di Gigliola Alfaro
agensir.it, 21 febbraio 2024
Gli ultimi anni sono stati contrassegnati per un elevato numero di suicidi nelle carceri. Già 20 detenuti si sono tolti la vita fino al 16 febbraio. Sovraffollamento, solitudine, mancanza di prospettive dopo la fine della pena: tante le cause che si possono individuare alla base di un disperato gesto estremo. Siamo al primo mese del 2024 e già si contano, al 16 febbraio, 20 suicidi in carcere, un’emergenza che sembra non finire mai. Nel 2022 si è raggiunto addirittura il numero di 84 detenuti che si sono tolti la vita, ma è stato alto anche nel 2023: 69 persone.
di Antonello Piraneo
La Sicilia, 21 febbraio 2024
L’ultimo ad essere stato tenuto così a stretta osservazione è stato Matteo Messina Denaro. Il servizio è mirato ad intercettare i messaggi che i reclusi mandano fuori dal carcere. Dopo l’arresto di un capo mafia cominciano le loro indagini tra le celle del carcere duro. Negli istituti penitenziari si svolge da venticinque anni la raccolta di dettagli impercettibili che servono a decifrare i messaggi in codice dei boss dietro le sbarre: dalla movenza delle mani agli sguardi, fino al modo di indossare una maglietta. E il Gruppo operativo mobile, reparto specializzato della polizia penitenziaria destinato alla custodia e allo spostamento dei detenuti sottoposti al regime speciale del 41 bis, in questo momento è alle prese con 724 detenuti eccellenti. Da Michele Zagaria a Totò Riina, ne hanno sorvegliati giorno e notte finora 2.135 in tutto: uno degli ultimi è stato Matteo Messina Denaro, per il quale gli agenti del Gom - grazie alle loro osservazioni - hanno fornito in pochi mesi diversi elementi alla magistratura.
di Errico Novi
Il Dubbio, 21 febbraio 2024
Dietro la proposta di Colosimo, presidente meloniana della commissione Antimafia, di considerare “impresentabile” chi ha un lontano cugino condannato per 416 bis, ci sono le revisioni garantiste che a breve la stessa Bicamerale dovrà introdurre nei criteri per la formulazione di queste black list: Meloni e i suoi vogliono “espiare” così la colpa di tutte le riforme liberali. Un dato c’è: la commissione Antimafia, di “black list”, ne ha già indicata una. Riguarda, com’è noto, le elezioni in Sardegna di domenica prossima. Meno noto è che, tra i 7 candidati “segnalati” dalla Bicamerale, solo uno ha già subito almeno una condanna in primo grado.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 21 febbraio 2024
Parla il vicepresidente della Camera: l’azzurro è contrario alla “blacklist antimafia” proposta da Colosimo. “Basterebbe sfogliare non gli archivi della Cassazione ma affidarsi alla collezione del Dubbio per avere chiaro come il sequestro preventivo dei beni abbia assunto nel tempo proporzioni che l’hanno trasformato in un mostro giuridico”. Non usa mezzi termini il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, commentando le frasi della presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo. E sulla “black list” degli impresentabili spiega: “Non vorrei che un approccio sicuramente encomiabile da parte della presidente Colosimo venga travisato e finisca per diventare una formidabile arma nelle mani dei giustizialisti un tanto al chilo che pretendono di giudicare le persone sulla base di un cognome o di una parentela”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 21 febbraio 2024
Al Senato si attende la calendarizzazione della prescrizione. Ma il Governo non sarebbe intenzionato ad accontentare le toghe. Il governo prende ancora tempo sulla riforma del Csm, rinviando a data da destinarsi i pareri tanto attesi. Pareri non vincolanti, che sarebbero dovuti arrivare nelle Commissioni Giustizia di Camera e Senato entro il 28 gennaio, ma dei quali ancora non vi è traccia. Un sintomo, ormai evidente, delle profonde spaccature interne alla maggioranza, divisa tra chi vorrebbe evitare ulteriori strappi con la magistratura - già su tutte le furie per l’approvazione del ddl Nordio e sulle norme che riguardano il sequestro degli smartphone - e chi, invece, vorrebbe tirare dritto per arginare la presenza delle toghe negli uffici legislativi dei ministeri.
La Repubblica, 21 febbraio 2024
Protesta in carcere, inchiesta su assistenza medica e soccorsi. L’uomo, 67 anni, era cardiopatico e diabetico. Alla sua scomparsa è seguita una contestazione da parte degli altri reclusi. Un detenuto di 67 anni, cardiopatico e diabetico, è morto nell’istituto penitenziario di Rebibbia a Roma “dopo una notte di sofferenze odontoiatriche. L’inchiesta della procura dirà della tempestività dei soccorsi e dell’assistenza prestata”. Lo dichiara il Garante delle persone private della libertà del Lazio, Stefano Anastasia che riferisce anche come alla morte del detenuto sia seguita “una civile protesta dei detenuti della casa di reclusione, di quelle che qualcuno vorrebbe rendere punibili con altri anni di carcere”.
L’Unione Sarda, 21 febbraio 2024
Incarico a un collegio di 5 super esperti. Emergono anche le carenze dell’istituto oristanese: quasi tutte le telecamere non funzionano, anche quella da cui si intravede la cella in cui è morto il 42enne. E dal 2017 non si fanno manutenzioni. Sarà eseguita una nuova perizia medico legale sulla salma di Stefano Dal Corso, il romano di 42 anni morto nella sua cella del carcere di Massama a Oristano il 12 ottobre 2022. Lo rendono noto i deputati Pd Debora Serracchiani e Silvio Lai, riferendo la risposta del ministro della Giustizia Carlo Nordio all’interrogazione presentata in merito dal gruppo dem, prima firmataria proprio la Serracchiani.
di Massimo Massenzio
Corriere di Torino, 21 febbraio 2024
La garante Monica Gallo: “Istituti minorili a numero chiuso”. Nonostante il decreto Caivano - o forse proprio per l’inasprimento delle pene - il carcere minorile di Torino è sempre più affollato. Secondo l’analisi dei dati contenuta nel rapporto diffuso da Antigone, l’associazione “per i diritti e le garanzie nel sistema penale”, il provvedimento ha avuto “effetti distruttivi sui percorsi di recupero”. E così, per la prima volta dopo molto tempo si sono registrate situazioni di sovraffollamento. Nel 2023, infatti, per 5 mesi la presenza media dei giovani detenuti ha superato la capienza massima di 46 posti e “la direzione è stata costretta per qualche giorno a predisporre dei materassi a terra”. Il record si è registrato a novembre, con una presenza media di 48 persone a fronte delle 36 registrate a gennaio, febbraio e marzo.
di Caterina Stamin
La Stampa, 21 febbraio 2024
Inaugurato l’anno accademico del Polo per studenti detenuti di Torino. “Avrei due richieste da fare all’Università per il futuro”. Manlio nasconde la timidezza dietro un sorriso mentre tiene stretto il microfono ed esprime i desideri suoi e dei colleghi: “Vorremmo degli Open day e più momenti di scambio culturale”. Indossa la maglietta bianca con lo stemma rosso di UniTo, una t-shirt che per lui ha un significato ben preciso. “Ho chiesto il trasferimento dalla Sicilia a Torino due mesi fa perché lì non potevo studiare - racconta il 27enne -. Essere qui per me significa avere l’opportunità di completarmi come persona”. Manlio è uno degli studenti della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” per cui cultura significa riscatto. Il più giovane, Amza, ha 25 anni, il più anziano, Riccardo, ne ha più di 60. Alcuni di loro hanno già una laurea in tasca, chi in Architettura e chi in Filosofia, per altri partecipare a lezioni e seminari è un’opportunità che non avevano mai avuto prima. Ora ce l’hanno.
di Mimmo Cicolella
L’Edicola del Sud, 21 febbraio 2024
Fatti e studi dicono che attualmente le condizioni delle carceri italiane sono a dir poco difficili. Sovrappopolamento, strutture spesso fatiscenti o inadeguate, poco personale e rischio sicurezza. In questo momento critico, che si trascina da tempo, fortunatamente esistono associazioni strutturate, che da sempre si occupano dei minori, “costretti” all’attesa che prelude l’incontro coi genitori detenuti. Oggi, infatti, alla Casa Circondariale di Foggia, s’inaugura la nuova struttura adibita a Spazio Giallo, nuovo modulo che permetterà di accogliere, in un ambiente più ampio e adeguato, i bambini che entrano in Istituto.
- Lecco. Diritti e sfide nel carcere: il resoconto del Garante dei diritti delle persone detenute
- Rimini. “Donne e carcere”, incontro sul lavoro come forma di riscatto in ambito penitenziario
- Verona. Tra trap e sbarre: il progetto del collettivo plurale dedicato alla cultura giovanile
- Guardie e ladri
- Quant’è difficile fare il pubblico ministero in un Paese che non cerca più la verità










