di Roberta Grima
L’Espresso, 18 giugno 2023
In otto casi su dieci finiscono in un nulla di fatto. Ma le conseguenze economiche sono importanti, tra costi per i contenziosi ed esami inutili prescritti per ragioni “difensive”. Sono 300.000 le cause per colpa medica, 35.000 ogni anno le richieste di risarcimento per danno biologico (compreso il decesso). La maggior parte dei casi denunciati riguarda l’attività chirurgica (38,4%), gli errori diagnostici (20,7%), terapeutici (10,8%) e le infezioni ospedaliere (6,7%). Un fenomeno in costante crescita, eppure oltre l’80% delle cause finisce in un nulla di fatto, che però pesa sulle casse dei contribuenti 22,5 miliardi di euro l’anno, il 15% della spesa sanitaria annuale.
di Enrico Calamai
Il Manifesto, 18 giugno 2023
La globalizzazione non è stata e non è l’internazionalizzazione degli esseri umani e delle loro lotte contro le disuguaglianze; la “globalizzazione reale” non è altro che il neocolonialismo che il mondo occidentale ha avviato a partire dalla fine della Guerra Fredda.
di Antonella Soldo
Il Manifesto, 18 giugno 2023
Qualche settimana fa si sono riversate centinaia di persone al Cinema Troisi di Roma a un evento dal titolo “Cannabis: un serio spettacolo”. Questa volta abbiamo usato uno strumento diverso: la risata. Contro la paura, e contro la cupezza.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 17 giugno 2023
La relazione annuale del Garante Nazionale delle Persone Private della libertà ha reso noti alcuni dati rilevanti riguardanti il 41bis, che meritano una seria riflessione. Si tratta di aprire un chiaro confronto su questo regime, considerando sia la sua funzione necessaria per interrompere le connessioni, i collegamenti e gli ordini tra le diverse organizzazioni criminali, sia l’attuale estensione numerica, la sua durata spesso illimitata, le condizioni materiali di detenzione e le singole misure adottate.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 17 giugno 2023
Un programma di formazione per gli operatori penitenziari dedicato specificamente ai diritti e alle prerogative dei detenuti stranieri e una migliore conoscenza, da parte di quest’ultimi, delle prospettive di recupero e reinserimento possibili anche nel loro Paese d’origine. Sono questi gli obiettivi del protocollo d’intesa che il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Russo, e il Presidente dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione, Lorenzo Trucco, hanno sottoscritto nei giorni scorsi.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 17 giugno 2023
Siglato un Accordo Interistituzionale tra Ministero della Giustizia e CNEL per promuovere, con attività concrete, il lavoro e la formazione quale veicoli di reinserimento sociale per le persone private della libertà. L’intesa, siglata dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e dal Presidente del CNEL, Renato Brunetta, promuove “una collaborazione orientata a diffondere le condizioni per un lavoro penitenziario formativo e professionalizzante, finalizzato all’utilizzo proficuo del tempo della reclusione e all’accrescimento delle competenze personali dei soggetti reclusi”, si legge nel testo dell’Accordo.
di Marco Grieco
L’Espresso, 17 giugno 2023
Nelle carceri italiane, così anomale da essere definite col superlativo di un superlativo come “sovraffollate”, le persone transgender vivono una doppia prigione. La loro reclusione diventa, cioè, l’espiazione di una colpa verso una società che ancora oggi non tutela i loro diritti, specialmente in carcere, dove Il codice culturale è binario e fortemente sessualizzato.
vita.it, 17 giugno 2023
La Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, alla luce della Relazione annuale del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, sottolinea l’importanza di un impegno attivo nel volontariato penitenziario in Italia, per il reinserimento sociale dei detenuti.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 17 giugno 2023
C’è l’abolizione dell’abuso d’ufficio e basta. Per il resto ogni misura garantista è accompagnata da limitazioni così grandi da annullarla. E voi la chiamate riforma della Giustizia? E voi dite che è stato reso onore a trent’anni di battaglie di Berlusconi e dei garantisti? E voi magistrati, addirittura, urlate ai quattro venti che vi stanno stroncando le gambe e che imbavagliano la stampa? Ma che stupidaggini! La riforma proposta da Nordio è come un bicchiere di acqua fresca. Non cambia una virgola nel processo penale, o forse cambia qualche virgola, ma giusto quelle, e lascia intatto il potere e lo strapotere delle procure.
di Simona Musco
Il Dubbio, 17 giugno 2023
Il ddl Nordio non incide affatto sulla pubblicabilità delle intercettazioni: a decidere sono sempre i giudici. La riforma sulle intercettazioni? Tante parole e pochi fatti. Eppure, all’indomani dell’approvazione del ddl Nordio in Consiglio dei ministri, la stampa è scesa in campo per gridare ad un nuovo tentativo di bavaglio. Bavaglio che, di fatto, non ci sarà e non c’è mai stato, considerando che tutte le riforme approvate fino ad oggi non hanno impedito la pubblicazione di qualsiasi cosa, in spregio al codice di procedura penale e ad ogni deontologia. Perché sfidare la legge - giusta o sbagliata che sia - in questo caso costa pochissimo: una sanzione minima, che spesso - anzi, la maggior parte delle volte - non viene nemmeno irrogata.
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