di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 agosto 2023
Il boss è da tempo malato terminale. Ieri nuovo ricovero e nuovo intervento. La Cedu già condannò l’Italia per il carcere duro al boss Provenzano in precarie condizioni di salute. Le condizioni di Matteo Messina Denaro al 41 bis si sono aggravate ed è stato trasportato all’ospedale al San Salvatore dell’Aquila.
di Riccardo Arena
La Stampa, 9 agosto 2023
Il boss operato e ricoverato a L’Aquila. L’interrogatorio dopo il fermo: “Mi hanno preso per la mia malattia”. Il legale: “Non può stare al 41 bis”. Un boss ferito nell’orgoglio per una cattura che non si aspettava, con buona pace dei dietrologi d’accatto, e anche un boss malato, che magari pensava a un’uscita di scena da questo mondo in grande stile, quando - il 13 febbraio scorso - pensò di abbozzare una specie di show con due clienti poco disponibili, i magistrati che dopo trent’anni avevano posto fine alla latitanza dell’ultimo grande capo libero di Cosa nostra, Matteo Messina Denaro.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 9 agosto 2023
Dai rave all’immigrazione, dalla gestazione per altri all’omicidio nautico, fino al decreto “anti-piromani” approvato ieri in Cdm. Paradosso: un ministro non giustizialista costretto a creare reati e alzare pene. I piromani, questi appiccatori di incendi pazzoidi o prezzolati, chi non li vorrebbe vedere severamente puniti, anzi coperti di pece e piume?
di Francesco Grignetti
La Stampa, 9 agosto 2023
Il ministro della Giustizia sul suo ddl: “L’efficienza è prioritaria. Tempi lunghi per la separazione delle carriere, serve intervento costituzionale”. Il ministro Carlo Nordio è stato un protagonista dell’ultimo Consiglio dei ministri. Suo il decreto legge che estende l’area delle intercettazioni e innalza le pene ai piromani. Non proprio quel che ci si attendeva da un giurista che voleva ridurre i reati. Ma assicura di non sentirsi a disagio: “Non esistono i panni del garantista o del giustizialista - dice - ma la complessità della realtà”. Sembra che per Nordio, insomma, sia lontano il tempo dei libri.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 9 agosto 2023
Il decreto approvato due giorni fa “dimostra la sfiducia del Governo nella capacità dell’ordinaria dialettica giurisprudenziale di individuare il migliore equilibrio tra i valori coinvolti”. In nome delle garanzie sancite dalla Cassazione e dalle Corte Superiori le aspettative dell’Accusa devono giustamente pagare un prezzo: è questo il messaggio, forse inaspettato da un pm antimafia, che ci consegna Stefano Musolino, Segretario di Magistratura democratica, che aggiunge: la politica è vittima e protagonista del populismo penale.
di Alberto Cisterna
L’Unità, 9 agosto 2023
L’affaire Crosetto comincia ad assumere contorni meno imprecisi. Un dato, seppure in filigrana e mai esplicitato con chiarezza, appare evidente: le notizie pubblicate sulla stampa nelle fasi cruciali della formazione del governo Meloni provengono da una consultazione della banca dati a disposizione della Procura nazionale antimafia. Altro, al momento, non si può dire. L’asserito responsabile della consultazione offre elementi per sostenere di avere agito del tutto legittimamente, ossia in presenza di un complesso di informazioni finanziarie che meritavano una verifica su l’esponente politico. Cosa diversa sarà, poi, stabilire chi avesse i canali di comunicazione e abbia potuto, così, transitare a qualche giornalista i dati che poi sono stati pubblicati con ampio risalto e hanno suscitato la giusta reazione di Crosetto.
di Iuri Maria Prado
L’Unità, 9 agosto 2023
Ci sono molti punti di vista dai quali osservare l’evoluzione del discorso pubblico di questi giorni a proposito della strage di Bologna: un discorso che era cominciato stortignaccolo già prima delle polemiche che lo avrebbero rinvigorito - si fa per dire - sulla scorta delle dichiarazioni innocentiste di un amministratore di destra, quel Marcello de Angelis secondo cui Fioravanti, Mambro e Ciavardini, condannati per la strage, a suo giudizio “non c’entrano nulla” con l’attentato del 2 agosto del 1980.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 9 agosto 2023
Misure cautelari per nove militanti ordinate dal gip di Genova. Accuse pesanti, ma l’operazione è scattata per “scritti scellerati”. Terrorismo, istigazione, apologia e offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica. È per questi reati ieri mattina, tra Genova, La Spezia, Massa e Carrara è scattato un blitz della polizia contro nove anarchici, quattro dei quali sono stati arrestati.
di Giada Gianola
eutekne.info, 9 agosto 2023
Il lavoro prestato dal detenuto in Istituti di pena è remunerato secondo il disposto dell’art. 22, comma 1 lett. f) del D.Lgs. 124/2018. In base a tale disposizione, testualmente, “la remunerazione per ciascuna categoria di detenuti e internati che lavorano alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria è stabilita, in relazione alla quantità e qualità del lavoro prestato, in misura pari ai due terzi del trattamento economico previsto dai contratti collettivi”; sulla remunerazione così determinata vengono quindi calcolati i contributi previdenziali e assistenziali (art. 7 del DL 103/91).
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 9 agosto 2023
La fattispecie attenuata può ricorrere in base ad altre circostanze di fatto anche per la detenzione di dosi di crack e cocaina. L’ipotesi della lieve entità del reato di illecita detenzione di stupefacenti, anche a fini di spaccio, non può essere esclusa de plano dal giudice solo perché si tratta di droga “pesante”.
- Lombardia. Carceri, otto suicidi dall’inizio dell’anno
- Sardegna. Dove l’isolamento dei detenuti vale il triplo
- Campania. Sono 93 i ragazzi detenuti negli Istituti Penali per i Minorenni
- Milano. Suicidio nel carcere di Opera, detenuto di 56 anni si impicca: era recluso da due mesi
- Verona. Studio e formazione per i detenuti di Montorio, l’accordo tra comune e università









