di Giulia Ribaudo
Il Domani, 17 febbraio 2026
La lettera della presidente di “Closer”, Associazione culturale che promuove attività all’interno della Casa di reclusione femminile di Venezia. Domenica mattina, dopo aver saputo che Consuelo si era tolta la vita, ho sentito che dovevo entrare e raggiungervi per dirvi che non siete sole, ma mentre attraversavo corridoi e stanze capivo che ciò che portavo era solo una parte di quello che avrei voluto consegnarvi, e questo testo nasce proprio da quella eccedenza, dalle frasi rimaste sospese, dai pensieri che non hanno trovato spazio tra una porta e l’altra e che ora provo a rimettere in circolo, come se potessi ancora parlarvi guardandovi negli occhi, nello stesso luogo in cui vi ho incontrate.
di Manuela Mezzacasa
Ristretti Orizzonti, 17 febbraio 2026
Ma come fanno? Ogni volta che penso a loro, ai “ragazzi” dell’alta sicurezza, mi si presenta una domanda: “Ma come fanno?”, se noi che stiamo “fuori” ci lasciamo prendere dallo sconforto per gli inconvenienti e le frustrazioni quotidiane? Beh, in questi tre anni da quando ho incominciato a entrare nella reclusione di Padova, qualche risposta l’ho avuta. La biblioteca dei Due Palazzi di Padova è un luogo speciale, un corridoio stretto e lungo, zeppo di libri e, a volte, di persone, dove in poco tempo si scambiano libri, consigli, pareri su letture comuni e scrittori più o meno amati, ricordi, racconti: persone che cercano, arrampicandosi con la scaletta o inginocchiandosi per terra, chiedendo a voce alta conferme ai bibliotecari o ai volontari di turno.
di Currò Dossi
Corriere del Trentino, 17 febbraio 2026
L’avvocato Nettis: “Doveva essere sorvegliata”. La famiglia si è opposta alla richiesta di archiviazione. Non avrebbe dovuto avere i lacci e avrebbe dovuto essere sottoposta a una “attenta osservazione continuativa”, come prescritto dal medico della struttura carceraria. Sono i due punti sui quali insiste l’avvocato Nicola Nettis che, insieme alla collega Rosa Ugolini, del foro di Bologna, assiste la madre e lo zio della detenuta altoatesina di 37 anni, trovata in fin di vita nel vano docce della sezione femminile del carcere di Spini di Gardolo il 2 dicembre 2023, con un laccio per le scarpe intorno al collo, e morta tre giorni dopo all’ospedale Santa Chiara di Trento.
di Andrea Aufieri
Gazzetta del Mezzogiorno, 17 febbraio 2026
“In celle piccolissime costretti a vivere in tre e non possiamo muoverci contemporaneamente”. Sono “600 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare”. La Garante conferma i problemi. Sovraffollamento record, carenze sanitarie, lavoro insufficiente e organici dei funzionari ridotti al minimo. Il grido d’allarme da Borgo San Nicola arriva in forma di lettera fino ai microfoni di Radio carcere, la trasmissione di Radio radicale condotta da Riccardo Arena. A scrivere sono alcuni detenuti che si firmano per nome, tra cui Franco, Nicola e Andrea, che hanno affidato alla radio la denuncia per le loro condizioni. “Siamo davvero disperati perché nel carcere di Lecce noi detenuti siamo diventati talmente tanti che non sanno più dove metterci e anche se questo è sempre stato un carcere affollato, ora siamo arrivati a livelli mai raggiunti.
webmarte.tv, 17 febbraio 2026
Un’interrogazione a risposta orale al ministro della Giustizia è stata presentata dal senatore del Partito democratico Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo Pd a Palazzo Madama, in merito ai recenti decessi avvenuti nella casa circondariale di Augusta, in provincia di Siracusa. Nel giro di quindici giorni, due detenuti sono morti nelle rispettive celle. Secondo quanto riportato da organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria, le cause dei decessi potrebbero essere riconducibili a overdose da sostanze stupefacenti, ipotesi attualmente al vaglio degli investigatori. Nicita richiama l’attenzione su un quadro nazionale che definisce allarmante. Citando dati forniti dai sindacati, il senatore evidenzia come si sia passati dai 115 decessi complessivi registrati nel 2016 ai 241 del 2025. Nei primi mesi del 2026, inoltre, si conterebbero già 22 morti nelle carceri italiane.
ansa.it, 17 febbraio 2026
Decisione del Tribunale per mancato rispetto della “grande sorveglianza”. Il Tribunale di Catanzaro ha condannato il ministero della Giustizia al risarcimento dei danni, quantificati in 400mila euro oltre interessi, in favore dei parenti di un italiano di 33 anni suicidatosi all’interno del carcere di Alghero. I fatti risalgono al giugno 2009 quando l’uomo era stato sottoposto a custodia cautelare e portato nel carcere di Alghero per reati connessi allo spaccio di stupefacenti.
di Marta Artico
La Nuova Venezia, 17 febbraio 2026
Spostare gli istituti penitenziari in terraferma? Il quesito divide la politica. Il suicidio della donna di 32 anni che si è tolta la vita nel carcere femminile della Giudecca, ha riacceso dibattito sulla necessità di adeguare le strutture penitenziarie e pensare un nuovo spazio in terraferma. “L’edilizia carceraria nel Paese è un tema di primo piano” interviene l’assessore alle Politiche sociali, Simone Venturini “se ne parla da 35 anni di realizzare nuove carceri moderne, dove avviare attività laboratoriali di insegnamento di un lavoro, invece in Italia le carceri sono vecchie, all’interno dei centri storici e con criticità legate alla obsolescenza delle strutture. A Venezia le situazioni delle carceri sono diverse, per numeri e tipologie di reato, e non possono essere assimilate in un discorso complessivo, ma bisognerebbe ragionare a livello nazionale su un nuovo piano carceri che consenta di superare queste criticità”.
di Silvia Bacci
rainews.it, 17 febbraio 2026
Sono stati tutti condannati i quattro accusati nell’ambito del processo per le torture in carcere al Cerialdo di Cuneo che avevano scelto il giudizio abbreviato. Per l’ispettore G.V., confermato la condanna chiesta dal pm: tre anni e due mesi. Sarebbe stato lui a guidare il “blitz” del 20 giugno 2023 nella cella 417 del padiglione Gesso. Secondo l’accusa l’ispettore, insieme a cinque agenti penitenziari in quel momento fuori servizio, era entrato nella cella in cui si trovavano reclusi quattro detenuti pakistani e aveva iniziato a picchiarli con calci e pugni, invitando i sottoposti a fare altrettanto. I quattro erano stati poi portati di peso in infermeria insieme a un loro connazionale, detenuto nella cella vicina, che lamentava forti dolori: il pestaggio degli agenti sarebbe stato innescato proprio dalla protesta per il mancato intervento dei sanitari.
rovigo.news, 17 febbraio 2026
Alla Casa Circondariale di Rovigo prende forma un percorso innovativo che unisce istituzioni e territorio per trasformare la detenzione in un’occasione concreta di crescita, professionalizzazione e reinserimento sociale. Un sentito ringraziamento al direttore della Casa Circondariale di Rovigo, Mattia Arba, e al presidente di Formedil Rovigo, Paolo Ghiotti, per aver creduto con convinzione in un progetto che mette al centro formazione, lavoro e reinserimento sociale. È da questa collaborazione che nasce un’iniziativa capace di trasformare la detenzione non solo in un momento di pena, ma in una concreta occasione di crescita personale e di futuro.
lacapitale.it, 17 febbraio 2026
In Campidoglio la presentazione del progetto promosso da Roma Capitale con focus sulla Legge Smuraglia e sulle buone pratiche territoriali. Un’iniziativa per collegare formazione, impresa e inclusione. Sarà presentato martedì 17 febbraio in Campidoglio “Roma al Lavoro - Dalla Reclusione all’Inclusione: Oltre le barriere”, il progetto promosso dall’assessorato capitolino alla Scuola, Formazione e Lavoro, insieme all’Ufficio della Garante dei diritti delle persone private della libertà, in collaborazione con Hrc Community. L’appuntamento, aperto alla cittadinanza e rivolto in particolare a imprese e cooperative, punta a illustrare gli strumenti messi in campo dall’amministrazione per favorire l’inserimento lavorativo delle persone a rischio di esclusione sociale e ad approfondire il quadro normativo nazionale, con un focus specifico sulla cosiddetta Legge Smuraglia, che prevede incentivi fiscali per le aziende che assumono persone detenute o ex detenute.










