di Simone Lonati*
viasarfatti25.unibocconi.it, 26 febbraio 2024
Con la modifica dell’articolo 4bis, che non elimina la presunzione in sé, ma il suo carattere assoluto, il legislatore, su input della Corte costituzionale, si è mosso per superare l’ergastolo ostativo, ma sono molte le ombre su cui ancora fare luce. Presunzioni legali di tipo assoluto, in un ordinamento giuridico fondato sul principio della riserva di legge e giurisdizione in materia penale (art. 13 della Costituzione), non dovrebbero trovare diritto di cittadinanza: sono il sintomo di un sistema “malato” che si fida poco dei propri giudici. L’effetto ultimo di ogni presunzione iuris et de iure, e del rigido automatismo normativo che ne consegue, è infatti quello di svilire il significato della riserva di giurisdizione, relegando, di fatto, le prerogative della magistratura a mera attività di certificazione notarile.
di Manuela Trevisani
L’Arena di Verona, 26 febbraio 2024
La sorella Giulia racconta chi era Giovanni Polin, suicida in cella. Il mistero della lettera sparita: “E le videoriprese?”. “Mio fratello è nato dalla pancia dell’aereo”. Così diceva da piccola Giulia, la sorella di Giovanni Polin, 34 anni, uno dei cinque detenuti che si sono tolti la vita all’interno del carcere di Montorio da novembre a oggi. Perché è proprio in aeroporto che lei lo ha visto la prima volta. Giovanni era stato adottato da piccolo da una coppia di Negrar, dopo che i suoi genitori naturali in India lo avevano abbandonato. Giulia torna con il pensiero a quel momento e lo immagina davanti a sé. “Un frugoletto sulla spalla del papà al terminale degli arrivi dell’aeroporto, che al mio gesto di donarti un peluche girava imbronciato il viso dall’altra parte”, racconta, rivolgendosi direttamente a Giovanni. “L’adozione è così. È come piantare un semino venuto da mondi lontani e circondarlo di altri climi, altri terreni, altre atmosfere. Eppure quel semino porta dentro se stesso una radice esotica che si sviluppa autonomamente e si aggrappa con tutte le forze a un nuovo mondo, ma non per questo perde la sua natura ancestrale e misteriosa. Tu eri altro da me, infinitamente diverso da me, eppure eravamo entrambi radicati allo stesso terreno, talvolta impervio e scosceso ma pronto a donarci la vita”.
di Sarah Martinenghi
La Repubblica, 26 febbraio 2024
La procura non si arrende e fa appello contro le assoluzioni del carcere delle Vallette. Il pm spiega come non basti considerare “abuso di potere” i reati contestati. “Condotte crudeli, violente, vessatorie, disumane, degradanti e mortificanti” compiute da chi indossava una divisa ai danni di chi in quel momento era privo della libertà personale. Sono state commesse cioè “proprio da chi aveva il compito istituzionale di tutelare i detenuti”. Nel carcere di Torino “c’è stata la tortura dello Stato nei confronti di chi lo Stato stesso avrebbe dovuto tutelare”. Non si arrende la Procura, convinta che le botte, le “spedizioni punitive” e le umiliazioni avvenute tra il 2017 e il 2019 non siano state un “abuso di potere” ma che ci sia stata quella crudeltà e quella volontà di infliggere sofferenze fisiche e psichiche su persone prive di difesa che la Cassazione riconosce come fondamentali per sostenere il reato di “tortura di Stato”.
di Antonella Gasparini
Corriere del Veneto, 26 febbraio 2024
Il racconto di un giovane trasferito dal carcere lagunare a quello di Verona e poi ricoverato in gravi condizioni. I Garanti dei detenuti: grave. Esposto in procura. Ha rischiato la vita, pieno di botte e lesioni, alla testa, al volto, sul corpo, con la milza spappolata. Un detenuto 23enne del carcere di Santa Maria Maggiore di Venezia è arrivato in queste condizioni alla casa circondariale di Montorio, a Verona. È successo circa una settimana fa ma lui, ricoverato all’ospedale veronese di Borgo Roma, dove si trova ora, ha potuto raccontare cosa gli era accaduto solo di recente, uscito dalla terapia intensiva quando i medici lo hanno dichiarato fuori pericolo.
di Isabella Maselli
Corriere del Mezzogiorno, 26 febbraio 2024
Da più di due mesi e mezzo un giovane detenuto barese è recluso nel carcere di Lecce con la scabbia (infezione che potrebbe aver contratto proprio in cella) e nonostante diverse segnalazioni della famiglia e della difesa, le sue condizioni di salute peggiorerebbero senza che il ragazzo venga sottoposto a cure adeguate. Alle ripetute istanze dell’avvocato trasmesse al Tribunale di Sorveglianza, non sarebbero infatti seguiti provvedimenti da parte del personale sanitario della struttura penitenziaria e così ora i giudici hanno dato una specie di ultimatum: una risposta entro pochi giorni o gli atti saranno trasmessi in Procura “per il reato di omissione di atti d’ufficio”.
ildolomiti.it, 26 febbraio 2024
Al momento le detenute e i detenuti iscritti all’Università di Trento sono cinque ma nel carcere di Spini l’esperienza di studio universitario si allarga anche verso altri atenei. “Ho deciso di iscrivermi per avere cura di me stesso. Lo studio per me è strumento di libertà consapevole, di memoria, significativa e complessa. Il suo ruolo nella mia vita è sempre stato centrale”. Le parole sono quelle che arrivano da un detenuto studente iscritto alla laurea magistrale in Filosofia.
chiesadimilano.it, 26 febbraio 2024
Da un anno S.A. due volte alla settimana “esce” da Bollate per svolgere un’attività di volontariato alla Casa della Carità. La Casa della Carità ha sempre abitato i confini dell’umano e il carcere è sicuramente uno di questi. Per la Fondazione è quindi stato naturale occuparsi di carcere già dai primi mesi della sua attività. Fin dal 2005, infatti, gli operatori della Casa sono entrati nel Carcere di Bollate per incontrare chi aveva dei permessi e chi stava per uscire, ma non aveva nessuno ad aspettarlo. Così la Casa ha accolto molte persone una volta uscite, accompagnandole nella ricerca di casa e lavoro.
di Paolo Brivio
chiesadimilano.it, 26 febbraio 2024
Iniziativa congiunta di Csv, Caritas Ambrosiana e Tutta un’altra giustizia: 4 incontri dal 28 febbraio per formare persone interessate a operare nel sistema delle misure alternative alla detenzione, delle sanzioni sostitutive e della messa alla prova. Il Centro servizi volontariato (Csv) di Milano, insieme a Caritas Ambrosiana e ai partner del progetto Tag - Tutta un’altra giustizia, organizza un corso rivolto a volontari e aspiranti volontari che vogliano prestare la loro opera nell’ambito della Giustizia di comunità. Si tratta di una proposta formativa, e conseguentemente di una proposta di volontariato, dai caratteri fortemente innovativi, e particolarmente significativa in un momento storico, come l’attuale, che vede manifestarsi profondi segnali di sofferenza e di crisi negli ambienti detentivi del nostro paese. La prima edizione del corso inizia martedì 28 febbraio e proseguirà poi, per quattro mercoledì, dalle 17.30 alle 19.30, nella sede di Csv Milano (piazza Castello 3, a Milano).
di Gilberto Scuderi
Gazzetta di Mantova, 26 febbraio 2024
Al Cinema del Carbone, a Mantova in via Oberdan 11, il 26 febbraio alle 21.15 l’appuntamento di Dialoghi di teatro contemporaneo è con Armando Punzo in dialogo con Rossella Menna: “Un’idea più grande di me” è il titolo della sua conversazione-spettacolo. “È anche il titolo del mio libro, scritto con Rossella Menna, uscito nel 2019 da Luca Sossella editore, che racconta la storia i primi trent’anni della Compagnia della Fortezza”, dice il regista, drammaturgo e attore che dal 1988 lavora nel Carcere di Volterra, dove ha fondato la Compagnia, la prima e la più longeva esperienza di lavoro teatrale in un istituto penitenziario. I detenuti attori - In 35 anni di lavoro con la Compagnia della Fortezza, composta oggi da circa 80 detenuti-attori, ha messo in scena oltre 40 spettacoli.
di Monica Coviello
vanityfair.it, 26 febbraio 2024
Il brano è stato composto e cantato durante i laboratori di musica rap. È un pezzo corale in cui i ragazzi hanno raccontato che cosa significhi per loro l’amore. Un rap contro la violenza, per raccontare l’amore. A farcelo ascoltare sono i ragazzi e le ragazze dell’Istituto penitenziario minorile di Acireale che, nei laboratori di musica, hanno composto e cantato “Amore Amaro”. Alle loro voci giovanissime si alternano quelle dei coordinatori dei laboratori di musica rap, che fanno parte del Presidio Culturale Permanente, un progetto nazionale di Cco (Crisi Come Opportunità), che hanno permesso la realizzazione del brano, curandone la musica e il videoclip. Amore Amaro è un pezzo corale carico di significato, cantato da Natalia, Alex, Ami, Serena, Ivan, Iglesias e tanti altri, ma anche da Kento e Lucariello, rapper senior, formatori e soci di Cco.
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