di Simona Musco
Il Dubbio, 5 marzo 2024
La legale: “Siamo all’assurdo”. Scontro a distanza tra accusa e difesa, il pm in aula: “l’imputata fu imbeccata”. “Purtroppo nelle carceri la disponibilità del personale sanitario è particolarmente ridotta perché le carceri non vengono ritenute luoghi in cui impegnare e attivare risorse, ingiustamente. Gli operatori sanitari devono individuare l’intervento più adeguato e coerente alla situazione clinica. Laddove la situazione in carcere non è così allarmante l’attivazione della catena di intervento è purtroppo meno celere. Quindi l’attivazione di due psicologhe con colloqui frequenti era non appropriata”.
di Iacopo Nathan
La Nazione, 5 marzo 2024
Evento per la conclusione del progetto tra la Casa circondariale di Lucca e l’associazione Cuochi Lucchesi. Bruschette con pomodoro, fagioli e cavolo nero e pappa al pomodoro come antipasto, ravioli di ricotta e spinaci con burro e salvia di primo, polpette di carne alla lucchese e per chiudere crostate di marmellata di albicocche e more. Un menù appetitoso per un pranzo di festa, di quelli da gustare in famiglia per un momento felice. Esattamente così, ma la particolarità è che è stato cucinato e pensato da un gruppo di detenuti del carcere di Lucca insieme all’associazione Cuochi Lucchesi. È stata celebrata ieri, infatti, all’interno della casa circondariale San Giorgio, la fine del corso di cucina con finalità di riabilitazione. All’interno degli spazi comuni della struttura, infatti, i 7 carcerati protagonisti del progetto hanno ricevuto l’attestato di fine corso preparando il lauto pasto per gli ospiti. A consegnare il tanto ambito riconoscimento è stato il prefetto di Lucca, Giusi Scaduto.
italpress.com, 5 marzo 2024
Il 7 marzo alle ore 15 nella sede dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna la presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti, il garante dei detenuti della regione Emilia-Romagna Roberto Cavalieri e Caterina Liotti, Centro Documentazione donna di Modena, con le artiste e la curatrice che l’hanno realizzata, inaugurano “(In)curabile bellezza. Donne che fanno comunità” racconta attraverso fotografie e collages dell’esperienza del laboratorio di educazione all’arte che ha fatto incontrare la comunità, forte e coesa, delle pescatrici del Delta del Po con un gruppo di detenute e di volontarie delle associazioni modenesi Centro documentazione donna, Casa delle donne contro la violenza e Carcere-Città.
garantedetenutilazio.it, 5 marzo 2024
Le Donne del Muro Alto celebrano il decennale della compagnia con una tournée riservata alla popolazione detenuta. In occasione del decennale de Le Donne del Muro Alto, progetto teatrale nato in carcere da un’idea della regista Francesca Tricarico, le attrici ex detenute e ammesse alle misure alternative alla detenzione della compagnia tornano in carcere per la prima volta dopo l’esperienza detentiva per presentare il nuovo spettacolo Olympe. Il lavoro, tratto dal romanzo La donna che visse per un sogno di Maria Rosa Cutrufelli, nasce da un primo studio fatto nel 2015 nel carcere femminile di Rebibbia e racconta gli ultimi mesi di vita di Olympe de Gouges (1748 -1793), 1793), intellettuale, drammaturga e attivista impegnata nella difesa dei diritti civili nell’epoca della Rivoluzione francese che pagherà il suo impegno politico con la vita.
L’Unità, 5 marzo 2024
Anche quest’anno l’associazione Sbarre di Zucchero ha promosso una serie di iniziative per festeggiare la festa della donna. In primis la raccolta di prodotti per il make up da portare alle detenute e poi una serie di incontri per parlare di carcere soprattutto al femminile. Una condizione che per una donna è resa ancora più difficile per moltissimi aspetti e di cui si parla ancora troppo poco. “Anche quest’anno l’8 marzo sarà una giornata ricca di eventi, per noi molto importanti - dicono gli attivisti di Sbarre di Zucchero”.
di Rete Mai Più Lager - No ai Cpr
L’Unità, 5 marzo 2024
Sul The British Medical Journal medici, psicologi, accademici sostengono la campagna lanciata da No ai Cpr, Asgi e Simm. Intanto sempre più dottori si rifiutano di certificare l’idoneità. I medici non dovrebbero dichiarare nessuno idoneo ad essere trattenuto nei CPR L’art. 3 del Regolamento Nazionale CPR del Ministero dell’Interno prevede che, per poter essere trattenuto in uno dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio italiani, chi sia trovato sprovvisto di un titolo di soggiorno valido deve prima essere certificato come idoneo alla vita in comunità ristretta sottoponendosi ad una visita.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 marzo 2024
L’Italia risulta poco incisiva nella lotta alla tratta degli esseri umani, come indicato nel rapporto del 29 febbraio scorso presentato dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani (Greta). Questo studio ha rivelato una serie di punti critici che ostacolano l’efficace applicazione della Convenzione, ratificata dall’Italia nel 2010. Nonostante alcuni miglioramenti rispetto al rapporto precedente, il quadro generale rimane preoccupante, in particolare per quanto riguarda lo sfruttamento lavorativo e sessuale delle vittime della tratta.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 5 marzo 2024
La poetessa Mahvash Sabet è stata dieci anni in carcere per avere criticato la politica dell’intolleranza, con l’accusa di avere complottato contro il Paese. Uscita dal carcere, ha potuto pubblicare le sue poesie, che sono state amate, tradotte, premiate. Mesi fa l’hanno denunciata una seconda volta. Cosa ne è delle donne iraniane di cui non si parla più? Continuano a battagliare per i tre diritti umani di cui tutti dovrebbero godere? Libertà di pensiero, di parola, di movimento? Siamo davvero condannati all’eterno presente dimenticando ogni giorno il passato più recente? Le donne in Iran continuano a protestare, a chiedere parità di diritti, e sono identificate, controllate, denunciate e spesso incarcerate nell’indifferenza generale.
di Paolo Di Stefano
Corriere della Sera, 5 marzo 2024
Pochi giorni fa Save the Children ha lanciato l’allarme: ne uccide più la mancanza di cibo che le armi. Da Gaza ci arrivano notizie sui morti per fame. Abbiamo visto tutti la corsa disperata ai soccorsi alimentari. Pochi giorni fa Save the Children ha lanciato l’allarme sulla fame diventata arma di guerra: ne uccide più la mancanza di cibo che le armi.
di Bianca Senatore
Il Domani, 5 marzo 2024
La disperazione di chi vuole fuggire dalla Striscia ha generato un business di trafficanti che promettono la fuga. Il costo è fra 5 e 7mila dollari, ma qualcuno paga anche molto di più. Molti sono truffatori che poi si volatilizzano. Il numero di telefono arriva da una chat Telegram, ma sembra un contatto sicuro. L’uomo che risponde ha l’accento egiziano e assicura che il nome in lista ci sarà. Aspetta solo l’ultimo pagamento. La comunicazione avviene tra un “agente di viaggio” e Rashid, un ragazzo palestinese che ha deciso di scappare via da Gaza. “Mi devo fidare per forza, non ho altra scelta”, confessa. “Qui tutti stanno cercando di andar via, non credo che possano rimangiarsi la parola”. Insieme alla sua famiglia, sua moglie e tre bambini, Rashid ha lasciato il nord di Gaza dopo i primi massicci bombardamenti e poi si è spostato sempre più verso sud man mano che i raid si intensificavano. Da pochi giorni ha abbandonato il campo di Al Nusairat e si è trasferito a Rafah.
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