di Elisa Messina
Corriere della Sera, 6 dicembre 2023
Sono 110? Oppure 88? O addirittura 40? Quanti sono stati davvero i femminicidi in Italia dall’inizio del 2023 fino al momento in cui scriviamo? Giunti quasi alla fine di un anno in cui, forse più di ogni altro anno, siamo stati portati a riflettere sulla violenza maschile sulle donne, questa domanda non ha una risposta unica. Nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, a Milano sono stati letti i nomi di 107 donne uccise. Davanti al ministro dell’Interno Piantedosi, Nunzia de Girolamo, il 25 novembre ha parlato di “109 femminicidi” e il ministro non ha eccepito. Ci sono poi letture sorprendentemente diverse, come quella fatta dal prefetto di Padova Francesco Messina (l’ex capo dell’Anticrimine), secondo il quale (dichiarazione del 25 novembre), non sarebbero più di 40. Nel sito del Ministero dell’Interno, il report sugli omicidi volontari (aggiornato ogni settimana e l’ultima versione è del 4 dicembre) conta 109 donne uccise di cui 90 ammazzate in ambito familiare/affettivo.
di Andrea Aversa
L’Unità, 6 dicembre 2023
Zuncheddu è libero dopo essere stato ingiustamente detenuto per 32 anni. Si dovrà rifare il processo. Cosa fareste se sapreste che la vostra libertà, la vostra vita, potrebbe essere affidata a persone incompetenti e pagate una miseria? Avreste ancora fiducia nella giustizia, nella politica e nelle istituzioni? Probabilmente no. Soprattutto quando in Italia ci sono storie come quella di Beniamino Zuncheddu, scarcerato dopo essere stato detenuto ingiustamente per 32 anni. Prigioniero di una falsa accusa di omicidio. In pratica e in attesa della revisione del processo, quest’uomo - ritenuto per sbaglio un assassino - ha perso gran parte della sua esistenza a causa di svariati errori giudiziari. Passi falsi commessi durante le indagini, commessi nella gestione delle testimonianze (proprio il ‘super testimone’ al centro dell’inchiesta ha ritrattato le sue dichiarazioni affermando di aver subito pressioni dalle forze dell’ordine, desiderose di trovare al più presto un colpevole) e commessi nella trascrizione delle intercettazioni.
di Iuri Maria Prado
linkiesta.it, 6 dicembre 2023
Esprimere il desiderio di sovvertire lo Stato, pur essendo un concetto riprovevole, non è illegale e non dovrebbe giustificare un regime carcerario come il 41bis. Così come esprimere sentimenti per un criminale potrebbe essere discutibile, ma non dovrebbe essere un motivo per comminare misure restrittive. L’altro giorno, durante una trasmissione televisiva, mi è capitato di ricordare quel che scrisse Alfredo Cospito a proposito del 41bis: il sistema di tortura legalizzata che, per impedire a mafiosi e terroristi (a volte in custodia cautelare, e perciò tecnicamente innocenti) di comunicare con l’esterno, finisce per disporre divieti che sarebbero buffi se non fossero tragicamente effettivi: dai minuti d’aria per non concedere troppa letizia al detenuto fino all’inibitoria della musica neomelodica, perché il boss potrebbe ritrarne motivi di rinvigorito orgoglio.
ansa.it, 6 dicembre 2023
Riaprì l’Asinara per capimafia e gestì passaggio Buoncammino-Uta. È morto al Policlinico di Monserrato Gianfranco Pala, 64 anni, originario di Decimomannu, dopo una vita professionale dedicata all’amministrazione penitenziaria. Nel 1989 fu direttore di Badu e Carros, a Nuoro. Dal 1991 ebbe l’incarico di riaprire l’Asinara attrezzando il 41 bis a Fornelli che dal 1992 in poi ospitò circa 250 capimafia, tra i quali Totò Riina, Leoluca Bagarella, Francesco Schiavone.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 6 dicembre 2023
Può un uomo, sotto la custodia dello Stato, rimanere ostaggio di altri detenuti per ore? E può subire violenza non una volta, ma due volte, in due istituti penitenziari diversi? Pochi giorni fa una donna è stata accompagnata nella cella dove suo figlio è stato violentemente picchiato per ore dai suoi compagni. Nello spazio angusto dove era recluso il figlio rimangono ancora le tracce del pestaggio: una scarpa, del sangue, il tavolo e i letti rivoltati. La donna è Alessandra Zarri, madre di Alberto Scagni, detenuto nel carcere di Sanremo, e di Alice Scagni, morta per mano del fratello nel maggio del 2022.
di Massimiliano Melley
milanotoday.it, 6 dicembre 2023
Approvato l’ordine del giorno di Giungi (Pd): “Condizioni interne vergognose”. Per Nahum (Pd) “è un posto paragonabile a un lager”. L’indagine della magistratura. Chiudere subito il Centro di permanenza e rimpatrio (Cpr) per migranti in via Corelli: il consiglio comunale di Milano ha approvato, lunedì sera, l’ordine del giorno presentato da Alessandro Giungi del Partito democratico con cui si chiede al ministro degli Interni e alle altre istituzioni competenti la chiusura immediata della struttura, su cui è caduta la tegola di un’indagine della magistratura che ha scoperchiato condizioni di vita inaccettabili, dal cibo avariato alla mancanza di un vero presidio medico.
L’Unione Sarda, 6 dicembre 2023
Un atto che arriva dopo le discussioni nelle competenti commissioni consiliari. Dopo aver approvato il regolamento, il Consiglio comunale di Alghero il prossimo 13 dicembre procederà con la nomina del Garante dei detenuti. Un atto che arriva dopo le discussioni nelle competenti commissioni consiliari che si erano svolte alla presenza dei vertici della casa di reclusione “Giuseppe Tomasiello” di Alghero, con la direttrice Elisa Milanesi, e il professor Emanuele Farris del Polo Universitario Penitenziario di Sassari.
di Gian Franco Coppola
agi.it, 6 dicembre 2023
Un 36enne romano, che ha il fine pena all’inizio del 2025, ha trovato un impiego in Vaticano come elettricista specializzato per le ordinarie attività di manutenzione della Basilica: “Mi sembra di vivere un sogno”. “Mi sembra di vivere un sogno. Ancora non ci credo. Lavorare in Vaticano, nella Basilica di San Pietro, nella Cupola o nelle Grotte dove sono le tombe dei papi. Ogni giorno è una emozione continua”. Fabio (nome di fantasia), 36enne romano, è il primo detenuto “al servizio” della Santa Sede. Rinchiuso nel carcere di Rebibbia dal 2019 (con un fine pena previsto per l’inizio del 2025), solo dallo scorso settembre ha cominciato ad assaporare aria di libertà, dalle 7 alle 13, per poi rientrare in cella.
di Marcello Longhin
comune.torino.it, 6 dicembre 2023
“Il carcere spiegato ai ragazzi” è il programma di formazione dedicato agli studenti delle scuole superiori torinesi, progettato dall’Ufficio della Garante per i diritti dei detenuti, con l’obiettivo di elaborare riflessioni più articolate e meno stereotipate sulla vita quotidiana all’interno degli istituti di pena, partendo proprio dall’esperienza e dal lavoro svolto dall’Ufficio della Garante. L’iniziativa è stata presentata ieri mattina durante un incontro con le scuole al cinema Ambrosio, organizzato in collaborazione l’Associazione Museo nazionale del Cinema.
di Emilio Randon
Corriere del Veneto, 6 dicembre 2023
Gli applausi spezzano il rito collettivo che tra rabbia e dolore vede padri, madri e figli interrogarsi su ciò che siamo diventati “Papà Gino ha fatto diventare il suo dolore una speranza per tutti”. E io padre, chi sono io per somigliare a quel Gino che parla dal pulpito? Cosa direi io al suo posto là sull’altare? E io giovane, quanto sono Giulia e Filippo, quanti di loro conosco e non vedo? Quanti me ne porto dentro? In piazza c’erano anche le ragazze del “non una di meno”, con la fascia rossa al braccio, irrigidite nei loro postulati di genere e, con loro, dentro la chiesa, Elena che l’aveva detto per prima - “Filippo non è un mostro ma figlio sano del patriarcato” -, fuori qualche grido si è alzato ma nessuno lo ha raccolto. La rivolta di genere che lo spiegamento di polizia temeva non c’è stata. C’era la gente invece, adulti e giovani - tanti - persone arrivate con ancora in bocca l’eco delle parole scambiate in famiglia e sentite nei talk show. C’erano quelli che “no, non sono io il colpevole” e coloro che “la follia non si spiega”, c’erano i credenti nella misericordia e quelli che il male si nasconde in fondo ai pozzi delle nostre vite, quelli della responsabilità collettiva e quelli dell’ergastolo individuale.
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