di Ilaria Marciano
ultimabozza.it, 26 giugno 2024
Rimandata la sentenza sui permessi di Vallanzasca. Una vicenda che accende l’allarme sullo stato di salute dei nostri detenuti, sempre più ammalati. Il 70% dei carcerati soffre di almeno una patologia, con incidenze di epatite C e HIV, che superano di gran lunga quelle della popolazione esterna. Renato Vallanzasca, il “Bel René” della mala milanese degli anni 70, è tornato il 19 giugno in aula al Tribunale di Milano per chiedere la revoca del provvedimento che gli vieta i permessi premio. Permessi premio che gli consentirebbero di recarsi presso una comunità terapeutica per curare il decadimento cognitivo-degenerativo di cui è affetto ormai da diverso tempo. Ma la Procura si riserverà di prendere una decisione soltanto nei prossimi giorni.
di Associazione Nazionale Funzionari Contabili del Dap
Il Dubbio, 26 giugno 2024
Cinquecento quattordici dovevano essere a oggi i nuovi funzionari contabili che avrebbero dovuto sopperire ai pensionamenti dopo oltre un decennio di assenza totale di concorsi banditi dal Dap. Eppure negli ultimi 5 anni, nonostante l’Amministrazione penitenziaria abbia avviato ben tre concorsi per questa figura, fondamentale per il funzionamento degli Istituti di pena, soltanto poco più di 200 risorse è riuscita a prendere servizio. Le cause di questi risultati sono molteplici e hanno a che fare con diversi fattori. Ma intanto occorre vedere il dato fattuale dei numeri.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 26 giugno 2024
Nordio prende tempo, e anche il ddl sicurezza si ferma. Intanto la maggioranza studia manovre sull’obbligatorietà dell’azione penale. Arriverà “prestissimo” il decreto sulle carceri. O almeno così ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio ieri mattina ai cronisti, a margine della conferenza di presentazione della relazione annuale al parlamento sulle tossicodipendenze. “Prestissimo”, va da sé, è un’affermazione piena di understatement: già doveva arrivare la settimana scorsa. Anzi, in via Arenula le bozze girano da quasi un anno. Eppure, per un motivo o per un altro, alla fine le attesissime misure per cercare di alleviare il sovraffollamento delle carceri non si vede mai. Le contrarietà, tutte politiche, sono un po’ dentro FdI e un po’ dentro la Lega: il timore - molto comprensibile per chi da sempre campa di populismo penale - è che ogni misura volta a migliorare le condizioni di vita dei detenuti venga letta come una passata di spugna: “svuota-carceri” è una parola che non si può pronunciare. Nemmeno in una situazione che vede ogni tre giorni un suicidio in cella.
di Rosa Colucci
servicematica.com, 26 giugno 2024
La Corte di Cassazione, con una serie di recenti sentenze (fra cui la n. 24997 del 25 giugno 2024), ha fatto chiarezza sui criteri da utilizzare per la valutazione dello spazio minimo vitale da garantire ad ogni detenuto, stabilendo importanti principi per il rispetto dei diritti umani in carcere.
vicenzatoday.it, 26 giugno 2024
Le carceri di Padova, Verona e Vicenza sono tra le più colpite, con tassi di sovraffollamento che superano il 130%. La denuncia della senatrice Barbara Guidolin. Il Veneto, con una popolazione carceraria di oltre 2.500 detenuti, supera di gran lunga la capienza regolamentare delle strutture penitenziarie, contribuendo a creare un ambiente insostenibile sia per i detenuti che per il personale penitenziario. Le carceri di Padova, Verona e Vicenza sono tra le più colpite, con tassi di sovraffollamento che superano il 130%. I dati più recenti indicano che solo nel 2023 si sono verificati 8 suicidi nelle carceri venete su 40 suicidi totali in Italia pari al 20% a livello nazionale.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 26 giugno 2024
In Piemonte 5 suicidi e 400 atti di autolesionismo. Il garante e le Camere Penali: “Situazione drammatica, indignarsi non basta più: subito amnistia o indulto”. Due suicidi a Torino, uno a Biella, uno a Cuneo e uno a Novara. Si chiamavano Alì (19 anni), Fabrizio Alvaro (31 anni), Alam (40 anni), Maria Assunta (64 anni) e Alin Vasili 46 anni. In sei mesi il sistema carcerario piemontese ha raggiunto la soglia dei gesti anticonservativi del 2022 e del 2023. In quaranta (dato in linea con le semestrali precedenti) hanno provato togliersi la vita salvati, spesso in extremis, dagli agenti di polizia penitenziaria. Mancano altri 180 giorni “e ciò che più mi preoccupa - spiega il garante regionale dei detenuti bruno Mellano - è che manca ancora l’estate e il periodo delle festività natalizie, momenti notoriamente popolati da suicidi”.
di Riccardo Lo Verso
livesicilia.it, 26 giugno 2024
Sovraffollamento, afa, difficoltà ad accedere all’assistenza sanitaria e, come ogni estate, anche penuria d’acqua. I detenuti soffrono nelle carceri siciliane. E soffrono pure gli agenti della polizia penitenziaria, impegnati a prevenire i suicidi e ad evitare che esploda la rabbia. Si è smarrita la finalità rieducativa costituzionalmente prevista. Gli istituti penitenziari diventano solo luoghi di punizione. Le parole di Santi Consolo, in passato alla guida del Dap e oggi garante siciliano dei detenuti, tradiscono amarezza e disagio. Il suo ruolo può servire da stimolo, ma si scontra con la triste realtà.
La Repubblica, 26 giugno 2024
L’incremento è del 10% negli ultimi sei mesi, un dato mai registrato prima dovuto alla trasformazione in legge del “decreto Caivano” che prevede l’estensione dell’applicazione della misura cautelare in carcere anche per fatti di lieve entità. Sempre più minori o ragazzi appena maggiorenni finiscono negli istituti di giustizia: un aumento vertiginoso che ha subito una forte accelerazione negli ultimi anni. A lanciare l’allarme è il Garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia che dati alla mano fa un quadro a della situazione regionale e nazionale.
di Alessandra Boero
primocanale.it, 26 giugno 2024
Ancora non è chiaro se si sia trattato di un suicidio o, più verosimilmente, trattandosi di un tossicodipendente, di un tentativo di procurarsi effetti allucinogeni finito male. Ancora un morto nel carcere di Marassi dove ieri pomeriggio, in una cella, è stato rinvenuto il cadavere di un detenuto. Si tratta di un uomo italiano, 30 anni non ancora compiuti, morto dopo aver inalato gas dal fornello da campeggio. Ancora non è chiaro se si sia trattato di un suicidio o, più verosimilmente, trattandosi di un tossicodipendente, di un tentativo di procurarsi effetti allucinogeni finito male.
di Lorenzo Zaccagnini
La Sentinella del Canavese, 26 giugno 2024
Il 45° suicidio in carcere in Italia da inizio anno, poi, racconta una storia che tocca anche Ivrea. Il 19enne Ali Soufiane si è suicidato in carcere a Novara. Fino a poco tempo fa, era a Ivrea, carcere da cui era stato trasferito dopo essersi arrampicato sul tetto. Sarebbe dovuto uscire ad agosto. Una lettera per raccontare la cruda realtà del carcere. “La cruda realtà” che è anche il titolo del testo pubblicato circa un mese fa sulle pagine della Fenice, il giornale online redatto dai carcerati della casa circondariale eporediese, scritto a 4 mani da due detenuti che si firmano uno come L’istituzionalizzato e l’altro come D.G.O. Un testo dove si espongono senza giri di parole i tanti problemi che il carcere di Ivrea continua a presentare: celle che non soddisfano gli standard, strutture fatiscenti, gravi episodi di sovraffollamento, celle prive di acqua calda, umide e piene di muffa, infissi dai quali entrano pioggia e vento, griglie esterne alle finestre composte da fori di un centimetro quadro.
- Brescia. Carcere, sempre peggio: i detenuti attendono una risposta
- Brescia. Camera penale: “Contro il sovraffollamento subito libertà anticipata, indulto e amnistia”
- Livorno. 254 detenuti in appena 181 posti e alle Sughere di mancano più di 50 poliziotti
- Milano. Riapre il bar della Camera del Lavoro gestito dai detenuti
- Firenze. Affettività in carcere, il convegno a palazzo del Pegaso










