di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 25 marzo 2024
“La lingua è sempre potere: chi più lingua sa, più potere ha”, dice Stefania Cavagnoli, docente di linguista generale e applicata all’Università Tor Vergata di Roma. E ciò vale soprattutto per il linguaggio giuridico, di cui l’esperta di occupa: non solo perché è complesso, vago, e talvolta inutilmente oscuro. Ma perché attraverso il linguaggio si esercita anche il più “terribile” dei poteri: scrivere il destino di un cittadino che incappa nelle maglie della giustizia.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 25 marzo 2024
la “rivoluzione orizzontale” di Internet ha generato un modello di conoscenza democratico ma ha anche impoverito la capacità di selezionare i saperi utili. A che serve passare anni sui libri, a che servono lo studio, l’esperienza, la competenza se poi mi basta un click per farmi un’idea su tutto? E se quello stesso click permette di cucirmi addosso l’abito che desidero; giurista, virologo, astrofisico, climatologo, critico d’arte, sismologo, e via dicendo.
di Federica Borlizzi e Marika Ikonomu
Il Domani, 25 marzo 2024
Il testo pubblicato il 21 marzo dimostra che Meloni vuole rendere operative le strutture prima delle europee. Prevista una procedura snella, senza una gara pubblica, in deroga alle norme previste per appalti milionari. Il governo di Giorgia Meloni mira ad accelerare sui centri di permanenza in Albania. Le elezioni europee, dal 6 al 9 giugno, si avvicinano e i centri devono essere operativi a partire dal 20 maggio 2024. La data è stata messa nero su bianco nell’avviso di manifestazione di interesse pubblicato dal ministero dell’Interno il 21 marzo, che ha l’obiettivo di raccogliere l’interesse di società e cooperative che andranno a gestire i due centri previsti dal protocollo Italia-Albania, firmato lo scorso 6 novembre dai premier dei due paesi. Il valore dell’appalto, solo per la gestione dei centri, è di quasi 34 milioni di euro annui.
di Mariano Croce*
Il Domani, 25 marzo 2024
Stavolta no: a differenza di altre stragi di matrice terrorista, non ci sentiamo parte della comunità degli offesi. Le centinaia di morti e feriti al Crocus City Hall non superano la soglia emotiva della nostra commozione. Non scatta in noi quella comoda coazione alla solidarietà che nelle passate tragedie, per quel poco che è durato, ci ha fatto dire che i morti era come fossero i nostri - anzi, che era come fossimo morti noi stessi. Ma questo non deve stupirci: siamo in guerra. E la guerra implica la diffusione capillare di un’istintiva inimicizia, quella che ci fa stilare indicibili classificazioni tra i morti: quelli nostri e quelli loro.
di Claudio Bottan
vocididentro.it, 24 marzo 2024
Il 31 gennaio 2024 le persone detenute presenti nelle carceri italiane hanno toccato quota 60.814, ma il dato non tiene conto di coloro che hanno usufruito di un permesso premio e che, perciò, non rientrano nella statistica. La capienza regolamentare degli istituti di pena prevede un massimo di 51.179 ospiti, ma quella effettiva è di 47.540 posti. Le carceri italiane, dunque, tornano a esplodere. La tendenza al sovraffollamento senza battute d’arresto è un fenomeno in atto da un anno, con una progressione preoccupante rispetto agli anni precedenti: se alla fine del 2022 la popolazione detenuta era aumentata di circa 2000 unità rispetto a dicembre del 2021, l’aumento registrato al 31 dicembre 2023 è esattamente del doppio, con circa 4000 persone detenute in più. Andando avanti di questo passo, tra 12 mesi l’Italia sarà nuovamente ai livelli di sovraffollamento che costarono la condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo per violazione dell’articolo 3 della Convenzione Edu.
ansa.it, 24 marzo 2024
Dalle spiagge della Toscana alle coste della Calabria, passando per Marche, Puglia, Campania e Sardegna. Oggi i litorali di sei regioni italiane vedono in azione una cinquantina di detenuti provenienti da nove penitenziari e i volontari di Plastic Free, l’organizzazione impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica, per una nuova azione coordinata contro il degrado ambientale. “Dopo il successo dello scorso anno, - si spiega - tornano gli appuntamenti organizzati dalla Onlus e da Seconda Chance, associazione del Terzo Settore che fa da ponte tra carceri e aziende per creare opportunità di reinserimento”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 marzo 2024
È ormai scontro frontale tra l’Associazione nazionale magistrati e il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Oggetto della feroce disputa: i test psicoattitudinali che il ministero vorrebbe introdurre per i magistrati. “Sconcerto” dell’Associazione nazionale magistrati per la decisione del ministro della Giustizia Carlo Nordo di inserire i test psico-attitudinali nello schema di decreto attuativo della riforma dell’ordinamento giudiziario che lunedì sarà sul tavolo del Consiglio dei Ministri per l’approvazione finale. Come si legge in una bozza circolata stamane nelle chat che il Dubbio ha potuto visionare “con decreto del ministero della Giustizia, previa delibera del Consiglio superiore della magistratura, sono nominati esperti qualificati per la verifica psicoattitudinale allo svolgimento delle funzioni giudiziarie. Le linee di indirizzo e le procedure per lo svolgimento degli accertamenti di cui al primo periodo sono determinati dal Csm d’intesa con il Ministero della Giustizia. La verifica ha luogo dopo il completamento delle prove orali”. Dunque i test verranno applicati ai futuri candidati che vorranno entrare in magistratura e non a quelli già in organico.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 24 marzo 2024
L’Anm: “Sconcerto, disegno contrario alla Costituzione”. Nordio accoglie i suggerimenti della maggioranza: col decreto attuativo della riforma dell’ordinamento giudiziario, l’antica ossessione del berlusconismo si trasformerà in legge. La “verifica dell’idoneità psicoattitudinale” sarà riservata a chi ha già superato le prove scritte e orali del concorso.
di Lorenzo Grossi
Il Giornale, 24 marzo 2024
La giunta esecutiva centrale dell’Associazione se la prende con Nordio per la bozza sul decreto dei test psicoattitudinali per i magistrati. Il viceministro Sisto: “Abbiamo un programma chiaro”. Si accende lo scontro sulla riforma della giustizia tra l’Anm e il governo Meloni. Tra pochi giorni l’esecutivo nazionale di centrodestra licenzierà in Consiglio dei ministri un ampio decreto legge che dovrebbe prevedere - tra i vari elementi - i test psicoattidutinali per i magistrati al termine delle prove orali di accesso alla professione. Stando alle bozze che stanno circolando in queste ore in merito al provvedimento che verrà approfondito la prossima settimana, verranno nominati degli “esperti qualificati per la verifica della idoneità psicoattitudinale per lo svolgimento delle funzioni giudiziarie”. Questo avverrà “con decreto del ministro, previa delibera del Consiglio superiore della magistratura”. Secondo il documento, inoltre, “le linee di indirizzo e le procedure per lo svolgimento degli accertamenti sono determinati dal Consiglio superiore della magistratura d’intesa con il ministro”.
di Domenico Ferrara
Il Giornale, 24 marzo 2024
In Germania le prove psico-attitudinali ci sono e nessuno si scandalizza. In Francia c’è l’analisi della personalità. Domani la bozza in Consiglio dei ministri: e già l’Anm prepara le barricate. Nella visione manichea che attanaglia e permea il dibattito politico italiano non esistono sfumature: i test psico attitudinali per i magistrati da un lato sono una clava usata dal governo di centrodestra per imporre un controllo e delegittimare la categoria, dall’altro sono uno strumento di verifica a tutela dei cittadini. Bianco o nero. In medio non stat virtus. E così, nel Belpaese del derby non stupisce che l’Anm metta subito le cose in chiaro parlando di una specie di screening di massa e di tentativi di screditare la magistratura con l’unico effetto di indebolire la fiducia dei cittadini nella giustizia. Si potrebbe sindacare che la fiducia dei cittadini nella giustizia sia già debole di suo anche a causa del sempreverde ostracismo che domina le toghe, ma questa è un’altra storia. Giorni fa, la commissione Giustizia del Senato ha approvato il parere presentato da Pierantonio Zanettin di Forza Italia mettendo nelle mani del Governo la valutazione sulla previsione di prove psicoattitudinali per i candidati all’ingresso in magistratura. Il diretto interessato, contattato dal Giornale, ha spiegato che la sua idea non è nulla di rivoluzionario ma al contrario è molto simile a quella già ben presente in altri settori pubblici e privati. Si chiama Minnesota multiphasic personality inventory ed è il test più usato per le selezioni in ambito della psicologia del lavoro e della psicologia giuridica: permette di scoprire patologie di natura psichiatrica, nevrosi, psicosi. Circa 600 affermazioni per cui indicare vero; falso; prevalentemente vero; prevalentemente falso. Ogni risposta, per gli psicologi e gli psichiatri unici abilitati a somministrare il test, ha un significato che determina poi la valutazione. Lo fanno alle forze dell’ordine, ai militari, al personale della Pubblica Amministrazione, ai piloti di aereo e lo usano persino nelle perizie svolte nell’ambito dei processi.
- L’allarme di Colombo “Difendiamo il senso della giurisdizione dei pm”
- Emila Romagna. Suicidi in carcere: “Ormai è una strage. Bisogna fermarla”
- Milano. Don Rigoldi lascia il Beccaria dopo 50 anni. E rilancia con un progetto
- Cuneo. I primi tre detenuti del Morandi laureati in Scienze politiche: “La cultura rende liberi”
- Catanzaro. La maturità dietro le sbarre: consegnati i diplomi a 14 detenuti










