di Francesco Mariucci
Corriere dell’Alto Adige, 17 agosto 2023
L’assessore provinciale al Patrimonio Massimo Bessone replica al ministro e rilancia sul nuovo carcere: “Serve più grande”. L’annoso problema del carcere di Bolzano va risolto con la costruzione di una struttura più grande e moderna, piuttosto che distribuendo i detenuti nelle caserme in disuso. Parole e musica dell’assessore provinciale al Patrimonio Massimo Bessone, che smentisce l’ipotesi lanciata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio.
di Mauro Bonciani
Corriere Fiorentino, 17 agosto 2023
Il sindaco di Firenze Dario Nardella apre all’utilizzo delle ex caserme per diminuire l’affollamento delle carceri, come proposto dal ministro Nordio. “Per i reati più lievi vanno utilizzate al massimo strutture dello Stato abbandonate a partire dalle caserme parzialmente o totalmente inutilizzate”, dice.
di Anna Beltrame
La Nazione, 17 agosto 2023
I rappresentanti di Nessuno Tocchi Caino, con alcuni esponenti politici e gli avvocati Terranova e Mazzoncini, hanno visitato il carcere a Ferragosto. Celle con tre detenuti invece dei due previsti dalla capienza massima, sottufficiali, sovrintendenti e ispettori sotto organico del 40%, zona docce con gravi carenze igieniche, scarafaggi presenti nelle sezioni 1 e 2, cambio lenzuola una volta ogni due mesi, assenza di lavatrici e asciugatrici, e pessimo stato di manutenzione delle salette di socialità. È la situazione del carcere della Dogaia che emerge dal consueto sopralluogo ferragostano da parte di Matteo Giusti e Barbara Soldi in rappresentanza di Nessuno Tocchi Caino e Radicali Italiani, del consigliere comunale Pd Lorenzo Tinagli, degli avvocati della Camera Penale Gabriele Terranova e Sara Mazzoncini, e di Giacomo Bechini in rappresentanza di Più Europa.
di Ada Fiore
Il Riformista, 17 agosto 2023
Quando si parla della detenzione nel sistema carcerario italiano, l’attenzione è quasi sempre concentrata sugli aspetti quantitativi del problema, come il sovraffollamento o la mancanza di personale di vigilanza. Problemi gravissimi sicuramente, ma che da anni riempiono solo le pagine dei giornali in attesa di rispose definitive. Sarebbe al contrario utile provare a ragionare sulla funzione rieducativa che una detenzione dovrebbe prevedere. E che dovrebbe rappresentare l’obiettivo ultimo in ottemperanza dell’articolo 27 della nostra Costituzione. Ma come si intreccia l’articolo 27 con la realtà quotidiana dei detenuti?
di Raffaele Alberto Ventura*
Il Domani, 17 agosto 2023
I processi per violenza sessuale possono essere un calvario per le vittime, se alla ricerca della verità si sostituisce lo sforzo per decredibilizzarle. Un’altra giustizia è possibile: la racconta Giusi Palomba in “La trama alternativa”, partendo da un’esperienza interna ai movimenti di Barcellona.
di Peppe Dell’Acqua*
Ristretti Orizzonti, 17 agosto 2023
La drammatica notizia del 35enne con problemi psichiatrici morto, in un centro in provincia di Chieti, dopo essere stato bloccato con un taser e quindi, secondo le notizie di cronaca che leggiamo, essere stato sedato. Sarà l’inchiesta aperta con l’ipotesi di omicidio colposo a chiarire i molti dubbi sulla dinamica del tragico episodio. Ma intanto alcune cose riteniamo vadano dette per invitare a un serio momento di riflessione che riteniamo vada fatto.
di Serena Riformato
La Stampa, 17 agosto 2023
L’intervento annunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi entro settembre avrà l’impianto dei precedenti decreti Sicurezza: una parte dedicata alla gestione dei flussi migratori, l’altra sviluppata intorno a nuove norme per la tutela e il rafforzamento dei corpi di polizia. Sull’immigrazione l’obiettivo ribadito rimane uno solo: “Espulsioni più rapide”, sintetizza il sottosegretario leghista all’Interno Nicola Molteni. Dal punto di vista infrastrutturale è la continuazione del processo già avviato con la legge di Bilancio e il decreto Cutro per la costruzione di nuovi Cpr, strutture in cui i migranti non dovrebbero essere trattenuti più di un mese in attesa dell’esecuzione dei provvedimenti di espulsione. A Pozzallo, in Sicilia, sono iniziati i lavori per il primo di questi centri, come annunciato dal commissario per l’emergenza Valerio Valenti. L’inedito di settembre riguarderà invece la “cornice normativa”.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 17 agosto 2023
Il dossier annuale mostra sbarchi in aumento non solo dalla Tunisia, come sostenuto dal ministro. E intanto il memorandum fa flop. Ostacolare le Ong ha solo scaricato tutto il peso dei soccorsi sulla guardia costiera. I numeri del rapporto ferragostano del ministero dell’Interno misurano la distanza tra la retorica del governo e la realtà dei fatti sul terreno delle politiche migratorie. Sono aggiornati al 31 luglio, dunque per gli sbarchi complessivi meglio guardare al Cruscotto statistico giornaliero del Viminale che ieri ha certificato ufficialmente il superamento di quota 100mila: 101.386 persone alle 8 del 16 agosto.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 17 agosto 2023
Gli immigrati già sbarcati nel 2023 sono il doppio di quelli sbarcati nel 2022 quando al governo c’era Luciana Lamorgese accusata dalle destre d’essere “inerme”. “Sbarchi a raffica: ripresa la pacchia per le Ong”. “Ormai gli sbarchi sono un festival”. “Sbarchi e solo sbarchi”. “Più fondi più sbarchi”. “Sbarchi incontenibili”. “Forza sbarchi”. “In 4 giorni 13.000 sbarchi. Ne aspettiamo altri 300mila”. “Nuovi sbarchi, barricate leghiste: “Basta clandestini”. “Fermare gli sbarchi si può. Basta l’esercito”. “Sbarchi, non c’è tregua”. “Nuovi sbarchi e nuovi allarmi: “Governo troppo debole con Ue”. “Sbarchi, non se ne può più”. “Sbarchi raddoppiati nel giro di un anno”. “Chi pagherà le spese dei continui sbarchi?” “Soluzione all’emergenza sbarchi / “Far fuori i trafficanti di uomini”. “Un Machete contro gli sbarchi”. “Fermate gli sbarchi!” “Sono veri profughi solo 5 stranieri su 100. Ieri altri 3000 sbarchi”. “Sbarchi e infezione. Chi ci protegge?” “Record di sbarchi. Salvini sui social: l’invasione continua”. “Basta col finto buonismo. Sì ai blocchi anti sbarchi”. “Parliamo solo di Ucraina dimenticando gli sbarchi”. “Qui aumenta tutto: povertà e sbarchi”. “Effetto Papa: riprendono gli sbarchi”.
di Luca Gambardella
Il Foglio, 17 agosto 2023
Matteo Salvini non parla più di migranti. Dal vocabolario del segretario della Lega sembra che l’intero glossario sovranista dei tempi andati, alla voce immigrazione, sia stato depennato da mesi. Niente più “porti chiusi”, basta con la “lotta ai clandestini”, persino la Bestia delle campagne social anti ong sembra essersi spenta e nessun allarme “sostituzione etnica” è stato lanciato dalle rive del Carroccio. Un silenzio in curiosa controtendenza con un’emergenza che quest’anno non è mai stata tanto reale. Secondo i dati diffusi ieri dal ministero dell’Interno, nei primi otto mesi del 2023, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sono sbarcati 101.386 migranti sulle coste italiane, in crescita del 107 per cento. Nonostante i numeri allarmanti, nelle vesti di ministro delle Infrastrutture Salvini si è ritrovato a parlare di sbarchi solamente fra le mura dell’Ucciardone. Ma lì, nell’aula bunker del carcere di Palermo, il segretario della Lega è costretto nella scomoda posizione di imputato, con l’accusa di omissione di atti d’ufficio e sequestro di persona, per aver negato nel 2020 lo sbarco a Lampedusa dei richiedenti asilo soccorsi da un’imbarcazione della ong spagnola Open Arms. Sui social, l’ultimo riferimento di Salvini ai migranti risale a maggio, prima della grande ondata di arrivi, quando il Capitano ha rivendicato con orgoglio la sua amicizia con Marine Le Pen: “Non accetto lezioni sull’immigrazione da chi respinge in Italia donne, bambini e uomini”, aveva scritto su Twitter in uno dei suoi slanci contro il presidente francese Emmanuel Macron. Da allora, silenzio. Messo sotto pressione per le vicende processuali del caso Open Arms, placato dalla sorprendente moderazione che accompagna questo primo anno di governo Meloni, smentito dai fatti e dai numeri sull’efficacia dei respingimenti a fronte di un flusso di arrivi che invece sembra inarrestabile, Salvini non pare voglia continuare una guerra ormai data per persa come quella dei migranti, e forse non più così utile nelle urne.
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