettorale, sarebbe utile che qualcuno spieghi agli italiani a cosa serve costruire in Albania due Centri di detenzione degli immigrati, uno a Shengjin per l’identificazione e uno a Gjader per i rimpatri. L’idea di costruire questi due centri per trasportare e rinchiudere un migliaio di aspiranti rifugiati arrivati in Italia non reggerebbe a un’analisi costi-benefici, sia economici che politici. Spendere quasi un miliardo di euro per fare in Albania quello che dovremmo fare in Italia non sembra avere alcun senso per il nostro Paese, ma neppure per l’Albania.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 3 luglio 2024
Il tribunale di Roma ha condannato il comandante della nave Asso Ventinove e il governo italiano per il respingimento in Libia di un gruppo di naufraghi nel 2018. Un verdetto importante perché spiega che nell’area di ricerca e soccorso (Sar) gli Stati non hanno diritti, ma solo obblighi e responsabilità. La diciottesima sezione civile del Tribunale di Roma con sentenza del 26 giugno 2024 (causa condotta dagli avvocati Fachile, Saltalamacchia, Leo, Crescini, Cecchini, Guariso) ha condannato il comandante della nave Asso29, nonché il Governo italiano, per il respingimento verso la Libia di un gruppo di naufraghi avvenuto a inizio luglio 2018. Si tratta di una sentenza di particolare importanza per la chiarezza e precisione con cui il giudice Corrado Bile ricostruisce e interpreta il quadro del diritto internazionale pertinente. I naufraghi erano stati inizialmente soccorsi dalla motovedetta libica “Zwara”, in un’operazione di salvataggio attivata dalla nave della Marina Militare Italiana “Duilio” la quale aveva effettuato l’iniziale avvistamento del gommone in difficoltà, segnalando l’evento alle autorità libiche competenti in relazione all’area SAR (ricerca e soccorso) nel quale era avvenuto il naufragio. Successivamente al recupero dei migranti, anche la nave libica “Zwara” era però rimasta in avaria ed era stata soccorsa dalla nave “Asso29”, battente bandiera italiana la quale era stata a tal fine contattata dalla base di Tripoli della Marina Militare italiana. La Asso29 provvedeva ad effettuare l’operazione di recupero dei passeggeri a bordo della motovedetta libica nonché di traino della “Zwara” verso Tripoli dove giungeva il 2 luglio 2018. Un quadro fattuale dunque complesso dal quale emerge con evidenza il ruolo predominante delle autorità italiane nel coordinare le operazioni e nel determinare nella Libia e non nell’Italia il POS (place of safety - luogo sicuro) dove effettuare lo sbarco. In Libia i ricorrenti furono subito arrestati e condotti nei centri di detenzione libici dove furono sottoposti a inaudite violenze e trattamenti inumani e degradanti accertati in giudizio.
di Futura d’Aprile
Il Domani, 3 luglio 2024
La legge 185 del 1990 vieta l’export, l’import e il transito di materiale bellico verso Paesi in guerra o in cui ci sono gravi violazioni dei diritti umani. Eppure, il nostro paese è tra i primi esportatori in Qatar, Egitto, Kuwait, Turchia e Israele. A sostegno dell’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa, l’Italia sta per approvare il nono pacchetto di aiuti. Si tratta di donazioni, che derogano alla legge attraverso il passaggio dalle Camere, ma una relazione dice tutt’altro: Kiev ha acquistato armi da aziende nostrane per 417 milioni. Il governo Meloni, intanto, vuole modificare le norme.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 3 luglio 2024
Una “discesa nell’inferno”. Con questa espressione il giornale francese Le Monde ha descritto in un reportage pubblicato due giorni fa l’esperienza dei soldati ucraini detenuti in Russia. Una “discesa nell’inferno” per ritornare alla vita che ha riguardato 165 militari di Kyiv liberati tra maggio e la fine di giugno. Non solo la possibilità di riabbracciare i propri cari e commilitoni, ma anche l’occasione per far conoscere l’atroce realtà dei prigionieri di guerra, sottoposti a mille umiliazioni e, soprattutto, a varie forme di tortura vietate, prima di tutto, dalla Convenzione di Ginevra del 1949. Traumi che, uniti allo stress provocato dalla vita in trincea, difficilmente potranno essere cancellati.
- Turchia. Contro i rifugiati siriani è l’ora dei pogrom
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- Nordio: “Entro la fine del mese in Cdm misure contro il sovraffollamento delle carceri”










