di Alessia Candito
La Repubblica, 24 aprile 2024
Il rapper, che con i suoi laboratori musicali dà ai giovani strumenti e occasioni di esplorare altre strade, lancia l’allarme: “Nell’ultimo anno la situazione è peggiorata. Lavoro da quindici anni nei minorili, adesso i ragazzi hanno paura, rabbia come mai prima d’ora”. Rapper noto, scrittore, “Kento”, al secolo Francesco Carlo, ormai da tempo usa il rap per parlare con i ragazzi degli Istituti penali minorili di tutta Italia. Originario di Reggio Calabria, ne ha visti tanti di amici e conoscenti inciampare, deragliare, perdersi, ma anche trovare la via per ricostruire la propria vita. “Basta un foglio di carta e una penna bic per far parlare questi ragazzi che spesso non hanno alcun tipo di interlocutore”.
di Maria Carla Sicilia
Il Foglio, 24 aprile 2024
La premier twitta la sua solidarietà agli agenti coinvolti negli scontri di Torino e non dice una parola sui detenuti del carcere minorile di Milano, Nordio conferma che il governo non ha parlato dei fatti su cui indaga la procura. Il deputato di Italia Viva: “Il ministro riferisca in Parlamento”. Abusi sessuali, torture, violenze fisiche e psicologiche ai danni di minori. Le testimonianze e i video che la procura di Milano sta analizzando per capire cos’è successo negli ultimi anni nel carcere minorile Cesare Beccaria restituiscono un’immagine degradante di un istituto dello stato. Nonostante questo, a due giorni dall’arresto di 13 agenti della polizia penitenziaria e dalla sospensione dal servizio di altri otto, Giorgia Meloni e i suoi ministri non hanno speso una sola parola per esprimere attenzione nei confronti della vicenda. “Il silenzio del governo è gravissimo”, dice al Foglio il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, interpellato ieri in conferenza stampa, ha confermato che il tema “non è stato sfiorato in Cdm” e senza commentare la vicenda ha detto che risponderà in occasione di eventuali question time.
di Michele Brambilla
huffingtonpost.it, 24 aprile 2024
Le torture ai ragazzi del carcere minorile non sono un’eccezione: sono lo sbocco di un sistema sbagliato che è più comodo non guardare, per non vedere anzitutto sé stessi. I “casi isolati”? Sono quelli di chi aiuta i detenuti. Sarebbe un grave errore liquidare come un caso di mele marce quello che è successo al Beccaria di Milano, dove tredici agenti della Polizia penitenziaria sono stati arrestati per violenze e torture ai danni dei minorenni detenuti, mentre altri otto sono stati sospesi. Partiamo proprio da questi ultimi otto. Sospesi e non arrestati. Perché? Sono accusati “solo” di aver coperto le violenze con relazioni false. Ma è proprio questo il centro della questione. L’omertà. O, peggio ancora, l’adeguamento al sistema. I pestaggi in carcere e le relative coperture non sono veleni di mele marce: fanno parte di un sistema.
di Fabrizio Capecelatro
fanpage.it, 24 aprile 2024
Un ragazzo che, sbagliando, decide di prendere con la forza quelle possibilità che il mondo gli mostra ma che non gli concede, una volta finito in carcere, come pensate che ne uscirà se all’interno viene umiliato da chi ha una posizione privilegiata rispetto alla sua? Il 25 dicembre del 2022 sette minori detenuti nel carcere di Beccaria sono evasi. Era chiaro a tutti, a loro per primi, che non fosse un’evasione destinata a durare nel tempo. Quasi tutti loro, infatti, erano tornati a casa, probabilmente per trascorrere il Natale in un contesto più confortevole rispetto a quello di un carcere, seppur minorile. Già questo avrebbe dovuto (ma, ovviamente non l’ha fatto) aprire una riflessione sull’opportunità di recupero che lo Stato offre ai minori colpevoli di un qualche reato: è davvero la punizione più che la rieducazione l’obiettivo?
di Gigliola Alfaro
difesapopolo.it, 24 aprile 2024
L’iniziativa, promossa dall’Ispettorato generale dei cappellani, si terrà dal 24 al 27 aprile e vedrà coinvolti cappellani, diaconi, consacrate, volontari e operatori tutti nel mondo carcerario. Interverranno, tra gli altri, il card. Zuppi, don Pagniello, il procuratore Cantone. È tutto pronto per il quinto convegno nazionale dei cappellani e degli operatori della pastorale penitenziaria che si svolgerà ad Assisi dal 24 al 27 aprile. Il tema prescelto per l’evento promosso dall’Ispettorato generale dei cappellani nelle carceri italiane, che ha una cadenza biennale, è “‘Lo vide e ne ebbe compassione. (Lc 10,33). Dall’indifferenza alla cura” e vedrà coinvolti cappellani, diaconi, consacrate, volontari e operatori tutti nel mondo carcerario. Don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani nelle carceri italiane, ci presenta il convegno nazionale.
vita.it, 24 aprile 2024
Il bando promosso dall’impresa sociale “Con i Bambini” ha l’obiettivo di contrastare i fattori di marginalità sociale che derivano dalla reclusione di uno o entrambi i genitori. Sono 18 i progetti selezionati con il bando “Liberi di crescere”, promosso dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile con un contributo complessivo di dieci milioni di euro, volti a sostenere l’integrazione sociale di bambini e ragazzi figli di persone detenute, favorendone la continuità affettiva nei confronti del genitore ristretto. Un programma di interventi principalmente a carattere socio-educativo, con l’obiettivo di contrastare i fattori di marginalità sociale che derivano dalla reclusione di uno o entrambi i genitori e che impattano negativamente sul processo di crescita dei bambini e ragazzi figli di persone detenute e sul benessere dei relativi nuclei familiari, spesso sfociando in situazioni di povertà educativa.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 24 aprile 2024
I disegni di legge sulla separazione delle carriere dei magistrati e sulla riforma del Csm sono ancora in fase di elaborazione. Ma Meloni vuole dare un segnale di svolta sulla giustizia prima delle elezioni. C’è da aspettare ancora alcuni giorni per la messa a punto da parte del ministero della Giustizia dei disegni di legge sulla separazione delle carriere dei magistrati e sulla riforma del Consiglio superiore della magistratura (oppure dei Consigli superiori, visto che la separazione delle carriere potrebbe portare alla creazione di due Csm separati). Il pacchetto di riforme non è stato inserito all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di ieri, in quanto i provvedimenti sono ancora in fase di elaborazione. C’è chi non esclude che i testi possano essere presentati alla prossima riunione del 30 aprile, ma lo scenario più probabile è che ciò avvenga verso metà maggio. La premier Meloni, come riferiscono fonti vicine a Palazzo Chigi al Foglio, ha tutta l’intenzione di dare un segnale di svolta sulla giustizia prima delle elezioni europee.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 24 aprile 2024
I nuovi strumenti verranno usati anche nei Tribunali, ma mai per prendere decisioni. Il governo italiano è stato il primo esecutivo europeo a legiferare in materia di Intelligenza artificiale, dopo l’approvazione da parte del Parlamento europeo dell’AI Act. L’apprendimento profondo e l’elaborazione del linguaggio naturale da parte del computer sono destinati nel giro di poco tempo ad entrare anche nel lavoro dei professionisti. Questo tema è stato affrontato dal Consiglio nazionale forense nel corso del G7 delle avvocature, svoltosi una settimana fa. L’intervento di ieri del governo chiarisce che nell’ambito delle professioni intellettuali l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale “è consentito esclusivamente per esercitare attività strumentali e di supporto all’attività professionale e con prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione d’opera”. Vengono, inoltre, evidenziati alcuni obblighi di chiarezza e trasparenza da parte del professionista. Pertanto, “per assicurare il rapporto fiduciario” con il cliente, le informazioni relative ai sistemi di intelligenza artificiale utilizzati dal professionista “sono comunicate al soggetto destinatario della prestazione intellettuale con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo”.
di Giampaolo Chavan
Corriere del Veneto, 24 aprile 2024
La Corte Costituzionale riconosce a un migrante il diritto a restare in Italia: lavora, ha famiglia e nessun altro guaio con la legge. Si può ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro anche se si è stati condannati per spaccio, ma solo nella forma della più lieve entità. Sta tutto in questo principio il lieto fine della storia di un magrebino di 37 anni, ora regolare in Italia. I giudici amministrativi di secondo grado hanno ordinato alla questura di Padova di rilasciare il lasciapassare dopo averglielo negato nel 2020 in quanto il migrante era stato condannato ad un anno di carcere con pena sospesa due anni prima.
di Alessia Candito
La Repubblica, 24 aprile 2024
La Conferenza nazionale dei Garanti sottolinea il fabbisogno di psicologi, psichiatri e pedagogisti. L’ispezione al Malaspina del senatore dem Nicita: “Assistenti sociali disponibili solo tre ore al giorno”. Tre morti da gennaio a oggi. Otto in tutto il 2023, fra cui due persone che si sono uccise digiunando per mesi senza che nessuno intervenisse, più tre che da malate si sono spente in cella. La Sicilia non sfugge all’ecatombe registrata dall’associazione Antigone nelle carceri italiane. “Se questo trend dovesse proseguire - lancia l’allarme il Garante cittadino per le persone private della libertà personale, Pino Apprendi - c’è il rischio non solo che si raggiungano i numeri dell’anno scorso, ma che si superino anche quelli del 2022”. Un anno record, con 85 persone che si sono tolte la vita in un istituto di pena. Alla base, le ferite ormai incancrenite del sistema carcere in Italia, che in Sicilia hanno riproduzione fedele.
- Milano. Violenze al Beccaria, la difesa degli agenti: “Eravamo abbandonati”
- Milano. Violenze sui baby-detenuti, ora s’indaga sulle coperture: “L’ex comandante ci salvava”
- Milano. Maisto: “Clima di terrore in un’isola di illegalità, si sentivano i boss del carcere”
- Milano. “Mio figlio punito a schiaffi e pugni, altro che l’Ipm raccontato in Mare fuori!”
- Milano. La giudice minorile: “Servono competenze e bisogna selezionare meglio gli agenti”










