di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 febbraio 2024
Garlatti, al vertice dell’autorità per l’adolescenza e l’infanzia, sul report Antigone: “Mai visti dati così”. Secondo il rapporto dell’associazione Antigone, presentato tre giorni fa, è in aumento il numero dei detenuti nelle carceri minorili, a causa del decreto Caivano, voluto dal Governo di centrodestra. “Non mi pronuncio su chi abbia o meno la responsabilità di quanto sta accadendo - ci dice Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza - Non si può negare che ci sia un aumento oggettivo dei detenuti negli istituti minorili. Si applica maggiormente la misura restrittiva del carcere rispetto a quanto succedeva precedentemente. Abbiamo infatti dei numeri che non si erano mai registrati in maniera così elevata negli ultimi dieci anni”.
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 23 febbraio 2024
La “chiusura delle celle” nelle carceri italiane, avvenuta in obbedienza alle disposizioni del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, “va in direzione contraria a quanto espressamente indicato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”. E riporta la situazione degli istituti di pena del nostro Paese a prima del 2013, quando proprio quella Corte condannò l’Italia per “violazione della Convenzione europea dei diritti umani, ovvero per trattamenti inumani e degradanti nei confronti dei detenuti”: tortura, in una parola. La denuncia non viene da qualche gruppo o movimento estremista ma dai cappellani e dalle religiose delle carceri lombarde, che per esprimerla hanno firmato collettivamente una lettera aperta pubblicata sul sito della Diocesi di Milano.
di Liana Milella
La Repubblica, 23 febbraio 2024
I “marescialli” se ne vanno ufficialmente il 16 aprile. Palazzo dei Marescialli, quel giorno, diventa definitivamente Palazzo Bachelet. Ma forse, se vogliamo immaginarceli come coloro che hanno finora tutelato l’indipendenza della magistratura, hanno cominciato ad andar via da quando s’è aperta l’era Meloni, con Nordio Guardasigilli annesso. E a piazza Indipendenza è arrivato, per conto della maggioranza, il “maresciallo” Pinelli. Fabio, al secolo. L’avvocato leghista. Che ha cominciato pian piano a stringere le maglie dell’indipendenza, fino all’exploit, rientrato grazie al Quirinale, di definire il Consiglio “solo” un organo d’amministrazione, e non una “terza Camera”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 23 febbraio 2024
La variazione è impercettibile e nei due anni successivi all’entrata in vigore della norma i morti sono perfino aumentati. “Non è stato trattato il principio, al quale sarei anche abbastanza contrario, dell’introduzione di un omicidio sul lavoro, perché abbiamo l’esperienza dell’omicidio stradale: è stata aumentata a dismisura la pena gli incidenti stradali, ma non sono affatto diminuiti, anzi sono aumentati”. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha pronunciato queste parole mercoledì, durante il question time alla Camera, rispondendo al M5S sulle azioni da compiere per contrastare il fenomeno delle morti sul lavoro.
lavocedigenova.it, 23 febbraio 2024
La donna è stata tempestivamente soccorsa dal personale sanitario ma ogni tentativo di salvataggio è stato vano. Nel carcere di Genova Pontedecimo si è verificata una tragedia questa mattina con la morte di una detenuta di 61 anni a causa, presumibilmente, di un arresto cardiocircolatorio. La notizia è stata confermata da Fabio Pagani, Segretario Regionale Uil Polizia Penitenziaria. La donna è stata tempestivamente soccorsa dal personale sanitario, allertato dalla Polizia Penitenziaria, ma ogni tentativo di salvataggio è stato vano.
di Alice D’Este
Corriere del Veneto, 23 febbraio 2024
Padova parte con la sperimentazione. “Spazi intimi in prefabbricati”. Il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Giovanni Russo è stato sentito ieri in Commissione giustizia alla Camera: ha dato parere favorevole all’allestimento di stanze riservate per la pratica della sessualità a favore dei detenuti. Padova inizierà subito la sperimentazione.
di Elena Mancini
salto.bz, 23 febbraio 2024
Struttura sovraffollata e sottorganico: 62 agenti su 75 previsti e solo un educatore su 4 necessari. Antigone denuncia: “La vita in questo carcere ancor più difficile”. La struttura detentiva in via Dante ha da anni un problema di sovraffollamento carcerario, secondo i dati aggiornati al 6 giugno dello scorso anno le persone detenute sono 123 su 88 posti regolamentati. Un dato recente getta ancora più ombra sulla struttura detentiva di Bolzano, quello sul personale.
friulisera.it, 23 febbraio 2024
Apprendiamo con sgomento la decisione di chiudere nel pordenonese l’unica casa per detenuti che non hanno alloggio al fine di usufruire dei domiciliari, decisione ancor più grave per il fatto che quel luogo era riconosciuto come scuola di accoglienza. Esprimiamo vicinanza riconoscente agli amici dell’Associazione “Carcere e Comunità” e in particolare al cappellano del carcere, don Piergiorgio Rigolo, sognatore e pragmatico di relazioni nuove, umane e solidali, amato e stimato all’interno del carcere da detenuti e operatori. Consapevoli che qualsiasi ospitalità porti con sé momenti difficili e qualche fallimento, non rinunciamo a pensare che questi luoghi siano un possibile presente e futuro per il reinserimento in una società complessa come la nostra.
di Roberto Gramola
La Voce e il Tempo, 23 febbraio 2024
Il “penitenziario industriale-agricolo detto della Generala” era un istituto correzionale per minori nato in seguito alla riforma carceraria del 1839, voluta da re Carlo Alberto. Il provvedimento prevedeva la detenzione dei minorenni “discoli e pericolanti” (come li chiamava don Bosco che, proprio durante le sue visite ai ragazzi ristretti alla Generala, inventò il suo “sistema preventivo” e gli oratori) in sezioni separate delle carceri o, di preferenza, in appositi istituti, per evitarne il contatto - fortemente diseducativo - con gli adulti.
Il Centro, 23 febbraio 2024
La salute dei detenuti è stata al centro della visita aquilana del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale Felice Maurizio D’Ettore. L’incontro è stato l’occasione per presentare un progetto di digitalizzazione delle cartelle mediche per la raccolta dei dati sanitari relativi a ogni detenuto, con Romano che ha sottolineato l’esigenza di un adeguato piano economico che incentivi i medici a prestare servizio all’interno delle case circondariali, e Di Vincenzo che ha a sua volta illustrato alcune iniziative riguardanti l’assistenza sanitaria ai detenuti, come l’elaborazione di uno specifico protocollo con il coinvolgimento dell’Asl 1 e della casa circondariale dell’Aquila per l’ottimizzazione delle cure mediche rivolte alle persone detenute nelle strutture, tra cui quelle recluse nel carcere Le Costarelle.
- Modena. I detenuti fanno i tortellini, con lo stipendio si pagano il mantenimento in carcere
- Trento. La libertà di studiare
- Migranti. I siluri della magistratura al governo
- Migranti. La Libia non è un porto sicuro. Le sentenze e i fatti contano più delle narrazioni del governo
- Gran Bretagna. Caso Assange, l’avevamo già capito: più di tutto conta l’Alleanza atlantica










