di Rosaria Amato
La Repubblica, 17 dicembre 2023
Da Nord a Sud, da Milano a Palermo, chi ha perso o sa che perderà il reddito di cittadinanza chiede una cosa sola: poter lavorare. Un lavoro vero, pagato decentemente, in regola, perché molti degli ex percettori, soprattutto nel Mezzogiorno, si sono dovuti adattare anche al nero, e non avranno la pensione. Sui corsi di riqualificazione c’è molto scetticismo: “Fateli dentro le aziende che hanno bisogno di lavoratori”.
di Ferruccio De Bortoli
Corriere della Sera, 17 dicembre 2023
Mentre il legislatore non decide, e sono ormai passati quattro anni dalla pronuncia della Consulta sul caso Cappato, le Regioni sembrano muoversi in ordine sparso. Non è un argomento natalizio, ma se ci pensiamo bene può anche esserlo. Perché se il Natale è vita, proprio della vita, in tutti i suoi aspetti, dovremmo avere il coraggio di parlare. Anche di quella che si esaurisce nel dolore più atroce, insopportabile, inaccettabile. Nei giorni scorsi vi è stato, a Trieste, il suicidio assistito di Anna (nome di fantasia) autorizzato dalla Azienda sanitaria locale in seguito a una sentenza del Tribunale. La Corte Costituzionale ha depenalizzato il suicidio assistito solo in alcune precise circostanze. Ovvero nel caso di patologie irreversibili fonte di sofferenze fisiche e psicologiche ritenute intollerabili, con un paziente in grado di esprimere con coscienza la propria volontà e dipendente da un sostegno vitale. Mentre il legislatore non decide (e sono ormai passati quattro anni dalla pronuncia della Consulta sul caso Cappato), le Regioni sembrano muoversi in ordine sparso.
di Guido Rampoldi
Il Domani, 17 dicembre 2023
Bambini israeliani rapiti durante un pogrom, poi imprigionati sottoterra e sottoterra morti. Bambini palestinesi sporchi di polvere e di sangue, disperati. Vittime di una guerra che ormai né Hamas né Netanyahu possono o vogliono davvero fermare. Mettete nel presepe un guerriero con la bandana verde e un tank con la stella di Davide: questo è il Natale della guerra ai bambini.
di Nello Scavo
Avvenire, 17 dicembre 2023
La politica aggressiva degli insediamenti dei coloni e ora lo stato di conflitto permanente rende sempre più difficile la vita ai palestinesi. Sulla strada per Nablus, dopo una breve sosta per curiosare intorno a una colonia israeliana in territorio palestinese, appena dopo uno stretto tornante, un blindato dell’esercito ci sbarra la strada, mentre un colono armato piomba dalla collina polverosa con il suo fuoristrada. È il colono, un civile armato, a dare gli ordini. “Se ti rivedo ti spezzo le gambe”, grugnisce contro la nostra guida, un arabo israeliano. “Due popoli e due Stati”, sembrava una promessa buona quando la Cisgiordania era solo Palestina e Israele era solo Israele.
La Repubblica, 17 dicembre 2023
Nazioni Unite: lo scoppio del conflitto a Khartoum ad aprile 2023 ha esasperato una crisi che in Darfur non è mai stata del tutto risolta. Nove milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria per sopravvivere e circa quattromila sono state prese di mira o uccise a causa della loro etnia. Il Darfur sta tornando agli anni bui, quelli dei combattimenti brutali e delle atrocità che provocarono, venti anni fa, la morte di trecentomila persone e lo sfollamento di milioni di altre.
di Fabio Tonacci
La Repubblica, 17 dicembre 2023
La donna rischia 16 anni di carcere ed è detenuta in condizioni disumane. Roberto Salis ha scritto alla premier Meloni (due volte), al Guardasigilli, al ministro degli Esteri, ai presidenti di Senato e Camera, per un intervento diplomatico a tutela dei diritti di sua figlia: nessuno ha risposto. “Non mi ha risposto nessuno, finora…”. Roberto Salis è un padre che sta perdendo fiducia nella politica e nelle istituzioni italiane.
di Raffaele D.*
L’Unità, 16 dicembre 2023
Antonio era un ragazzo di 35 anni, arrivato da poco in sezione. La prima volta che l’ho visto mi ha colpito la sua corporatura, e ho notato subito diversi tagli, uno dei quali molto grosso nella parte interna del gomito. Gli era stata assegnata una cella poco distante dalla mia, lui socializzava con tutti, ma allo stesso tempo viveva un po’ nel suo “mondo”, forse anche per il fatto che prendeva tanti medicinali. Quel 30 agosto erano passate da poco le 20 quando, con tutta la sezione chiusa e liberi solo un paio di lavoranti, ho visto l’addetto alle pulizie che correva dicendo che un ragazzo si era “appeso”.
di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 16 dicembre 2023
Ogni cinque giorni si ammazza un detenuto nelle carceri d’Italia. Un elenco tragico che ho deciso di riportare qua di seguito, per restituire loro memoria e in alcuni casi anche giustizia (molte di queste storie le conosciamo grazie alla tenacia informativa di Ristretti Orizzonti). Indira Rustich, 37 anni, si è suicidata a Trento il 10 dicembre. Il 10 dicembre è il giorno in cui vengono celebrati i diritti umani. Si sarebbe impiccata sotto la doccia. Pare avesse da scontare poche settimane ancora di carcere.
di Antonio Nastasio*
bergamonews.it, 16 dicembre 2023
Nel cuore pulsante milanese, esiste il mondo poco noto della Casa Circondariale di San Vittore, che con il suo design panottico, si rivela non solo luogo di detenzione, ma anche il palcoscenico per uno dei momenti più ambiti, la Prima alla Scala, quest’anno annerito da una tragedia umana. È successo a Milano nel carcere di San Vittore, mentre invitati esterni, tra cui io, e detenuti, partecipavano mediante megaschermo, alla Prima del Don Carlos alla Scala. Un detenuto egiziano di 46 anni, tenta il suicidio per poi morire poco dopo in ospedale, evento che colpisce sempre più i nuovi giunti, in particolare giovani.
di Valter Vecellio
Il Dubbio, 16 dicembre 2023
Il sogno. Per Sigmund Freud (ovviamente si procede a colpi d’accetta), il modo in cui il nostro inconscio comunica con noi, mostra il nostro desiderio o cose che proviamo, ma non si riesce ad accettare; cosicché la mente ci “inganna”, le camuffa, rendendole storie e/ o immagini senza senso apparente. Altra la teoria di Carl G. Jung: “il materiale onirico non consiste solo di ricordi, ma racchiude nuovi pensieri che non sono ancora coscienti”. Infine, Jacques Lacan: il sogno non si limita a trasporre semplicemente “materiali” già dati; disegna un circuito grazie al quale “sorge qualcosa di nuovo”.
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