di Francesco Gentile
La Discussione, 2 maggio 2024
L’amministrazione degli Stati Uniti d’America, con la Drug Enforcement Administration (Dea) in prima linea, sta valutando l’ipotesi di abbassare la classificazione della marijuana nel novero delle sostanze controllate. Tale riconsiderazione deriva dal riconoscimento dei potenziali benefici terapeutici della cannabis e da un rischio di dipendenza che si sta rivelando meno preoccupante di quanto precedentemente stimato. Nonostante ciò, le autorità non stanno considerando la legalizzazione della marijuana a scopi ricreativi. Al momento, la decisione definitiva è sospesa, in attesa del verdetto dell’Office of Management and Budget (OMB). La possibile evoluzione normativa, che potrebbe comportare lo spostamento della cannabis alla Categoria III delle sostanze controllate, segue una proposta iniziale del Department of Health and Human Services. Tale cambiamento sarà sottoposto a un periodo di consultazione pubblica prima di diventare effettivo. Il presidente Joe Biden ha manifestato il desiderio di un’analisi delle politiche attuali relative alla marijuana. Ha altresì concesso l’amnistia per le condanne federali passate legate al possesso di cannabis e ha incoraggiato i governatori degli stati a procedere con la cancellazione delle condanne relative a tale sostanza, al fine di migliorare l’accesso delle persone coinvolte al mercato del lavoro e alle opportunità educative.
nessunotocchicaino.it, 2 maggio 2024
Secondo la pubblica accusa, gli imputati per gli attentati dell’11 settembre possono essere detenuti a tempo indefinito anche senza processo indipendentemente dall’esito del loro processo, gli uomini accusati di aver organizzato gli attentati dell’11 settembre 2001 possono essere tenuti per sempre come prigionieri nella guerra contro il terrorismo, in una forma di detenzione preventiva, ha detto mercoledì un procuratore militare al giudice che presiedeva il processo. Questa affermazione è stata fatta in risposta ai difensori di Mustafa al-Hawsawi, che hanno chiesto che in caso di eventuale condanna, vengano defalcati già in sentenza gli anni che ha già passato a Guantánamo, o comunque nelle mani delle autorità statunitensi. Al-Hawsawi è stato arrestato nel 2003.
di Erika Riggi
iodonna.it, 2 maggio 2024
Istruttrice di fitness e blogger, ha 29 anni. Dai suoi account su X e Snapchat si mostrava come una donna progressista che amava il fitness, l’arte, lo yoga e i viaggi. Una donna che sosteneva la spinta modernizzatrice del principe ereditario Bin Salman. Accade nell’Arabia Saudita del principe Mohammed Bin Salman, il modernizzatore, paladino di importanti riforme per il Regno sia dal punto di vista economico e turistico, che sociale. Incluso l’allentamento del codice di abbigliamento per le donne. In un’intervista del 2019 Manahel al-Otaibi, istruttrice di fitness e artista, ha detto come, proprio grazie alle dichiarazioni del principe, si sentiva finalmente libera di esprimere le sue opinioni e di indossare ciò che le piace”. Oggi questa donna deve scontare undici anni di carcere. Un tribunale antiterrorismo l’ha giudicata per sua “scelta di abbigliamento” e il suo “sostegno ai diritti delle donne”.
di Giuliano Foschini e Fabio Tonacci
La Repubblica, 1 maggio 2024
Misure alternative non concesse, cinquemila uscite in meno in un anno e una circolare applicata al contrario. Con i detenuti costretti a rimanere 20 ore su 24 dietro le sbarre. Gli agenti: “Qui ogni giorno è una polveriera”. In carcere niente accade per caso. Le botte al Beccaria, la precedente vergogna di Santa Maria Capua Vetere, le sommosse, i suicidi tra i detenuti e le guardie penitenziarie sono sintomo e conseguenza di errori, sottovalutazioni e, talvolta, di precise scelte politiche. Repubblica ricostruisce quali circolari interne, coperture e promesse non mantenute abbiano contribuito a rendere le prigioni italiane delle “polveriere senza più controllo”, per usare una definizione in voga tra gli stessi poliziotti della Penitenziaria.
di Girolamo Monaco*
huffingtonpost.it, 1 maggio 2024
Spett.le HuffPost, mi chiamo Girolamo Monaco e sono il direttore dell’Istituto Penale per i Minorenni di Treviso. Ho letto i Vostri articoli a seguito delle violenze commesse dentro l’IPM di Milano. Come persona e operatore sociale, dopo alcuni giorni di riflessione, come direttore di un Istituto Penale per Minorenni, sento il dovere etico di partecipare e (nel mio piccolo) contribuire al dibattito che quei tristi fatti impongono a tutto il sistema della Giustizia, soprattutto quella che è istituita in favore dei minorenni. Di fronte alle violenze del “Beccaria” io non ho parole. Non ho parole, ma non posso neppure restare in silenzio. Sono coinvolto e responsabile: non posso far finta che la struttura milanese sia assolutamente diversa da quella nella quale io lavoro. Davvero poco importa se i fatti sono accaduti a Milano, piuttosto che a Palermo, o Roma, o Treviso.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 1 maggio 2024
Formare attraverso progetti comuni le figure che hanno il compito di custodire e rieducare le persone ristrette in carcere. Di fronte a quanto accaduto all’Istituto per minori “Beccaria” di Milano, dove 13 giovani agenti (quasi tutti di prima nomina) sono stati arrestati con l’accusa di aver maltrattato, abusato e persino torturato, una dozzina di reclusi tra i 16 e i 17 anni, l’unica soluzione possibile per evitare altri simili orrori, è riformare l’intero sistema dell’esecuzione penale minorile, puntando sulla preparazione coordinata del personale. Un’alleanza tra poliziotti penitenziari, educatori, operatori sociali.
di Davide Varì
Il Dubbio, 1 maggio 2024
“L’intero sistema delle pene e della loro esecuzione dovrà essere oggetto di una profonda riforma, che finalmente porti il carcere alla sua vocazione costituzionale ripartendo dai lavori degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, colpevolmente abbandonati al dimenticatoio delle battaglie politiche impopolari, ma prima di ogni altra cosa, qui e ora, è necessario un intervento che diminuisca con effetto immediato il numero della popolazione carceraria, lo impone ogni principio anche sovranazionale di tutela dei diritti umani, lo chiedono le nostre coscienze. Il tempo dell’agire è davvero scaduto”.
di Valter Vecellio*
Il Dubbio, 1 maggio 2024
Dieci anni fa papa Jorge Bergoglio, quell’uomo “venuto da quasi la fine del mondo”, telefona a Marco Pannella. Si informa delle sue condizioni di salute, dopo l’intervento d’urgenza all’aorta addominale. Un colloquio che dura una ventina di minuti. Dopo quella telefonata, è il caso di dire, ristoratrice, Marco interrompe lo sciopero della sete intrapreso per chiedere, pensate, il miglioramento delle condizioni dei detenuti nelle carceri. Uno sciopero iniziato nonostante l’intervento all’aorta. Papa Francesco chiede se corrisponde al vero quanto ha letto sui giornali circa l’intenzione di riprendere subito lo sciopero della fame e della sete.
fpcgil.it, 1 maggio 2024
“A 18 mesi dall’insediamento del Governo Meloni le prospettive di vedere modificate le condizioni detentive di chi si trova in privazione della libertà e del personale che è incaricato di curare l’esecuzione di detti provvedimenti non pare migliorare, anzi è decisamente peggiorata. A sostegno delle posizioni rigide del Governo giunge anche il Garante Nazionale delle persone private della libertà: il nuovo Ufficio, insediatosi da due mesi, non appare allarmato da questa situazione di grave disagio, anzi sostiene le posizioni del Governo senza tuttavia suggerire soluzioni che possano nel breve e medio termine arrecare sollievo alle persone detenute e quindi anche al personale penitenziario”.
di Errico Novi e Valentina Stella
Il Dubbio, 1 maggio 2024
Non solo il divorzio giudici-pm: nel ddl del ministro anche la selezione casuale degli eleggibili al plenum. È circolata per qualche ora, ieri mattina, l’ipotesi che la riforma della separazione delle carriere e del Csm finisse immediatamente sul tavolo del Consiglio dei ministri. Previsione poi smentita: il ddl del guardasigilli Carlo Nordio sarà discusso a Palazzo Chigi attorno a metà maggio. Ma l’attenzione sul tema è già alta. E sembra mettere in allarme l’Anm, che ieri ha diffuso una risoluzione dell’Associazione europea dei giudici relativa alla doppia riforma: “Tali iniziative costituiscano un grave attacco all’indipendenza della magistratura”, recita il documento, in cui si paventa addirittura un pericolo per “l’attuale equilibrio di poteri”.
- Ordine d’indagine, utilizzo dei trojan senza scorciatoie
- No alla revoca della condizionale se manca il termine per adempiere al risarcimento
- Milano. “Sistema Beccaria” e accuse di violenze, nel mirino altri otto episodi
- Milano. Violenze al Beccaria, pietà l’è morta
- Milano. Violenze al Beccaria: pretendiamo la verità










