di Talita Frezzi
Corriere Adriatico, 3 aprile 2024
Dal carcere di Montacuto a quello di Forlì, dove Mohamed Medi Cherif, tunisino di 29 anni, è stato trovato morto. Era mezzanotte e 48, della notte di Pasqua. La procura di Forlì ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, ma il padre del giovane, Bechir Cherif che vive a Fabriano, vuol sapere come è morto: se ci sono responsabilità nella tragedia o se si tratta di un decesso per cause naturali, consapevole del grave e cronico stato di tossicodipendenza del figlio.
latinaoggi.eu, 3 aprile 2024
La Procura di Viterbo ha presentato la richiesta di archiviazione per la morte di Cosmin Tebuie, 26 anni, di origine romena ma residente a Latina, detenuto nel carcere Mammagialla di Viterbo dove era stato trovato senza vita la mattina del 28 marzo del 2023. A fare la drammatica scoperta era stato un compagno di cella. Il pubblico ministero Eliana Dolce, titolare del fascicolo, sulla scorta delle risultanze investigative ha chiesto l’archiviazione al gip del Tribunale di Viterbo. Alla luce degli elementi che sono stati raccolti in fase di indagini preliminari e anche a seguito di quello che è emerso nel corso dell’autopsia - non sono emersi - secondo i magistrati viterbesi - elementi che possano portare ad un processo e a dei profili di responsabilità penale.
di Matilde Bicciato
Corriere del Veneto, 3 aprile 2024
Dal Ministero della Giustizia garanzie per nuovi fondi. Dal 1 febbraio un decreto del Ministero della Giustizia ha deciso di aumentare lo stipendio degli psicologi penitenziari che, in tutta Italia, da circa 17 euro lordi all’ora sono arrivati ad incassarne 30. Un’apparente vittoria che nasconde però un rovescio della medaglia dal momento che, non riuscendo così a rientrare nel budget annuale previsto per il sostegno delle prestazioni professionali per l’osservazione e il trattamento delle persone detenute il monte orario di lavoro previsto per il 2024 è sceso da 256 a 125 ore mensili in totale per le 5 professioniste impegnate (6 ore settimanali ciascuna).
di Irene Carmina
La Repubblica, 3 aprile 2024
Passa il tempo a fissare il soffitto, inchiodato al letto nella sua cella all’Ucciardone di Palermo. Immobile, a stento muove un braccio: è tetraplegico. Si lava come può, usando una bacinella. Un altro detenuto, che tutti in carcere chiamano “piantone”, gli dà una mano. Lo solleva di peso per portarlo in bagno, dove non ci sono neanche le maniglie per aggrapparsi. Tre, quattro volte al giorno. Il resto del tempo, nessuno lo vede. Sotto le lenzuola, gli sembra di scomparire, disteso con gli occhi spalancati a ripassare le macchie sul muro. Di notte, Francesco si arrangia con una bottiglia. Viene pulito la mattina seguente, “a pezzi”. Anche una doccia è impensabile nelle sue condizioni. Da quando è detenuto in carcere, combatte anche con la depressione.
di Davide Parozzi e Rachele Callegari
Avvenire, 3 aprile 2024
Lo storico cappellano del carcere minorile ha - formalmente - rassegnato le dimissioni. “Ma continuerò a lavorare. I prossimi progetti? Una casa per chi esce dall’istituto”. Cinquanta anni di Beccaria. Qual è l’immagine che porta con sé? Quella di una popolazione di ragazzi, ho in mente quando ne arrivavano mille all’anno, quando si formavano dei gruppi, magari per la partita di pallone e c’era sempre paura che succedesse qualcosa. Io arrivavo di corsa e trovavo sempre dei sorrisi”.
di Marco Morino
Il Sole 24 Ore, 3 aprile 2024
Dal carcere di Opera i primi cinque assunti da Rfi e Trenitalia. Ferraris (ad Fs): valutiamo possibilità d’inserimento anche nella rete Anas (strade). Paolo è ora un addetto alla Sala Blu di Milano Centrale e assiste i viaggiatori con ridotta mobilità; Francesco invece supporta il referente di stazione sempre nel nodo di Milano, mentre Claudio è nello staff di formazione della scuola professionale. Andrea e Marco operano in Trenitalia, in qualità di addetti alla segreteria tecnica di impianto. I loro sono nomi di fantasia, ma le loro storie sono vere e sono quelle dei primi cinque detenuti che grazie al progetto “Mi riscatto per il futuro”, figlio dell’accordo tra Gruppo Fs (Ferrovie dello Stato) e ministero della Giustizia, hanno potuto reinserirsi nel mondo lavorativo, mettendo a disposizione della società il loro impegno e la loro voglia di riscatto.
di Nina Verdelli
vanityfair.it, 3 aprile 2024
C’è una stanza, nel carcere di Opera, in cui avvengono due magie: i detenuti si trasformano in falegnami e i barconi dei migranti in strumenti musicali. Dopo averli sentiti suonare al Teatro alla Scala, siamo stati nel laboratorio di liuteria dove la disperazione diventa arte. In una stanza lunga, stretta e tutta azzurra che, se non fosse per le sbarre alle finestre, sembrerebbe la cameretta di Van Gogh, Levan e Nicolae siedono ricurvi al proprio tavolo; schiena contro schiena, occhi fissi su minuscoli ceselli con cui intagliano pezzi di legno colorati. Ogni tanto consultano un dettagliatissimo foglio di istruzioni, presumibilmente somigliante a quello che utilizzava Antonio Stradivari per capire, millimetro per millimetro, quanto scavare.
di Patrizia Pallara
collettiva.it, 3 aprile 2024
Iniziativa Cgil sulle criticità croniche, dal sovraffollamento ai suicidi, dal degrado alle condizioni sanitarie. “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. L’articolo 27 della Costituzione non lascia spazio a dubbi. Eppure, le nostre carceri soffrono di problemi cronici come il sovraffollamento, un degrado strutturale, condizioni igienico-sanitarie precarie, mancanza pressoché totale di attività e di opportunità di lavoro e formazione, carenza di risorse e personale. Una situazione che negli ultimi anni è andata peggiorando anche perché è aumentato il numero dei reclusi ma non quello dei posti disponibili. Il governo Meloni ha messo in atto una politica securitaria con l’incremento delle fattispecie di reato e l’inasprimento delle pene, che ha portato ad aggravare le criticità già esistenti, ma non ha promosso nessuna politica o azione in grado di contrastare la marginalità, il degrado e il disagio.
di Gianni Bazzoni
La Nuova Sardegna, 3 aprile 2024
I percorsi dei detenuti tra carte d’archivio e colonie penali fino all’esperienza teatrale. L’omaggio affettuoso alla direttrice recentemente scomparsa: lei ha reso possibile il progetto. I protagonisti silenziosi e le loro storie, da dentro a fuori del carcere. E il ricordo forte, affettuoso e indelebile di Patrizia Incollu, direttrice di San Sebastiano e Bancali scomparsa di recente durante lo svolgimento del proprio dovere, che ha seguito e incoraggiato il progetto dai primi studi archivistici sino alle rappresentazioni teatrali.
di Niccolò Nisivoccia
Il Manifesto, 3 aprile 2024
“Giustizia e politica”, l’ultimo libro di Luigi Ferrajoli edito da Laterza. A proposito di crisi e rifondazione del garantismo penale, molte domande e altrettante risposte. I dati sulla criminalità basterebbero anche da soli a dare atto di una realtà manipolata e strumentalizzata al di là di qualunque evidenza oggettiva. Occorrerebbe un “salto di civiltà” e ricomprendere nella nozione di “illecito giuridico” non solo i reati qualificati come tali dal diritto penale ma anche quelli definibili “di sistema”
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