di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 21 aprile 2024
Nella Relazione al Parlamento la conferma della diminuzione. Nel 2023 boom di applicazioni per divieto di avvicinamento e braccialetto. Anche con una stagione pandemica ormai alle spalle la diminuzione delle misure cautelari personali sembra ormai un dato acquisito. Sulla base della Relazione appena trasmessa dal ministero della Giustizia al Parlamento nell’anno 2023 sono state emesse 82.035 misure cautelari personali coercitive; dal confronto dei dati relativi al quadriennio 2020-2023 con quelli del precedente biennio 2018-2019, risulta evidente una diminuzione significativa del numero totale delle misure emesse: nel 2019 infatti il numero complessivo delle misure era di 94.197 (l’anno prima erano state 95.798).
di Domenico Ferrara
Il Giornale, 21 aprile 2024
La parola magica della Disciplinare per perdonare le toghe è “scarsa rilevanza”. Un giudice fa scarcerare una persona con un ritardo di sei giorni ma non riceve alcuna sanzione disciplinare. Motivo? Ha subito una grave debilitazione fisica e viveva una situazione familiare critica, fonte di preoccupazione e di impegno. Un altro guida mentre è ubriaco? Non è degno di nota, cosa volete che sia. Un altro ancora dimentica un minore in cella oltre la scadenza dei termini di custodia e sapete cosa succede? Nulla. Anzi, per la sezione disciplinare del Csm si tratta di un fatto scarsamente rilevante. Sì, avete letto bene. Nessun illecito.
di Eugenio Albamonte
Il Riformista, 21 aprile 2024
Un provvedimento, frutto di una plateale forzatura dei percorsi legislativi definiti dalla Costituzione, che ha una motivazione squisitamente politica e demagogica. Un dito nell’occhio all’intera magistratura. Un omaggio postumo a Silvio Berlusconi che indicava all’opinione pubblica i giudici come anormali e disturbati mentali. Uno scalpo per quei partiti dell’area di Governo che in molti modi stanno dimostrando insofferenza per la funzione esercitata dalle toghe, come dalle altre istituzioni di garanzia, quando il loro operato intralcia le politiche e gli obiettivi perseguiti. L’introduzione dei test psico attitudinali per i magistrati non ha altro significato se non questo.
di Jacopo Benevieri
Il Riformista, 21 aprile 2024
Quotidianamente, in tutta Italia, giudici, avvocati, pubblici ministeri (e giornalisti) “leggono” le trascrizioni delle parole intercettate, molto raramente le “ascoltano”(e comunque lo fanno dopo aver letto, dunque contaminati nella percezione). Per comodità consultano la trascrizione e, sempre per comodità, ne suppongono la fedeltà al parlato, mai ascoltato.
di Pierpaolo Lio
Corriere della Sera, 21 aprile 2024
“Ha cambiato il canale in tv”. Un’aggressione mortale nel chiuso della cella. Per un motivo assurdo. E con una vittima che, a Milano, non è un nome qualunque. A perdere la vita venerdì, nel carcere di Opera, è Antonio Magrini, 68 anni, detto “Toni Cavallero”, fratello di quel Vito a lungo re criminale dell’Ippodromo di San Siro. È stato aggredito e strangolato dal compagno di cella, Domenico Massari. Il primo, dentro per questioni di droga. Il secondo, 58 anni, per omicidio: nel 2019 aveva ucciso con cinque colpi di pistola Deborah Ballesio, l’ex moglie, in uno stabilimento balneare di Savona durante una serata karaoke. “Ti ricordi di me?”, le aveva detto prima di far fuoco. S’era consegnato nel carcere di Sanremo un paio di giorni dopo.
di Emanuele Lentini
brindisireport.it, 21 aprile 2024
La Casa circondariale di via Appia sconta problemi analoghi a tutte le strutture italiane. L’intervista alla Garante delle persone private della libertà personale della Provincia, Valentina Farina: “Si tengono comunque diverse attività culturali e di reinserimento”. Chi arriva a Brindisi dalle superstrade, dopo la rotonda nota come “incrocio della morte”, può imboccare via Appia. Lì c’è un luogo noto, ma per molti sconosciuto: la Casa circondariale.
di Donatella Stasio
La Stampa, 21 aprile 2024
Il progetto dell’ex ministra Cartabia: la classe dirigente di domani dialoga con gli ospiti di San Vittore. Metti insieme dieci bocconiani tra i 19 e i 20 anni e trenta detenuti tra i 28 e i 60: il futuro mondo dell’economia e della finanza con “gli scarti della società”, la potenziale classe dirigente del paese con gli eterni “ultimi” che non saranno mai i primi perché il marchio del criminale ti resta addosso più di un tatuaggio, ben oltre il tempo della pena e malgrado la Costituzione. Mettili insieme a parlare proprio di questo, di quel “fine pena mai” dopo il fine pena, in un’aula del carcere milanese di San Vittore, per un’intera mattinata di aprile che si concluderà malinconicamente, perché malinconica è la verità di una Repubblica ancora incapace di “rimuovere gli ostacoli” per trasformare il tempo liberato in un tempo operoso e accogliente, per dare un senso al reinserimento nella società civile, per superare il pregiudizio dei liberi verso i liberati, e per evitare che l’alternativa all’abbandono e alla solitudine sia la recidiva.
di Valeria Gianoglio
La Nuova Sardegna, 21 aprile 2024
L’ordine forense barbaricino protesta per le carenze di organico all’ufficio addetto alle notifiche. Giusto il tanto di rispettare, e restando ben più larghi del solito, i termini di preavviso previsti dal codice di autoregolamentazione, e poi, alla fine di maggio si parte con l’astensione dalle udienze. Ampiamente preannunciata dai malumori per i disagi legati al caso notifiche, e dalle primi reazioni che correvano nelle ultime settimane tra i corridoi del tribunale, ieri mattina gli avvocati nuoresi riuniti in assemblea a Palazzo di giustizia hanno votato all’unanimità per lo sciopero. Per una settimana, - ancora da individuare con esattezza ma sarà comunque dal 20 maggio in poi - incroceranno idealmente le braccia e non parteciperanno alle udienze come segno di protesta verso il rischio paralisi totale della giustizia nuorese per la cronica carenza di organico all’ufficio Unep, addetto alle notifiche, e dopo aver anche preso atto “della manifesta inefficienza del servizio di recapito dei portalettere reso da Poste italiane, società legittimata alle notifiche a mezzo posta degli atti giudiziari”.
di Natalino Benacci
La Nazione, 21 aprile 2024
L’iniziativa dedicata alla giustizia minorile. Lo sguardo sull’altro, che cura l’anima, dà il via a un progetto di azioni per riparare il danno e conciliare le parti. Curae Festival, la manifestazione promossa da Ministero di Giustizia, Ipm di Pontremoli, Comune di Pontremoli con il sostegno di Fondazione Carispezia, ieri ha chiuso i battenti con una tavola rotonda con i ragazzi che hanno vissuto l’esperienza del processo penale, che sono stati vittime di reato o che hanno partecipato a percorsi di giustizia riparativa. Sono stati letti testi sul disagio, la devianza e la giustizia, condivisi da remoto con coetanei in 14 Ipm italiani. Letture di prose e poesie composte dai ragazzi degli Ipm che hanno partecipato alla seconda edizione dell’evento ideato da Teatro del Pratello di Bologna, Associazione Puntozero (Milano), Cooperativa Dike, Associazione CCO-Crisi come opportunità (Roma), Teatri di Bari, Associazione il Veliero e Associazione Nazionale Teatri e Giustizia Minorile.
baritoday.it, 21 aprile 2024
“Con questo momento di incontro - spiega - abbiamo voluto rompere le barriere che dividono i detenuti da chi ha responsabilità decisionali nell’amministrazione della giustizia”. Un dibattito con i detenuti, un concerto con artisti della Fondazione European Arts Academy “Aldo Ciccolini” di Trani e una mostra di pittori pugliesi organizzata dall’associazione “FPS arte & cultura”: si è svolta nel carcere di Bari l’iniziativa ‘Proviamoci’, ideata, tra gli altri, dal viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, presente all’appuntamento. Lo riporta l’AdnKronos.
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