di Ilaria Dioguardi
vita.it, 28 febbraio 2024
Cristian Loor Loor, ex detenuto e responsabile della coop Catena in Movimento 2.0, che produce nell’istituto di Bollate (Mi) maglie e shopper: “Il lavoro in carcere rappresenta la possibilità di dare una svolta nella propria vita”. Nel 2018 decise di non accedere ai benefici, scontando la pena per altri quattro anni: “Non è stato più di tanto un sacrificio, è stato tutto ripagato dalla soddisfazione del mio lavoro”. La collaborazione con Mag2 Finance.
di Catia Paluzzi
gnewsonline.it, 28 febbraio 2024
Quest’anno il primo premio di prosa destinato ai minori, è stato assegnato a un giovane dell’istituto penale per i minorenni “Meucci” di Firenze. Con il racconto “Il fottuto giorno dal dentista” il ragazzo si è aggiudicato il computer portatile messo in palio, descrivendo la sua sorprendente esperienza a Firenze, durante il tragitto percorso per recarsi in visita presso uno studio dentistico. Degni di menzione anche due poesie e due racconti di altri minori che hanno partecipato al concorso e che sono stati ritenuti meritevoli di pubblicazione nel volume “L’altra libertà”, a cura degli organizzatori.
di Nicoletta Tempera
Il Resto del Carlino, 28 febbraio 2024
Il 1° marzo nella Casa Circondariale di Fossombrone un detenuto discuterà la tesi. A presenziare il magnifico rettore dell’Università di Urbino, Giorgio Calcagnini. Sotto altri cieli entrare in carcere, specie se per reati gravi, è la morte civile. A volte ti tolgono anche il diritto di voto. Non così da noi: per precetto costituzionale. Ed è così che dentro a quelle mura ci si può anche laureare. Si chiama rieducazione, non a caso. Succederà venerdì 1° marzo alla casa circondariale di Fossombrone: un detenuto di cui per ora non possiamo dire il nome discuterà la sua tesi di fronte a una commissione presieduta dal Magnifico Rettore dell’Università di Urbino Giorgio Calcagnini. Ce lo racconta il professor Massimo Russo, che insegna “sociologia del tempo libero” all’Uniurb: “Entrato per la prima volta in carcere il 19 gennaio 2018 - ricorda Russo -, lo sguardo circospetto e qualche apprensione inquieta, timoroso di vedere la desolazione, mi sono ritrovato stupito osservatore e spettatore di un mondo e una realtà a me sconosciuti. Mi accompagnava la dottoressa Vittoria Terni De Gregory, che in veste di tutor mi chiedeva: “Come si sente? È la prima volta che visita un carcere?”.
chiesadimilano.it, 28 febbraio 2024
Lunedì 11 marzo all’Auditorium l’ex brigatista Franco Bonisoli, Giorgio Bazzega (figlio di un poliziotto ucciso dalle Br) e Manlio Milani (presidente dell’Ass. familiari dei Caduti di Piazza Loggia) a confronto con gli studenti nell’ultimo incontro del ciclo organizzato dal Centro Asteria sulla “giustizia riparativa”.
recensione di Eleonora Barsotti
maremosso.lafeltrinelli.it, 28 febbraio 2024
Un abbecedario per adolescenti che spiega la vita in carcere dall’interno, stimolando una riflessione su metodi punitivi alternativi alla reclusione penitenziaria. C’è un mondo dentro il mondo che non siamo abituati a vedere e di cui non sentiamo molto parlare, se non nelle tragiche occasioni in cui storie di abusi e offese escono dalle mura carcerarie per arrivare a scuotere l’opinione pubblica. La situazione delle carceri e dei detenuti in Italia è un tema troppo poco affrontato, e mai nelle sue declinazioni più complete; discuterne davvero significa infatti porre al centro il detenuto e i suoi diritti indelebili in quanto persona, al di là della gravità della pena per cui si trova recluso. Come ci ha raccontato tante volte Valentina Calderone, nei numerosi articoli scritti per questo magazine, il carcere è infatti un argomento tabù, dato per scontato, che andrebbe invece affrontato e proposto ad un pubblico di ogni età, senza pregiudizi ideologici.
civita.it, 28 febbraio 2024
Intervista a Claudio Bottan, Vicedirettore della rivista Voci di dentro - Al Revés società cooperativa sociale. “Your Trip in My Shoes | In viaggio oltre i limiti del pregiudizio” è uno dei 6 progetti vincitori dell’iniziativa “riGenerazione Futuro. I tuoi progetti per il territorio”. Quali sono gli obiettivi, i destinatari e gli impatti attesi del progetto?
di Cristina Palazzo
La Repubblica, 28 febbraio 2024
“I regimi autoritari e le dittature del Novecento e della nostra epoca vivono in un mondo in cui è difficile dire alla gente “il capo ha diritto di far ammazzare chi vuole”. Reprimi? Devi fare le leggi. Le leggi speciali sono state una caratteristica tipica dell’avvento fascismo”. Oggi quindi i regimi “fanno fatica a far stare zitti quelli che protestano. Poi naturalmente ci sarebbe da aprire - e non la facciamo adesso - tutta la pagina di come anche le democrazie occidentali ogni tanto trovano qualcuno che protesti un po’ troppo e vogliono far star zitti chi protesta un po’ troppo, che si tratti di manganellare dei ragazzi che protestano in corteo o che di mettere in galera Assange”.
di Ilaria Bernardini
La Stampa, 28 febbraio 2024
Da Yulia Navalnaya a Elena Cecchettin c’è chi ha preso la parola per altri che non erano più in grado di farlo. Così il silenzio è tornato dialogo e vita. Cosa accade quando la persona che ami, o una delle persone che ami tra quelle che ami, muore, e tutto, delle parole che stava dicendo, di quelle che avrebbe detto e voluto dire, sparisce? Cosa accade se la persona che ami, che stava parlando, che voleva assolutamente parlare - e che doveva assolutamente parlare - è stata uccisa e silenziata per sempre? Cosa accade se il silenzio che rimane, che risuona, dopo che il dialogo è stato mozzato e impedito, è intollerabile non solo per te, ma per tutti?
di Bianca Senatore
Il Domani, 28 febbraio 2024
Due settimane in balia del mare per raggiungere la Calabria. Le offerte “all inclusive” dei trafficanti che competono con la rotta balcanica. C’è fermento dopo l’incontro tra Meloni e Erdogan: gli scafisti temono una stretta delle autorità. Dodici giorni, quindici se il mare è molto agitato. Questo è il tempo che ci vuole per raggiungere le coste italiane da Smirne, in Turchia. È la rotta più lunga nel mediterraneo e una delle più insidiose, proprio perché in due settimane i rischi si moltiplicano. Si può morire di fame, di sete, per ustioni da combustibile, per soffocamento o per annegamento. Proprio come accaduto ai migranti sul barcone che lo scorso anno si è sfasciato davanti alle coste di Cutro.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 28 febbraio 2024
Con un fondo del ministero degli Affari esteri istituito nel 2019, l’Italia finanzia la collaborazione di Paesi terzi ai rimpatri, compreso un progetto dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) in Tunisia. Ma se inizialmente l’obiettivo principale era il miglioramento della protezione e l’assistenza dei migranti in situazione di vulnerabilità, con i successivi finanziamenti, per un totale che nel giugno 2023 raggiunge i 6 milioni di euro, l’accordo con l’Oim viene modificato, esteso al 2025 e i fondi indirizzati prevalentemente alle procedure di rimpatrio volontario degli stranieri africani presenti nel Paese. Grazie a un accesso agli atti del progetto Oruka dell’Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione), dal marzo 2022 all’agosto 2023 i fondi italiani hanno finanziato il rientro nei Paesi d’origine di 1.350 persone, comprese 277 donne e 155 minori.
- Se lo Stato non tutela i suoi cittadini all’estero
- Quella pericolosa deriva verso la Terza guerra mondiale
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