di Emanuele Carrè
La Voce e il Tempo, 28 giugno 2024
Nonostante la giornata grigia e piovosa, una luce, quella del sorriso di bambini e bambine felici di poter incontrare i propri papà, ha illuminato il teatro della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” lo scorso 20 giugno. Una mattina di “evasione”, un paio d’ore di gioco insieme ai propri figli e alle mogli e compagne, è quella che hanno potuto vivere una dozzina di papà detenuti nel teatro del carcere. L’incontro, nell’ambito del progetto nazionale “Bambini Senza Sbarre” (nel 2023 ha coinvolto 79 istituti, 4250 bambini, 2050 detenuti e le loro famiglie) e di quello promosso dal penitenziario torinese “Un Passo Avanti”, è stato reso possibile dalle educatrici della cooperativa “Il Margine” che seguono da tre anni alcuni padri detenuti e alcune donne dell’Istituto a custodia attenuata per madri.
di Sabina Pignataro
vita.it, 28 giugno 2024
L’assistenza sanitaria alle persone che vivono in condizione di grave marginalità sociosanitaria, come ad esempio homeless, detenuti e migranti irregolari, è ancora poco studiata. È forse anche poco sfruttato il patrimonio di dati raccolto dagli operatori del terzo settore, che potrebbe rappresentare una base per avviare buone prassi. L’Istituto Superiore di Sanità fa il punto, valorizzando le esperienze di Intersos, Caritas e Opera San Francesco.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 28 giugno 2024
Intervista a Cecilia Strada, parlamentare europea del Partito democratico. Cecilia Strada, parlamentare europea eletta nelle liste del Partito democratico, è seduta al tavolino di un bar a Bruxelles quando incontra una donna che non aveva mai visto prima: sfoggia una borsa con la scritta “Sta rottura di coglioni dei fascisti” (la frase divenuta un tormentone che venne pronunciata qualche anno fa da un attivista dei castelli romani che proteggeva un gruppo di rifugiati dalle contestazioni di una squadraccia di estrema destra) e la maglietta di Emergency. Strada non può fare a meno di fermarla e presentarsi per complimentarsi per l’outfit. A questo punto la nostra intervista può cominciare.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 28 giugno 2024
Invece di respingerli, la Asso 29 avrebbe dovuto condurli in Italia. Giudicato illegittimo anche il fermo nel marzo scorso della Humanity 1. L’accusa per l’equipaggio era di non aver seguito le istruzioni delle autorità libiche. La Asso 29 avrebbe dovuto “condurre i migranti in Italia, non in Libia”. Perché “il fatto che la Libia non sia un luogo sicuro costituisce, allo stato, acquisizione pacifica nella giurisprudenza di legittimità”. Lo dice chiaramente il tribunale di Roma nella sentenza sul caso Asso 29 con cui condanna non solo il capitano della nave, ma anche la società armatrice Augusta Offshore, i ministeri della Difesa, dei Trasporti, la Presidenza del Consiglio.
di Angela Gennaro
Il Domani, 28 giugno 2024
Secondo i giudici il centro libico di coordinamento dei soccorsi e la cosiddetta guardia costiera libica non possono essere considerati legittimi attori di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo. Le autorità italiane sono state condannate a pagare le spese legali alla ong Humaniy I. Per la prima volta un tribunale italiano sancisce l’illegittimità del coordinamento di Tripoli in mare, “appaltato” alla Libia da Italia ed Europa. Definitivamente annullato il provvedimento di fermo amministrativo della nave umanitaria Humanity 1.
lapresse.it, 27 giugno 2024
Egiziano, 47 anni non ancora compiuti, nel 2025 avrebbe finito di scontare la pena infittagli per immigrazione clandestina, invece ha deciso di porre fine alla sua esistenza impiccandosi con la cintura nella sua cella del carcere genovese di Marassi. È accaduto queta mattina verso le 7:00, a nulla sono valsi i soccorsi della Polizia penitenziaria e dei sanitari”. Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria. “Solo due giorni fa un altro ristretto era deceduto a Marassi per aver inalato gas dal fornello da campeggio.
di Corrado Limentani
ilsussidiario.net, 27 giugno 2024
Le carceri esplodono, ma le misure proposte da Nordio non convincono i partiti di maggioranza. Molto meglio sarebbe la proposta Giachetti. Le carceri non sono in grado di superare l’estate senza un provvedimento urgente che si faccia seriamente carico di risolvere il problema del sovraffollamento. Aumentano i detenuti (ora sono oltre 61mila a fronte di una capienza massima degli istituti penitenziari di 48mila) e aumentano i suicidi (già 45 dall’inizio dell’anno e in netta crescita rispetto al 2022), ma in Parlamento e al Governo si continua a litigare anziché trovare soluzioni radicali e rapide. Si doveva trattare la questione in Consiglio dei ministri, ma la discussione sugli interventi da approvare è stata ancora rinviata. Da indiscrezioni di palazzo si apprende che le proposte del ministro Nordio sarebbero tre, ma nessuna sembra andare nella direzione auspicata di scarcerare un numero significativo di detenuti per far vivere meglio quelli che in carcere devono restare.
ansa.it, 27 giugno 2024
Oltre cento detenuti morti nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno, di cui 45 per suicidio, una media è di un recluso che si toglie la vita ogni quattro giorni. L’ultimo è un 29enne del penitenziario di Genova, che in cella ha inalato il gas di un fornello. Sulla vicenda sono in corso indagini per capire se possa trattarsi del tentativo del giovane di procurarsi effetti allucinogeni poiché episodi come questo sono in aumento e molte volte sono dovuti al sovraffollamento degli istituti e alle difficoltà psichiche di alcuni individui, ripete spesso il ministro Nordio che - dopo uno slittamento - sarebbe pronto a presentare il decreto svuota-carceri entro il mese di luglio.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 27 giugno 2024
Intervista alla deputata di Italia Viva: “Se andiamo avanti con questo ritmo entro fine anno ci saranno circa 65mila detenuti a fronte di una capienza reale di 48mila. Dal governo tanti annunci ma nessuna soluzione”. L’approdo in aula alla Camera del ddl Giachetti sulla liberazione anticipata ha acceso un faro sulle condizioni inumane di sovraffollamento dei nostri istituti di pena, e della tragedia dei sempre più numerosi suicidi in carcere. La scorsa settimana, per impulso della deputata di Italia Viva ed ex ministro, Maria Elena Boschi, a Montecitorio si è svolto un dibattito sul tema, con una richiesta delle opposizioni di un’informativa del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Abbiamo chiesto a lei quali sono a suo avviso gli interventi più urgenti da operare.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 27 giugno 2024
Marco Balzano ha insegnato italiano in carcere e continua ad incontrare i detenuti. “Ho sempre trovato una situazione drammatica negli istituti penitenziari. Non c’è un percorso di rieducazione. La scuola in carcere è una grande Cenerentola, non gode di nessuna considerazione”. Il decreto sulle carceri arriverà “prestissimo”, ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, a margine di una conferenza stampa a palazzo Chigi. Sono 45 i detenuti che si sono tolti la vita in un istituto di pena nei quasi sei mesi del 2024, una ogni quasi tre giorni. Un numero che se continuasse a crescere a questo ritmo porterebbe il 2024 a superare il tragico dato del 2022 quando i suicidi in prigione furono 85. “Non pare che questo Governo sia particolarmente interessato a scongiurare questi eventi”, dice lo scrittore Marco Balzano, che ha insegnato italiano in carcere.
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