di Francesca Mannocchi
La Stampa, 16 aprile 2024
Nella Cisgiordania già piegata dalla crisi aumentano le violenze dei coloni e la povertà. Venerdì scorso, Binyamin Achimair, un quattordicenne israeliano, è scomparso alle 6.30 del mattino da Malachi Hashalom, un avamposto di coloni israeliani nei pressi di Ramallah, centro amministrativo della Cisgiordania. Secondo la ricostruzione dei media israeliani il giovane si era allontanato per pascolare il bestiame e i suoi familiari hanno lanciato l’allarme quando hanno visto tornare una pecora sola, non accompagnata né dal resto del bestiame, né dal ragazzo. Migliaia di unità di volontari si sono unite alle ricerche per ore, finché, il giorno dopo, con l’aiuto di un drone, il corpo è stato ritrovato nelle vicinanze.
di Liana Milella
La Repubblica, 15 aprile 2024
Dopo 17 mesi e 24 giorni di sciopero della fame di Roberto Giachetti e di Rita Bernardini la commissione Giustizia non va oltre il primo gradino. Eppure la situazione è disperata. Politica degli annunci e delle bufale sulle carceri. E politica all’insegna della routine. Come sempre. Ma se di mezzo ci sono le patrie galere e ci sono i suicidi, e se per giunta incombe anche l’estate, allora bufale, annunci, indifferenza politica diventano un crimine. Tra gli specialisti degli annunci mediatici c’è il Guardasigilli Carlo Nordio: sempre attraverso il Messaggero (di cui era collaboratore) annuncia accordi con i Paesi stranieri per rimandare lì i detenuti.
di David Allegranti
publicpolicy.it, 15 aprile 2024
“Sui suicidi in carcere servono interventi urgenti”, diceva lo scorso 18 marzo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel frattempo i detenuti che si sono tolti la vita in carcere sono diventati trenta. Una strage che facilmente rischia di superare il triste record del 2022, quando i suicidi fra i ristretti furono 84. Per questo, per provare a sensibilizzare la pubblica opinione, ma soprattutto la politica, la conferenza dei garanti territoriali delle persone private della libertà personale ha organizzato per questo giovedì, 18 aprile, una giornata di mobilitazione nelle città.
di Antonio Scali
tpi.it, 15 aprile 2024
“C’è troppa indifferenza di fronte al grido di disperazione che viene dalle carceri. Molti detenuti soffrono di dipendenze o di disturbi psichici ma non ricevono assistenza. C’è chi urina in cella e chi si strappa le unghie dei piedi. E avviene in media un suicidio ogni 2 giorni. Ingiustizie come nel caso Zuncheddu non sono isolate. Ma la politica non ha coraggio”. Lo stato di salute della democrazia di un grande Paese lo si misura attraverso vari fattori. Tra questi, per una potenza occidentale come l’Italia, ci sono i diritti di cui godono i suoi cittadini, il sistema della giustizia e le condizioni delle carceri. Temi al centro del dibattito politico attuale, sui quali evidentemente c’è ancora molto da fare. Ne abbiamo parlato con Irene Testa, storica esponente e tesoriere del Partito Radicale, nonché prima Garante dei diritti dei detenuti in Sardegna.
di Lorenzo Drigo
ilsussidiario.net, 15 aprile 2024
Il ministro Carlo Nordio annuncia circa 2.300 posti letto in più nelle carceri italiane: disposti 9 interventi sul territorio, mentre aumenta la carenza di personale. Prosegue il maxi piano promesso e promosso ormai da tempo dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio per ridare dignità alle carceri italiane, da tempo al centro di una sempre più complicata crisi che parla (soprattutto) di sovraffollamento e suicidi, tanto tra i detenuti, quanto tra gli agenti penitenziari. I posti nei penitenziari sono pochi e completamente occupati, con un indice di sovraffollamento che sfiora il 130% e circa (con stime definite al ribasso) 10mila detenuti in più di quanti potrebbero effettivamente ospitarne le nostre carceri, che sulla carta hanno poco più di 51mila letti.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 15 aprile 2024
Impazza la polemica sul nulla. È una specialità di questo Paese, ma su questa storia dei test psico-attitudinali per gli aspiranti magistrati si è davvero raggiunto l’acme del nonsense. A cominciare dalla pietra dello scandalo, e cioè il decreto legislativo (in odore di eccesso di delega, peraltro) che ha inteso introdurli e regolarli. Perché quel testo, come cerchiamo, tra le altre cose, di raccontarvi in questo numero di PQM, sostanzialmente non dice nulla. Né su quale sia il test, né sul come e sul chi debba somministrarlo.
di Eugenio Albamonte*
Il Riformista, 15 aprile 2024
Un provvedimento, frutto di una plateale forzatura dei percorsi legislativi definiti dalla Costituzione, che ha una motivazione squisitamente politica e demagogica. Un dito nell’occhio all’intera magistratura. Un omaggio postumo a Silvio Berlusconi che indicava all’opinione pubblica i giudici come anormali e disturbati mentali. Uno scalpo per quei partiti dell’area di Governo che in molti modi stanno dimostrando insofferenza per la funzione esercitata dalle toghe, come dalle altre istituzioni di garanzia, quando il loro operato intralcia le politiche e gli obiettivi perseguiti. L’introduzione dei test psicoattitudinali per i magistrati non ha altro significato se non questo.
di Alberto de Sanctis
Il Riformista, 15 aprile 2024
Intervista a Lucia Boncori, che è stata professoressa ordinario di “Teoria e tecniche dei test di personalità” nella Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza”. Presso lo stesso Ateneo ha diretto la Scuola di specializzazione quinquennale in Valutazione psicologica e counselling.
di Eriberto Rosso*
Il Riformista, 15 aprile 2024
In Grecia vi è una discussione in corso che guarda con una qualche perplessità alle vicende di casa nostra, in Germania quasi in ogni Land è previsto uno specifico percorso di verifica psicoattitudinale, in Olanda il sistema prevede colloqui con psicologi. Anche nel recente passato la magistratura associata italiana ha reagito con un niet ai tentativi della politica di prevedere meccanismi di verifica della idoneità, anche psicologica, dei magistrati, come se il tema non potesse essere neppure oggetto di confronto.
di Valentina Alberta*
Il Riformista, 15 aprile 2024
Non vi è solo l’introduzione dei test psicoattitudinali, altri sono i punti significativi rispetto ai quali l’ultimo passaggio in Cdm non è stato irrilevante. Con la pubblicazione dei decreti legislativi 44 e 45 del 28 marzo 2024, si conclude finalmente il travagliato percorso della legge delega n. 71 del 17 giugno 2022 di riforma dell’ordinamento giudiziario. La legge in questione era peraltro la traduzione normativa del lavoro della commissione Luciani, incardinatosi - come la riforma penale e con problematiche analoghe - su di un disegno di legge del precedente governo pentastellato.
- Codice rosso, obbligatori i percorsi di recupero per sospendere la pena
- Spoleto (Pg). “Nessuno tocchi Caino” e Camere Penali visitano il carcere. Il problema salute mentale
- Brescia. Piano carceri, il ministro Nordio conferma l’ampliamento di Verziano
- Biella. Delmastro nel mirino: “Troppe attenzioni per il carcere della sua città”
- Roma. Progetto “Recidiva zero”. Sinergia tra carcere e società










