di Nando Pagnoncelli
Corriere della Sera, 2 dicembre 2023
Gli italiani e il rapporto con la magistratura. Poco più di un quinto degli italiani (il 22%) condivide l’idea che ci sia un gruppo organizzato di magistrati che si oppone al governo, ma il 35% pensa che esistano magistrati che si pongono obiettivi politici. Prevale il sì alle pagelle. Il rapporto con la magistratura è tema complesso e centrale nella vita politica italiana almeno da trent’anni, da quando, con Tangentopoli, il sistema politico italiano fu sottoposto a una crisi drammatica e a una profonda trasformazione in cui i giudici ebbero un ruolo centrale, positivo (quando non palingenetico) per alcuni, negativo (quando non eversivo) per altri. Il conflitto politica/magistratura oggi torna al centro delle cronache, di nuovo con drammaticità, dopo l’intervista concessa su queste pagine dal ministro della Difesa Guido Crosetto. Il quale ha ventilato possibili rischi per il governo che verrebbero appunto da una fazione della magistratura decisa ad affossare l’attuale esecutivo.
di Giuseppe Gargani
Il Dubbio, 2 dicembre 2023
Con le dichiarazioni del ministro Crosetto in Parlamento probabilmente cesseranno le polemiche sulle sue dichiarazioni giornalistiche: polemiche che, non portano a nulla se non a inasprire il rapporto tra la magistratura e la politica. In linea con la rigorosa tradizione del giornale che affronta i fatti per quelli che sono, esprimiamo la nostra valutazione e le nostre idee sulla grande questione giustizia.
di Liana Milella
La Repubblica, 2 dicembre 2023
Lettera di 26 presidenti che chiedono al Guardasigilli chiarezza sulla norma chiesta da FI in calendario alla Camera. Timore per gli obiettivi del Pnrr. Ventisei firme che pesano. Non capita tutti i giorni di leggere un documento sottoscritto dai 26 presidenti delle Corti d’Appello italiane. Ecco Giuseppe Ondei al vertice dell’ufficio di Milano, Giuseppe Meliadò di Roma, Alessandro Nencini di Firenze, Edoardo Barelli Innocenti di Torino, Carlo Citterio di Venezia, Franco Cassano di Bari, Matteo Frasca di Palermo. Hanno scritto al Guardasigilli Carlo Nordio e ai presidenti delle due commissioni Giustizia di Senato e Camera, Giulia Bongiorno e Ciro Maschio.
di Sofia Li Crasti
La Stampa, 2 dicembre 2023
Il magistrato antimafia interviene al VII congresso annuale dell’Accademia Italiana di Scienze Forensi: “Intervengano gli addetti ai lavori. Necessario parlare con i giovani e studiare i loro profili social per fermare femminicidi e baby gang”. “Un dramma. Non ci sono parole per descrivere questa aberrazione”: è il commento di Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, su quanto accaduto a Giovanbattista Cutolo, il 24enne ucciso a Napoli da una baby gang. E aggiunge un apprezzamento nei confronti del ragazzo, morto nel tentativo di sedare una rissa: “Ha fatto un gesto di eroismo sempre più raro nel nostro momento storico”.
di Vincenzo Esposito
Corriere della Sera, 2 dicembre 2023
È un Nicola Gratteri scatenato quello che è salito sul palco del Teatro di Corte di Palazzo Reale a Napoli per aprire, ospite assieme al sindaco Gaetano Manfredi, la tre giorni di Casa Corriere Festival. “Il mio arrivo alla Procura di Napoli? Non sono qui per fare il piacione, non cerco consensi. Ma sono stato ostacolato. Contro di me sono state dette e scritte cose al limite della querela. Io non ho mai fatto parte di correnti e questo mi ha danneggiato, ma l’importante è essere liberi. In giro ci sono troppi maggiordomi e lacchè e invece c’è bisogno di uomini e di persone specializzate”. Intervistato dal direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e dal responsabile del Corriere del Mezzogiorno Enzo d’Errico, il procuratore di Napoli insediatosi il 20 ottobre scorso, strappa applausi a scena aperta con un linguaggio schietto.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 2 dicembre 2023
Lo scontro sulla giustizia. Il ministro (non) spiega le sue uscite: “Mai attaccato i magistrati”. Opposizioni all’attacco. Musolino (Md): “Non conosce la Carta”. Solo un malinteso. “Non ho mai attaccato e mai attaccherò la magistratura”. Anzi, una trappola. “Contro di me un plotone d’esecuzione ad personam”. Forse però qualcosa c’è. Ed ecco di nuovo il gran complotto: “Mi hanno detto: attento, farai la fine di Craxi”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 2 dicembre 2023
Parla di “parole mistificate” e dice di avere “fiducia nella magistratura”. Meloni vuole chiudere la polemica e lui si è accodato, come già Nordio. L’aula di Montecitorio, con una convocazione insolita rispetto alla prassi per le 9.30 del venerdì mattina, era tutta per il ministro Guido Crosetto. A sottolineare l’eccezionalità del caso, Crosetto ha deciso di rispondere in prima persona all’interpellanza urgente in tema di giustizia, promossa dalle opposizioni e in particolare dal deputato di più Europa, Benedetto Della Vedova, invertendola con quella sul Medio Oriente che slitta di qualche giorno.
di Simone Canettieri
Il Foglio, 2 dicembre 2023
Davanti a 30 deputati il ministro parla genericamente di giustizia e politica senza fornire rivelazioni. Intanto il pacchetto Nordio è fermo. Cronaca di un venerdì già visto. Compresa la risposta di Magistratura democratica. Eccolo qui Guido Crosetto, “di persona personalmente”, con 39 di febbre, al centro di un Transatlantico vuoto. È venerdì. E nemmeno lo “scandalo della settimana” - l’intervista di domenica scorsa del ministro al Corriere sui piani dei pm contro il governo - può rovinare il week-end agli onorevoli, ululanti, da una parte e dell’altra, da cinque giorni. Rapida zoomata dalla tribuna dell’Aula: presiede il vicepresidente Sergio Costa, Crosetto è l’unico ministro sui banchi del governo (in compagnia di quattro tra sottosegretari e viceministri). E ancora: pattuglia di dieci fratelli di Guido (e d’Italia) capitanata da Giovanni Donzelli, un forzista turbogarantista (Giorgio Mulè), una leghista-giudice (Simonetta Matone), sei del Pd (c’è Elly Schlein) e cinque del M5s (c’è Giuseppe Conte). Poi Benedetto Della Vedova, che ha presentato l’interpellanza urgente.
di Simona Musco
Il Dubbio, 2 dicembre 2023
Il nome di M. era finito nell’inchiesta sui concorsi truccati all’Università di Reggio Calabria. Ma lo ha saputo dai giornali, così come ha scoperto della sua archiviazione. Ventuno aprile 2022. L’Università Mediterranea di Reggio Calabria finisce nella bufera. Non è la prima né l’ultima volta per un Ateneo italiano e le accuse sono quasi sempre le stesse: l’esistenza di un presunto sistema che pilota i concorsi. In mezzo ci finiscono nomi di primo piano, dal rettore ai dipendenti, passando per cinque professori e svariati concorsisti, accusati di aver fatto patti per superare le prove a danno di altri. Candidati “scelti su segnalazione” e destinatari di un trattamento di favore sulla base dei desiderata dei docenti.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 2 dicembre 2023
Diverse condanne che comportano arresto e detenzione devono condurre a una reclusione che non superi il quintuplo della sanzione più grave. Il cumulo di pene di diversa specie comminate con distinte condanne per differenti reati va effettuato in base a entrambe le regole fissate dal comma 1 e dal comma 2 dell’articolo 78 del Codice penale. Per cui il giudice per sciogliere il cumulo materiale anche in caso di pene diverse (arresto e detenzione) deve applicare tanto il criterio proporzionale quanto quello fisso previsto dalla suddetta norma penale. Il primo afferma che la pena risultante dallo scioglimento del cumulo materiale non può eccedere il quintuplo della pena più grave irrogata mentre il secondo criterio pone uno sbarramento fisso in base al quale la pena derivante dal calcolo non può comunque superare i trent’anni di reclusione.
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