di Federico Capurso
La Stampa, 24 luglio 2023
Giorgia Meloni avrà evitato l’argomento “blocco navale” con gli ospiti della prima conferenza internazionale sullo sviluppo e l’immigrazione che si è tenuta ieri alla Farnesina, a Roma. Erano presenti Capi di Stato e primi ministri di molti Paesi africani e del Medio Oriente, oltre ai vertici europei, di istituzioni bancarie e di organizzazioni internazionali.
di Fabio Tonacci
La Repubblica, 24 luglio 2023
Nello spazio occupato di Spin Time Labs riuniti egiziani, sudanesi, gambiani, eritrei: “Gli accordi non fermeranno le partenze”. Dovrebbero essere i veri protagonisti del vertice internazionale alla Farnesina sulle migrazioni ma poiché i governi non hanno interesse ad ascoltare la loro voce, i rifugiati africani si sono fatti un proprio controvertice.
La Repubblica, 24 luglio 2023
L’intervento della relatrice speciale delle Nazioni Unite sul diritto di associazione e di riunione pacifica. “Centinaia di attivisti e manifestanti sono stati arbitrariamente detenuti, torturati, sottoposti a violenza sessuale e di genere, fatti sparire con la forza e uccisi”, ha detto Clément Nyaletsossi Voule, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti legati alla riunione pacifica e all’associazione. Per Voule le vittime raramente hanno ricevuto giustizia, mentre gli autori dei reati non vengono sottoposti a procedimenti giudiziari e hanno il potere di continuare a reprimere i diritti e le libertà altrui”.
di Carlo Petrini
La Stampa, 24 luglio 2023
Più di due miliardi di persone vivono senza il cibo, che è un diritto. Il vertice delle Nazioni Unite al via oggi a Roma non “venda” i più poveri. Per sfamare otto miliardi di persone, e in prospettiva dieci, la strada è tanto chiara quanto rivoluzionaria: smettere di inseguire il profitto e cominciare a difendere la produzione alimentare, la terra da cui essa dipende e le persone che la coltivano. Il cibo dev’essere un diritto, non un bene da scambiare in Borsa; una priorità universale non una commodity grazie alla quale arricchirsi a scapito di qualcun altro, della salute del pianeta e del futuro dell’umanità.
di Agnese Pini
La Nazione, 23 luglio 2023
A lasciarci in un silenzio che dovrebbe suggerire sofferta incredulità, sono le parole di un detenuto: “Se non ti tagli le braccia, nessuno ti ascolta”. A lasciarci in un silenzio che dovrebbe suggerire sofferta incredulità, prima ancora che indignazione, non sono le pareti sporche di vomito, non sono le blatte e la sporcizia, gli odori molesti e talvolta insopportabili, le infiltrazioni di umido, il caldo soffocante, gli occhi svuotati, le braccia penzolanti piene di cicatrici. Sono invece le parole di un detenuto: perché quelle parole più di tutto disvelano la disumanità del carcere. “Se non ti tagli le braccia, se non provi a impiccarti, nessuno ti ascolta”.
di Alessandro Farruggia
La Nazione, 23 luglio 2023
La denuncia di Anastasia (Lazio): le carceri non sono una priorità per i nostri governi. “La maggior parte dei reclusi potrebbe scontare la pena fuori. Ma mancano i sostegni”.
di Marco Chiavistrelli*
L’Unità, 23 luglio 2023
Ho lavorato trent’anni dentro una fabbrica e l’opinione diffusa era che la delinquenza fosse un fatto soggettivo, una questione di indole personale, le classiche mele marce in un canestro di mele buone da scartare e buttare nella spazzatura.
di Graziella Di Mambro
articolo21.org, 23 luglio 2023
Quando accadde, quando il detenuto Fakhri Marouane si era dato fuoco nel tentativo (allora fallito) di suicidarsi nel carcere di Pescara, la sua storia non fu ritenuta di quelle strappalacrime degne di risalire la china fino ad arrivare in tutte le prime pagine. Ed è dunque rimasta sulle edizioni locali.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 23 luglio 2023
Nel Csm alcuni consiglieri laici di centrodestra rivendicano la pratica dell’ostruzionismo come in Parlamento. Com’è il ritornello? Ah sì: fuori le correnti della magistratura dal Csm, fuori la politica dalla giustizia, basta con la cinghia di trasmissione dall’Anm dentro il Csm. Tanto che lunedì scorso, durante la visita del Csm negli uffici giudiziari lombardi, il vicepresidente Csm, l’avvocato Fabio Pinelli, aveva rimarcato come “il primo passaggio sia restituire al Csm la sua funzione”, perché in passato “è stato confuso con un luogo improprio di rappresentanza politica”, e invece “è un organo che si deve fare portatore non di interesse politico ma di valori: anche per questo ha scontato un deficit di credibilità”.
di Luigi Migliorini
Corriere del Veneto, 23 luglio 2023
Il ministro Nordio in pubbliche “esternazioni” ha affermato che intende far approvare la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e Pubblici ministeri, ma che la tempistica è lunga perché occorre una modifica alla Costituzione. In realtà per la “sola” separazione non c’è nessuna necessità di riforma costituzionale: l’unico articolo della Costituzione che cita i Pubblici ministeri è il 107, “il Pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dall’ordinamento giudiziario”.
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