Pena sostitutiva alla detenzione negata dal giudice se inadeguata a contenere il rischio di recidiva
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 28 ottobre 2023
Il giudizio di legittimità può solo vagliare la presenza di una completa motivazione sulla prognosi di mancato adeguamento alle prescrizioni alternative al carcere. Le pene sostitutive di quelle detentive brevi sono applicate dal giudice in base a una valutazione squisitamente di merito che s’incentra sul contenimento o l’annullamento del rischio di recidiva da parte del condannato. Il giudice sostituisce quindi la sanzione penale detentiva con una misura maggiormente finalizzata alla rieducazione e risocializzazione del condannato che deve però - in base a un giudizio prognostico del giudice - essere ritenuto capace di rispettare le prescrizioni imposte in alternativa al carcere.
di Giovanna Trinchella
Il Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2023
“Tre anni pena proporzionata per i pirati della strada”. Doppia decisione della Consulta in tema di incidenti stradali. I giudici sono intervenuti sia sulle norme che regolano la guida in stato di ebrezza, sia su quelle che regolano l’omissione di soccorso con fuga. Entrambi i verdetti hanno stabilito che le pene previste sono legittime e proporzionate.
di Nico Falco
fanpage.it, 28 ottobre 2023
Un 50enne, recluso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, si è tolto la vita nel reparto dove era stato ricoverato a seguito di un precedente tentativo di uccidersi. È il quarto caso in Campania nel 2023. Ci sarebbe una storia di profonda solitudine dietro il suicidio di un detenuto recluso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta: l’uomo, che sarebbe stato scarcerato tra pochi mesi, si sarebbe tolto la vita per il timore di restare solo una volta libero. A raccontare il retroscena è il garante dei detenuti campani, Samuele Ciambriello, specificando che si tratta del quarto suicidio maturato in ambienti carcerari in Campania dall’inizio del 2023, il 55esimo considerando le strutture detentive di tutta Italia.
di Andrea Cozzolino
L’Unità, 28 ottobre 2023
Ogni tentativo è solo accanimento terapeutico. Chiuderlo è un’urgenza non rinviabile. Poggioreale va chiuso. Non esistono mezze misure, né credibili alternative. Non servono costose ristrutturazioni. Tentate, e mai concluse, tra lungaggini burocratiche, e vincoli. La vita lunga di Poggioreale, carcere costruito nel 1914, è giunta alla fine. Ogni tentativo è puro accanimento terapeutico, non c’è futuro.
di Lilina Golia
Corriere della Sera, 28 ottobre 2023
In tribunale il convegno organizzato dai magistrati. Rispoli: si usino i beni confiscati. Il piano resta quello dell’acquisizione delle aree vicino a Verziano. C’è da rimodulare il progetto, ormai superato. Ma il nodo cruciale restano le risorse per la realizzazione di una nuova struttura carceraria, in sostituzione di Canton Mombello. “Servono 54 milioni di euro - sottolinea la direttrice Francesca Paola Lucrezi - rispetto allo stanziamento del 2013, pari a 16 milioni”.
di Giuseppe Maiorana
sondriotoday.it, 28 ottobre 2023
Orit Liss in un breve messaggio ha rimarcato “la mancata presa in considerazione delle problematiche e difficoltà espresse in questi anni”. Lo aveva preannunciato nel corso della recente commissione consiliare tenutasi a palazzo Pretorio in cui aveva espresso tutte le sue difficoltà a svolgere il ruolo in maniera consona, ma ora la decisione è stata presa in maniera concreta: Orit Liss si è dimessa dall’incarico di garante dei detenuti del carcere di Sondrio.
di Martina Strobietto
Gazzetta di Siena, 28 ottobre 2023
Il sindaco Nicoletta Fabio ha scelto Stefano Longo come nuovo Garante per i diritti delle persone detenute del Comune di Siena. Dopo una laurea in giurisprudenza, un master in discipline giuridico-economiche e un corso di formazione per le attività di sostegno didattico agli studenti con disabilità, Longo ha insegnato negli istituti comprensivi di Castelnuovo Berardenga, Monteriggioni e Empoli. Attualmente ha l’incarico di docente presso l’istituto comprensivo di Castelnuovo Berardenga. Inoltre, ha ricoperto il ruolo di Consigliere di Amministrazione nell’ambito delle attività relative alla gestione amministrativa, finanziaria e patrimoniale dell’Ateneo senese tra il 2017 e il 2019.
di Cinzia Raineri Djerbouh
La Repubblica, 28 ottobre 2023
Il 70% di chi esce dal carcere compie nuovamente un reato, ma la percentuale si abbassa per chi ha svolto attività lavorative durante il periodo di detenzione. Quello del lavoro in relazione alle carceri è un tema fondamentale, soprattutto in Lombardia, la regione con il più alto tasso di sovraffollamento e che accoglie il 27% delle persone detenute in Italia. Sono circa “30mila le persone detenute che scontano pene da 1 a 3 anni. Il lavoro fuori dalle carceri può tentare di svuotare le strutture”, spiega Daniele Nahum, presidente della Sottosezione carceri del Comune di Milano, in occasione del convegno “Carcere, lavoro e sviluppo sostenibile” che si è tenuto oggi al Museo del Risorgimento.
elbareport.it, 28 ottobre 2023
Oltre 800 ore per l’orientamento e la profilazione di 145 detenuti, a cui si aggiungono 390 ore di formazione obbligatoria per 220 detenuti che hanno portato al rilascio di patenti per la guida di trattori e patentini Haccp e fitosanitari. Un laboratorio, in via di attivazione, sull’isola di Pianosa per la trasformazione di prodotti agricoli e la produzione di conserve, sottoli, oli essenziali. Sono alcuni dei risultati raggiunti in 4 anni di attività attraverso Milia, progetto sperimentale della Regione Toscana finanziato dal Ministero della Giustizia attraverso il Pon Inclusione 2014-2020, per l’inserimento socio lavorativo di detenuti in esecuzione pena a Gorgona e Pianosa, che ha coinvolto anche persone ristrette nelle carceri di Livorno e Porto Azzurro.
Busto Arsizio. Dalla coop del carcere i cesti di Natale che danno lavoro ai detenuti di tutta Italia
di Lucia Landoni
La Repubblica, 28 ottobre 2023
Don David Maria Riboldi, cappellano della casa circondariale di Busto Arsizio: “Noi non facciamo la carità ai detenuti, diamo loro una concreta opportunità di riscatto”. Oltre tremila cesti venduti e 80mila di euro di indotto economico generato per le cooperative carcerarie di tutta Italia negli ultimi tre anni, ma soprattutto centinaia di persone coinvolte, che hanno l’opportunità di ritrovare la propria dignità attraverso il lavoro: sono i numeri del progetto “Cesti di Natale” promosso dalla cooperativa La Valle di Ezechiele, fondata nel 2019 da don David Maria Riboldi, cappellano della casa circondariale di Busto Arsizio (in provincia di Varese), per favorire il reinserimento sociale di detenuti ed ex detenuti.
- Piacenza. Padri e figli, alle Novate laboratorio di scrittura per detenuti e studenti
- Ascoli. “Oltre le parole”, prima restituzione del progetto sviluppato nel carcere
- Asti. Il teatro entra in carcere: sabato 18 novembre lo spettacolo aperto al pubblico
- Milano. Marcello, l’ergastolano pittore dopo il 41 bis
- Fiction su Cutolo: la contraddizione insanabile tra dolore e libertà artistica










