di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 19 marzo 2024
Sollevata la questione di legittimità costituzionale sul nuovo procedimento. La definizione anticipata confligge con la ricerca delle ragioni vere del disagio. Ha poco a che fare con una vera rieducazione l’istituto introdotto dal decreto Caivano per i reati di apparente minore gravità; a trasparire è invece un paradigma punitivo che ha persuaso il Gip del tribunale dei minorenni di Trento a rinviare il tema alla Corte costituzionale.
di Christian Donelli
parmatoday.it, 19 marzo 2024
La famiglia ha incaricato un legale: approfondimenti per far luce sulla vicenda. La Procura della Repubblica di Parma ha aperto un fascicolo d’indagine relativo al suicidio in carcere di un detenuto di 29 anni, avvenuto nella mattinata del 14 marzo all’interno del penitenziario di via Burla. Secondo le prime informazioni il giovane, con problemi di tossicodipendenza e che si trovava nel reparto di media sicurezza, si sarebbe impiccato utilizzando un lenzuolo. Al momento della morte il ragazzo, di origine nordafricana ma con cittadinanza italiana, si trovava in isolamento per motivi disciplinari. Era in carcere dal dicembre del 2023, per reati legati alle sostanze stupefacenti. Secondo le prime informazioni e come riportato dal Garante dei detenuti della Regione Emilia-Romagna Roberto Cavalieri il 29enne avrebbe già messo in atto, nei mesi precedenti, atti di autolesionismo. Gli inquirenti dovranno accertare se la direzione del carcere parmigiano abbia o meno attivato, come previsto in questi casi, il protocollo anti-suicidario.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 19 marzo 2024
Le immagini riprese dalle telecamere interne al penitenziario questa volta immortalano quattro, cinque, sei o più agenti accerchiare e colpire con schiaffi, calci e pugni un detenuto. I volti, nei filmati mostrati, sono oscurati ma le movenze sono eloquenti. I video insieme alle testimonianze sono le prove che hanno portato ieri all’arresto di dieci agenti della polizia penitenziaria del carcere di Foggia, accusati a vario titolo di tortura nei confronti di due detenuti compagni di cella, abuso d’ufficio, abuso di autorità contro arrestati o detenuti, omissione di atti d’ufficio, danneggiamento, concussione, falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione, distruzione e occultamento di atti veri. Una delle due vittime ha patologie psichiatriche, con pregressi tentativi di suicidio e atti di autolesionismo.
di Francesco De Felice
Il Dubbio, 19 marzo 2024
Dieci agenti della Polizia penitenziaria, in servizio nel carcere di Foggia, sono finiti ai domiciliari nell’ambito delle indagini su un pestaggio nei confronti di due detenuti, che sarebbe avvenuto l’11 agosto 2023 nel penitenziario dauno. Le telecamere del carcere hanno anche ripreso le torture subite da uno dei due detenuti. I reati contestati nel provvedimento del gip sono, a vario titolo, tortura, abuso d’ufficio, abuso di autorità contro arrestati o detenuti, omissione di atti d’ufficio, danneggiamento, concussione, falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione, distruzione e occultamento di atti veri. Le ordinanze sono state eseguite dai carabinieri di Foggia che hanno eseguito le indagini. Contestualmente all’aggressione i due detenuti sarebbero stati inoltre arbitrariamente sottoposti a misure di rigore non consentite.
di Lorenzo Priviato
Il Resto del Carlino, 19 marzo 2024
Ieri la prima udienza, subito aggiornata ad aprile, per l’accusa di omicidio colposo a uno specialista che avrebbe sottostimato lo stato di un detenuto. È iniziato ieri, sebbene subito aggiornato ad aprile per ragioni formali, il processo che vede alla sbarra per omicidio colposo un 66enne, psichiatra del carcere di Ravenna, in relazione al suicidio di un giovane detenuto. Era il 16 settembre 2019 quando le guardie trovarono il 23enne Giuseppe Defilippo impiccato a un cappio rudimentale.
di Giuseppe Baldessarro
La Repubblica, 19 marzo 2024
Gli avvocati: “Mancano le strutture”. La denuncia dei legali in visita alla Dozza. Alcuni hanno i requisiti per essere ammessi all’affidamento in prova ai servizi sociali, altri alla semi-libertà o ai domiciliari. A 57 detenuti resta meno di un anno da scontare, a 82 solo 2 anni, ad altri 83 quasi tre. Poi ci sono quelli che di anni da trascorrere dietro le sbarre ne hanno 4, e sono 65. Messi assieme, sono 287 i detenuti della Dozza che potrebbero stare altrove. Un terzo degli 831 attualmente presenti in via del Gomito potrebbe finire di scontare il debito con la società all’esterno risolvendo così i problemi di sovraffollamento. Alcuni hanno i requisiti per essere ammessi all’affidamento in prova ai servizi sociali, altri alla semi-libertà o ai domiciliari. Ma mancano le strutture in grado di accoglierli fuori dalla Dozza.
di Ivan Grozny Compasso
padovaoggi.it, 19 marzo 2024
L’associazione che raccoglie gli avvocati penalisti, ha organizzato per il giorno 20 marzo un punto informativo in Piazza dei Frutti per condividere con la cittadinanza le ragioni dello “sciopero” dei penalisti indetto dall’Unione delle Camere Penali Italiane. L’appuntamento è per le 9.30 in piazza dei Frutti a Padova per protestare contro le condizioni dei carcerati negli istituti di pena in tutto il paese. Per questo la Camera Penale di Padova, l’associazione che raccoglie gli avvocati penalisti, ha organizzato per il giorno 20 marzo un punto informativo in Piazza dei Frutti per condividere con la cittadinanza le ragioni dello “sciopero” dei penalisti indetto dall’Unione delle Camere Penali Italiane.
ildolomiti.it, 19 marzo 2024
“In Trentino sovraffollamento dei detenuti, situazione grave serve intervenire”. L’astensione si riallaccia all’iniziativa dello scorso febbraio, con la quale le Camere Penali avevano già posto con forza all’attenzione di tutti, tra l’altro, anche la gravissima situazione delle carceri italiane e del loro indicibile sovraffollamento. Stop ai suicidi in carcere. La Camera penale di Trento aderirà alla nuova giornata di astensione dalle udienze dalle attività penali che avrà luogo il prossimo 20 marzo 2024 in tutta Italia da parte dell’avvocatura penalista associata nell’Unione delle Camere Penali Italiane.
di Davide Cerbotte
Il Mattino, 19 marzo 2024
Il bene più prezioso adesso non ha condizioni. “Vediamoci quando vuole, posso muovermi liberamente”, ti comunica con l’entusiasmo di un ragazzino che ha conquistato l’emancipazione. Liberamente, già: il senso di una rinascita sta tutto in questo avverbio.
di Francesco Nania
La Sicilia, 19 marzo 2024
“Chiedo scusa e perdono a tutti”. Antonio Aparo, da oltre un trentennio detenuto in carcere per essere stato a capo dell’omonimo gruppo mafioso, che operava nel territorio di Solarino e Floridia, ribadisce quanto due anni fa ha scritto all’allora sindaco. Aparo - condannato per associazione mafiosa, omicidi ed estorsioni - parla in quest’intervista, della lunga detenzione, della rieducazione ma, soprattutto, della sua resipiscenza.
- Varese. Lo scrittore Sandro Bonvissuto incontra i detenuti
- Milano. Fotografi e chef per i ragazzi del carcere Beccaria
- Comunicare la giustizia: un libro e un dibattito per ordinare il caos
- Diritti, la latitanza della politica
- Barbera: cari politici, non chiedete ai giudici di fare il vostro mestiere










