di Rocco Vazzana
Il Dubbio, 27 febbraio 2024
A un anno dalla strage i familiari delle vittime attendono ancora i ricongiungimenti familiari promessi dal governo subito dopo il naufragio. E hanno deciso di intentare una causa civile risarcitoria per omissione di soccorso. Un anno dopo, il mare di Cutro è ancora agitato. Ma è su questa spiaggia che sopravvissuti e familiari delle vittime hanno voluto ricordare chi è stato inghiottito dall’acqua e dalla solitudine a pochi metri dalla riva.
di Slavoj Zizek*
La Stampa, 27 febbraio 2024
“Va ricordato sempre quando esaltiamo le nostre società democratiche e liberali”. L’artista dissidente russo Andrei Molodkin ha annunciato che sigillerà alcuni capolavori di Picasso, Rembrandt, Warhol, Sarah Lucas, Andres Serrano e altri artisti ancora (da lui legalmente acquistati) in una cassaforte blindata progettata per distruggerli con una sostanza corrosiva nel caso in cui il fondatore di Wikileaks Julian Assange dovesse morire in carcere. Come previsto, il suo proposito è stato subito criticato da tutta una serie di commenti ed è stato liquidato come “una bravata patetica e banale per questi nostri tempi superficiali”.
di Thomas Usan
La Stampa, 26 febbraio 2024
Sono circa 500 i detenuti nelle carceri minorili italiani. Il dato emerge dal report dell’associazione Antigone sulle condizioni della giustizia italiana nel campo dei non maggiorenni. Il numero di detenuti è il più alto registrato in “oltre dieci anni”. Ma non finisce qui. Anche gli ingressi negli istituti penitenziari minorili sono in aumento: nel 2021 la cifra si attestava a 835, mentre nel 2023 è salita a 1143. Il numero è più alto rispetto al dato dei detenuti presenti in carcere poiché la pena spesso è di breve durata o vengono adottate soluzioni alternative. In crescita anche il numero di ragazzi sotto misura cautelare: 243 nel gennaio 2023, 340 solo un anno dopo.
di Cristina Da Rold
Il Sole 24 Ore, 26 febbraio 2024
Due dati ci dicono chiaramente quale sia l’approccio del nostro governo alla criminalità giovanile: da quando è entrato in vigore il decreto Caivano a settembre 2023 ci sono più minori nelle carceri, anche se il numero di reati è il medesimo dell’anno precedente, e più ragazzi appena maggiorenni stanno “scontando” la misura cautelare nelle carceri per adulti. La crescita delle presenze negli ultimi 12 mesi è fatta quasi interamente di ragazze e ragazzi in misura cautelare. Le misure cautelari personali consistono in limitazioni della libertà personale; sono disposte da un giudice nella fase delle indagini preliminari o nella fase processuale.
di Cecilia Ferrara
altreconomia.it, 26 febbraio 2024
Sovraffollamento, pene più lunghe e prevalenza di condanne per reati contro il patrimonio. Giuseppe Chiodo, neo direttore dell’Ipm capitolino, conferma una dinamica nazionale aggravata dal “Decreto Caivano”. È la sconfitta di una “società malata”, come osserva Samuele Ciambriello, garante dei detenuti del Lazio. La cosa che colpisce andando verso l’Ipm di Casal del Marmo, l’istituto penale minorile di Roma, è che non è molto distante dall’ex manicomio, Santa Maria della Pietà, due istituzioni totali a un paio di chilometri l’una dall’altra e se una è stata chiusa e aperta al pubblico, l’altra è sempre più affollata. Gli Istituti penali minorili stanno infatti scoppiando, dicono i numeri fatti uscire da Antigone martedì 20 febbraio nel report ‘Prospettive minori’, ma è una problematica ben conosciuta da chi ci lavora.
di Mario Iannucci*
quotidianosanita.it, 26 febbraio 2024
Rems, Atsm, suicidi in carcere e l’inesorabile declino delle competenze. Ormai da anni non provo più alcuna meraviglia di fronte alla constatazione che, le considerazioni più o meno teoriche su taluni argomenti, vengano espresse da professionisti i quali, di quegli argomenti, non hanno alcuna esperienza clinica. E che conoscono molto sommariamente la materia sulla quale esprimono il loro parere. Cercherò dunque, a partire dalla mia lunga esperienza clinica nel campo, di fare un po’ di chiarezza sulla spinosa questione del disagio psichico “detenuto” e “internato”, vale a dire sull’impressionante percentuale di malati psichici gravi che popolano le nostre galere, sulle Rems (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza detentive) e sulle Atsm (Articolazioni carcerarie per la Tutela della Salute Mentale).
di Giulia Merlo
Il Domani, 26 febbraio 2024
L’addio del suo capo di gabinetto terremota il ministero e i suoi ddl procedono a rilento in parlamento. L’ex pm è sempre più in difficoltà, mentre le carceri scoppiano e i magistrati sono pronti a dargli battaglia. Il ministero della Giustizia è un palazzo di veleni dove anche il più scaltro impara subito a guardarsi due volte le spalle. È quello che dovrà cominciare davvero a fare anche il guardasigilli Carlo Nordio, la cui scrivania è sempre più ingombra di pratiche - tra emergenze non gestite e provvedimenti arenati - e una testa in meno a gestire l’ufficio.
di Giovanni Fiandaca*
Il Domani, 26 febbraio 2024
L’impressione è che il retroterra di sfondo della giustizia riparativa come da riforma coincida con una visione irenica e aconflittuale della società, di verosimile matrice religioso-comunitarista o in ogni caso di ispirazione umanista, tale per cui assurge a valore prioritario il recupero del legame personale e sociale che il reato avrebbe spezzato. La giustizia riparativa ha fatto il suo ingresso ufficiale nell’ordinamento italiano grazie alla recente riforma Cartabia, nel cui ambito essa è stata fatta oggetto di una disciplina organica (d.lgs. n. 150/2022).
di Fabio Fiorentin
Il Sole 24 Ore, 26 febbraio 2024
Per la Cassazione le procedure non hanno natura giurisdizionale. Confermato l’orientamento per cui l’avvio è una scelta discrezionale del giudice. Non è impugnabile l’ordinanza che nega l’accesso alla giustizia riparativa, pronunciata dal giudice in base all’articolo 129-bis del Codice di procedura penale. Lo ha affermato la Cassazione con la sentenza 6595 depositata il 14 febbraio scorso. La pronuncia richiama, in primo luogo, il principio di tassatività dei mezzi di impugnazione e l’assenza di una disposizione espressa che preveda l’impugnabilità di tale provvedimento. Né è ipotizzabile - osservano i giudici - il ricorso in base all’articolo 111, comma 7, della Costituzione, in quanto non si verte in materia di libertà personale.
di Fabio Fiorentin
Il Sole 24 Ore, 26 febbraio 2024
Con la decisione della Cassazione, contraria all’impugnabilità dell’ordinanza di diniego di accesso alla giustizia riparativa, si rafforza il filtro all’ammissione ai programmi di riparazione, già fissato dalla giurisprudenza che ha sancito la non obbligatorietà dell’avviso alle parti della facoltà di accedere alla giustizia riparativa. Peraltro, l’inquadramento sistematico operato dalla Cassazione nella sentenza 6595/2024 appare non del tutto persuasivo laddove nega la natura giurisdizionale all’attività del giudice nella verifica dei presupposti per l’accesso ai programmi riparativi.
- Ergastolo ostativo. La legge della relatività
- Verona. “Di carcere si muore, ma nel 2024 non è più accettabile”
- Torino. “Le atrocità contro i detenuti sono tortura di Stato”
- Venezia. Detenuto di 23 anni esce dalla terapia intensiva e denuncia: “Picchiato dagli agenti”
- Lecce. Detenuto da 2 mesi con la scabbia protesta per mancanza di cure










