di Maria Sorbi
Il Giornale, 16 febbraio 2024
Ad eccezione dei marocchini, i detenuti rumeni e albanesi sono gli stranieri più numerosi nelle carceri italiane. Non come una decina di anni fa, ma con cifre di rilievo. Su una popolazione carceraria straniera di 17.700 persone, le persone provenienti dalla Romania sono 2.083 (l’11,6%) e quelle provenienti dall’Albania sono 1.876 (pari al 10,4%). Se in occasione del censimento del 2001 i rumeni in Italia erano (ufficialmente) meno di 100mila, dieci anni dopo sfioravano il milione di presenze. Alla fine del 2002, anno della liberalizzazione dei visti turistici in Romania, il tasso di detenzione dei rumeni in Italia era dell’1%, oggi è sceso allo 0,2%.
di Mauro Bezzecchi
Il Dubbio, 16 febbraio 2024
Persino Nordio ha fatto capirete il divorzio tra giudici e pm è un intralcio al premierato, unico vero obiettivo di Meloni: ma pur di ottenere il terzo mandato per i governatori (e tenere così Zaia lontano da Roma) Salvini è pronto a usare la riforma delle toghe come arma di pressione. Alla buvette di Palazzo Madama, il presidente della commissione Affari Costituzionali Alberto Balboni, dopo la faticosa mediazione condotta la settimana scorsa sul testo del premierato, ora è alle prese con le sedute-fiume sugli emendamenti, a causa del feroce ostruzionismo delle opposizioni, e quando sente parlare di terzo mandato alza le mani (per usare una formula meno rude di quella passata alla storia). Si limita ad aggiungere che, mentre per il ddl Casellati sull’elezione diretta del premier, i tecnici e gli “sherpa” della maggioranza (lui compreso) avevano un peso nella definizione della trattativa, in questo caso la questione è tecnicamente banale, e quindi squisitamente politica.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 16 febbraio 2024
Stretta al prelievo dei dati nell’emendamento concordato con il governo. Cosa prevede la legge Zanettin. Finalmente oggi in Commissione giustizia di Palazzo Madama, il senatore di Fratelli d’Italia Rastrelli ha presentato in qualità di relatore il suo emendamento, concordato con il Governo, al ddl “Modifiche al codice di procedura penale in materia di sequestro di dispositivi e sistemi informatici, smartphone e memorie digitali”, primo firmatario il capogruppo di Forza Italia in 2a Pierantonio Zanettin.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 16 febbraio 2024
Se il giudice non emetterà l’ordinanza di convalida entro dieci giorni dalla ricezione della richiesta il sequestro perderà di efficacia. Prima di sequestrare cellulare, dispositivi e sistemi informatici e memorie digitali, il pubblico ministero dovrà chiedere, con decreto motivato, il via libera al giudice delle indagini preliminari. Così pure prima di accedere fisicamente ai dati in essi contenuti. Se il giudice non emetterà l’ordinanza di convalida entro dieci giorni dalla ricezione della richiesta il sequestro perderà di efficacia.
di Cristiano Cupelli
Il Foglio, 16 febbraio 2024
Un reato che presenta una indiscutibile problematicità. Ma la soluzione più semplice a problemi complessi è spesso dietro l’angolo: tornare ai principi costituzionali che governano l’applicazione tassativa della norma penale, prendendoli sul serio. Senza sorprese e senza grossi scossoni è stato approvato dall’Aula del Senato il disegno di legge Nordio, che tra le altre cose, come è ben noto, abolisce il delitto di abuso d’ufficio. Si attende ora il passaggio alla Camera, ma l’esito appare scontato. Da più parti si sono sollevate voci critiche sulla scelta, al cospetto della indiscutibile problematicità della fattispecie, di abrogare, anziché riformulare nuovamente, l’art. 323 c.p. Senza entrare nel merito (o demerito) della riforma, la vicenda è indicativa di una preoccupante disfunzione di sistema. Al cospetto dei possibili vuoti di tutela che la soluzione dell’abolizione fa emergere, segnalati anche ieri dal Procuratore della Repubblica di Perugia Raffaele Cantone sulle pagine di Repubblica, non può non ricordarsi il cortocircuito ingeneratosi negli anni tra potere legislativo e giudiziario: una rincorsa del primo a immaginare formulazioni sempre più stringenti e una controreazione del secondo puntualmente diretta a riallargare le maglie interpretative di alcuni requisiti tipizzanti (dalla nozione di norme di legge o di regolamento violati ai residui margini di discrezionalità); un cortocircuito che ha sostanzialmente vanificato gli sforzi del legislatore e offerto oggi legittimazione e argomenti a supporto della tesi dell’abolitio criminis quale unica via praticabile per tranquillizzare gli amministratori pubblici.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 16 febbraio 2024
Giorgio Spangher, professore emerito di procedura penale, esprime il suo giudizio sull’ennesima riforma del processo penale a cui sta lavorando l’attuale ministro della Giustizia. Ddl Nordio: oggi ne parliamo con il professore emerito di procedura penale, Giorgio Spangher.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 16 febbraio 2024
Per la presidente della commissione antimafia “se tuo fratello o chi per lui è un esponente della criminalità organizzata tu devi provare che non ‘lavori’ per lui”. Un’affermazione da brividi, che conferma la distanza di FdI dal garantismo. “Le responsabilità sono e restano personali. Ma se tuo fratello o chi per lui è un esponente della criminalità organizzata tu devi provare che non ‘lavori’ per lui”. Quando all’affermazione di un principio segue un “ma” c’è sempre da tremare, e lo confermano tristemente le dichiarazioni rilasciate al “Fatto” dalla presidente della commissione antimafia Chiara Colosimo (Fratelli d’Italia).
novaradio.info, 16 febbraio 2024
Celle strapiene, condizioni di invivibilità, carenza di personale, scarso ricorso a pene alternative, mancanza di progetti intra ed extra carcerarie. È un campionario drammatico quello che contiene l’ultimi rapporto di Antigone sui penitenziari toscani: la situazione peggiore è a Sollicciano, ma condizioni gravi si registrano anche a Pisa, Livorno e San Gimignano. “Le istituzioni sono assenti” tuona il Garante regionale Giuseppe Fanfani.
agricolae.eu, 16 febbraio 2024
Espressione delle comunità locali nel segno della sussidiarietà, i Consorzi di bonifica ed irrigazione sono da sempre attenti anche alle esigenze sociali. “È un impegno che, secondo diverse modalità ed obbiettivi, negli enti consortili coinvolge molte risorse, ma della cui importanza siamo tutti consapevoli” afferma Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi). Il più recente esempio è il rinnovo, per un ulteriore triennio, del progetto “Stiamo lavorando per voi - 2”, dove il Consorzio di bonifica delle Marche è impegnato (in accordo con Regione, P.R.A.P. -Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria ed UEPE - Ufficio Esecuzione Penale Esterna) nella formazione lavorativa di persone sottoposte a misure detentive.
di Gianluca Greco
brindisireport.it, 16 febbraio 2024
Un 49enne di Ostuni trovato impiccato nella sua cella. Aperto fascicolo a carico di ignoti, oggi l’autopsia. Al vaglio della magistratura dei fatti avvenuti un paio di giorni prima del decesso. L’ipotesi di reato per cui si procede è quella di omicidio colposo. Non si vuole lasciare nulla di intentato nelle indagini sul decesso di un detenuto avvenuto mercoledì scorso (14 febbraio) nel carcere di Lecce. Si tratta del 49enne Matteo Lacorte, di Ostuni. Stando a una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo si è tolto la vita all’interno della propria cella, dove è stato trovato impiccato. Ma i familiari, assistiti dagli avvocati Angelo Brescia e Mariangela Calò, e gli inquirenti intendono fare piena chiarezza sulla vicenda. Per questo nella giornata di oggi il pm del tribunale di Lecce, Erika Masetti, conferirà l’incarico per l’esame autoptico al medico legale Roberto Vaglio. L’autopsia potrebbe svolgersi già in giornata. I legali delle persone offese (i congiunti di Lacorte appunto) si riservano di nominare un perito di parte.
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