di Silvio Masin*
Corriere della Sera, 20 febbraio 2024
Giustizia riparativa: un termine sconosciuto a molte persone, un tema fuori da qualsivoglia dibattito politico-sociale. Eppure, all’interno della riforma penale - la cosiddetta Riforma Cartabia - sono presenti ben 25 articoli che disciplinano organicamente la Giustizia riparativa in Italia. L’applicazione della Giustizia riparativa nei diversi sistemi di giustizia è presente in tutti i Paesi occidentali da molti anni. L’Unione Europea ne indica la strada e i contenuti dal 1998.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 febbraio 2024
“A nome di Forza Italia ho chiesto che in commissione Giustizia venga calendarizzato con urgenza il ddl di riforma della prescrizione già licenziato dalla Camera. Si tratta di un intervento che riteniamo di fondamentale importanza e che sarà sicuramente esaminato già dalla prossima settimana”. Lo ha dichiarato il senatore e capogruppo Giustizia azzurro a Palazzo Madama, Pierantonio Zanettin, venerdì scorso. Il provvedimento era stato approvato a Montecitorio il16 gennaio: cancella di fatto l’improcedibilità voluta come compromesso dall’ex ministra Marta Cartabia. Il testo introduce un meccanismo affine a quello della legge Orlando, con una sospensione della prescrizione di 24 mesi dopo la sentenza di condanna di primo grado e di 12 mesi dopo la conferma della condanna in appello.
di Errico Novi
Il Dubbio, 20 febbraio 2024
La confusione sugli obblighi dei dirigenti è tra i fattori che hanno accresciuto il potere dei giudici: un’altra riforma nella scia dello stop ad abuso d’ufficio e abusi dei pm. È un’iniziativa settoriale. Molto tecnica. E in apparenza sganciata dal cuore del dibattito sulla politica giudiziaria. Eppure il progetto di revisione del decreto legislativo 231 sulla responsabilità amministrativa di enti e imprese nasconde risvolti dal significato più generale, che forse solo gli addetti ai lavori possono comprendere. Questioni che non riguardano solo ambiti delicatissimi come le morti nei cantieri, o in generale la tutela a cui chiunque ha diritto in qualsiasi contesto produttivo.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 20 febbraio 2024
Il pm antimafia in servizio a Napoli si dice d’accordo con la proposta del ministro Nordio: “Nel cellulare oggi conserviamo tutto ciò che riguarda la nostra vita, non si può pensare che il magistrato vada a sequestrare l’intero contenuto indiscriminatamente”. “Ritengo assolutamente necessario un intervento legislativo che vada a regolamentare il sequestro degli smartphone, introducendo forme di controllo e guarentigie più ampie per i soggetti coinvolti”.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 20 febbraio 2024
Non può essere richiesto loro un “maggior livello di sobrietà nel manifestare il proprio pensiero”. Nel rapporto fra responsabilità disciplinare e libertà di manifestazione del pensiero, i magistrati “non possono avere nessuna limitazione ulteriore rispetto a quelle valide per tutti gli altri consociati”: e nemmeno può essere loro “richiesto un maggior livello di sobrietà nella manifestazione del pensiero” che li ponga “in una posizione deteriore rispetto agli altri cittadini”, anche “per evitare che si possa passare da un controllo del comportamento del magistrato a un controllo del provvedimento giurisdizionale”. Perciò per il Csm, chiamato a giudicare disciplinarmente un giudice ligure, è “in astratto ascrivibile a un legittimo, seppur aspro, diritto di critica” anche dare su Facebook della “guerrafondaia” all’ex ministra pd della Difesa Roberta Pinotti, accostarla in foto a Vanna Marchi l’8 marzo, e scrivere che della senatrice pd “si ricordano solo all’inferno, mentre il Che (Guevara, ndr) sarà un esempio e una guida anche fra 1.000 anni!”.
“Tutti i parenti dei mafiosi via dalle liste elettorali”: i dubbi di Forza Italia sul piano Colosimo
di Francesco Grignetti e Francesco Olivo
La Stampa, 20 febbraio 2024
La presidente della Commissione: “Impresentabili i familiari fino al quarto grado”. Una battaglia di principio che diventa politica. La proposta di includere tra gli “impresentabili” anche i parenti dei mafiosi divide la maggioranza. La presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo non intende tornare indietro sulla sua idea, nonostante le tante perplessità suscitate tra gli alleati. Forza Italia non nasconde i tanti dubbi, anche se in maggioranza si sta lavorando per evitare spaccature pubbliche. Il dato di partenza di Colosimo è questo: “Il vincolo familistico è centrale nella lotta alla criminalità organizzata quindi per me deve valere anche per i candidati”. Il punto, però, è che la misura potrebbe coinvolgere i parenti fino al quarto grado, troppo secondo i berlusconiani.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 febbraio 2024
Dai file desecretati dalla Commissione Antimafia emerge il forte interesse del giudice sulla gestione mafiosa degli appalti. L’ultimo suo atto, il giorno prima della strage, riguarda l’imprenditore citato dal dossier dei Ros e dal pentito Messina. Dopo 32 anni, grazie al lavoro appena iniziato della presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo, finalmente possiamo partire dai documenti tenuti nei cassetti e mai riversati nei processi, quindi sconosciuti a tutti, anche ai familiari di Paolo Borsellino. Ora sappiamo con certezza che in quei 57 giorni, tra la strage di Capaci e quella di Via D’Amelio, il giudice stava lavorando a 360 gradi sulla questione relativa alla gestione mafiosa degli appalti. Ma lo faceva soprattutto nell’ottica di poter proseguire il lavoro del suo collega e amico fraterno Giovanni Falcone, e di conseguenza riuscire a individuare la causa della strage.
Pregiudicati nel Consiglio direttivo dell’Odv che accoglie detenuti: respinto l’affidamento in prova
di Umberto Maiorca
perugiatoday.it, 20 febbraio 2024
Tribunale di Sorveglianza e Cassazione concordi nel rigettare la richiesta di misura alternative di un detenuto. La detenzione domiciliare no, meglio l’affidamento in prova. È quanto ha richiesto un 34enne straniero arrestato per droga e violazione delle norme sull’immigrazione, ma sia il Tribunale di Sorveglianza di Perugia sia la Corte di Cassazione hanno detto di no, viste le condizioni dell’associazione in cui avrebbe dovuto svolgere l’affidamento e per le condotte criminali dell’uomo.
di Marco Birolini
Avvenire, 20 febbraio 2024
Gli avvocati veronesi hanno proclamato uno sciopero della fame per protestare contro la sequela di suicidi nel carcere Montorio e, in generale, per le pessime condizioni degli istituti di pena italiani. “Questa drastica iniziativa si pone da un lato come grido di denuncia rispetto al dramma che sta investendo Montorio - spiegano i penalisti. Una Casa circondariale sovraffollata e carente di personale specializzato a fronte del crescente numero di detenuti con problemi di dipendenza o psichiatrici, all’interno della quale il numero dei sucidi è in rapido aumento e ogni giorno si susseguono in silenzio decine e decine di eventi critici di auto o etero lesionismo. Queste vite spezzate non hanno avuto alcun senso”.
La Nazione, 20 febbraio 2024
La nomina del sindaco, dopo la selezione pubblica e l’ok dai gruppi consiliari. È l’avvocato Valentina Abu Awwad la nuova Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Pisa, dopo la selezione per bando pubblico e la consultazione in sede di Conferenza dei Capigruppo consiliari, rimarrà in carica fino a fine mandato del sindaco. Nata a Pisa, è iscritta all’albo degli avvocati di Pisa ed è avvocato patrocinante in Cassazione, eletta nel 2023 come segretario del Consiglio dell’ordine, dov’è referente per la Commissione “Osservatorio Penale”. Svolge la propria attività professionale prevalentemente nel campo del diritto penale e del diritto dell’immigrazione.
- Benevento. Detenuto morto, assolti due medici in servizio al carcere: il fatto non sussiste
- Venezia. Detenute stiliste per gli abiti di Marco Polo con le scuole
- Roma. Il Capo del Dap riceve il Coordinamento nazionale della Conferenza dei Garanti territoriali
- Livorno. Educazione Assistita con gli Animali, un incontro per presentare i risultati
- Suor Emma Zordan: l’indifferenza verso i detenuti è un male curabile










