La Sicilia, 24 maggio 2026
È emergenza idrica nella casa circondariale Noce. Il Dipartimento di Protezione civile della Regione Siciliana ha attivato il Nucleo di Protezione civile del Nogra che, già da qualche giorno, sta approvvigionando la struttura penitenziaria. Le forniture idriche, più precisamente, hanno avuto inizio già dallo scorso 21 maggio, motivo per cui si potrebbero registrare pesanti ripercussioni da parte della popolazione carceraria che, allo stato attuale, si attesta tra 400-450 persone. Ciò in considerazione del fatto che potrebbero sollevarsi eventuali proteste da parte dei reclusi.
di Teresa Cioffi
Corriere di Torino, 24 maggio 2026
Nella sala d’attesa di un aeroporto ci sono uomini che salutano qualcuno, o qualcosa, prima di partire. Non hanno nomi, ma portano addosso vite intere: c’è chi fugge da un amore che non regge più, chi lascia il proprio Paese a causa della guerra, chi abbandona un contesto familiare complesso. Si muovono sul palco come sospesi, stretti in un tempo sempre più immobile. Il loro volo continua ad accumulare ritardi e, così, l’attesa si trasforma in un confronto con sé stessi. È questa la scena che prenderà vita sul palco della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, in uno spettacolo interpretato dai detenuti coinvolti nei laboratori teatrali di Teatro e Società.
La Voce di Rovigo, 24 maggio 2026
Fip Veneto porta la speranza del basket nell’istituto penitenziario minorile. Lo sport come bussola per il futuro, come strumento di inclusione e, soprattutto, come opportunità di riscatto. Ha preso il via nei giorni scorsi un innovativo progetto sportivo e sociale nato dalla collaborazione tra il Comitato regionale Fip Veneto e l’Istituto Penale per i Minorenni di Rovigo, la struttura intitolata ad Antonio Vivaldi e inaugurata lo scorso 8 gennaio 2026. L’iniziativa si articola su una serie di appuntamenti mirati: i tecnici della federazione varcheranno le porte dell’istituto rodigino per guidare i giovani ospiti in sessioni di allenamento e gare. L’obiettivo va ben oltre il semplice esercizio fisico, puntando sui valori umani e formativi intrinseci alla pallacanestro. Un’attivazione immediata nel segno dell’educazione. L’input è partito direttamente dalla struttura carceraria, trovando terreno fertile nei vertici della Federazione Italiana Pallacanestro.
ilpiccolo.net, 24 maggio 2026
Il progetto fotografico “Fuori-Dentro” di Daniele Robotti, fotografo alessandrino, è protagonista al festival di fotografia Immagina 2026. Una esposizione in programma fino al 24 maggio al Polo Museale Santo Spirito di Lanciano, in provincia di Chieti. Realizzato all’interno della Casa di reclusione San Michele di Alessandria, affronta il tema del rapporto tra libertà e detenzione attraverso immagini. Che raccontano il dialogo continuo tra il “dentro” e il “fuori”, tra la vita carceraria e il mondo esterno che continua a scorrere oltre le mura del penitenziario.
di Giulia Inversi
buonasera24.it, 24 maggio 2026
Il percorso promosso con Eleonora Occhinegro ha coinvolto circa 15 persone sottoposte a misure limitative della libertà personale. A Fragagnano la sfida finale davanti agli chef Palma D’Onofrio e Antonio Capoccello. Un impasto da far crescere, ingredienti da scegliere con cura, tempi da rispettare, sapori da tenere insieme senza lasciare che uno cancelli l’altro. È passata anche da qui, dal gesto concreto della cucina, l’esperienza del laboratorio promosso dall’associazione “Noi e Voi” con Eleonora Occhinegro, la “pasticiottica” vicepresidente di Abfo, che ha accompagnato i partecipanti in un percorso fatto di tecnica, ascolto e condivisione.
di Grazia De Sensi
ascolta.news, 24 maggio 2026
In un caldo pomeriggio di maggio, mi sono ritrovata in auto su una strada che conduce da Milano verso il mare di La Spezia. Ma il viaggio si fermava prima, per un tuffo in un mare denso di parole riparative e di sguardi riflessivi e profondi come solo sanno essere quelli delle ragazze e dei ragazzi degli IPM italiani, giunti a Lunae Pontremoli per raccontare la loro presenza. Tra il gorgoglio del fiume Magra e il silenzio del convento dei cappuccini, Lunae Pontemoli è una sorta di scuola di primavera a cui tutti dovrebbero partecipare: intreccio di teatro e mediazione, un progetto nato per costruire un ponte tra la città e l’Istituto Penale per i Minorenni femminile attraverso, quest’anno, la metafora del cammino sul filo. È un’esperienza di giustizia riparativa che trasforma il rischio della caduta in un’occasione di incontro e riflessione collettiva, invitando tutti a sperimentare l’”arte della vita”.
di Dario Edoardo Viganò*
Avvenire, 24 maggio 2026
Nell’ecosistema digitale, ricordare non deve essere archiviare: deve essere contesto e discernimento, per trasformare l’accaduto in significato. Le piattaforme tendono invece a privilegiare ciò che è “ricercabile” rispetto a ciò che è “memorabile”: conta quello che appare nei risultati, non quello che merita davvero di essere custodito. Quando pronunciamo la parola “memoria” in un’epoca governata dal digitale, avvertiamo subito un paradosso: non siamo mai stati così capaci di registrare, archiviare, duplicare; e tuttavia non siamo mai stati così esposti alla smemoratezza. Conserviamo tutto e ricordiamo poco. Siamo immersi in un presente che si rinnova a velocità vertiginosa e che, proprio perché non conosce soste, fatica a diventare storia.
di Maria Brucale
Il Domani, 23 maggio 2026
Il decreto Sicurezza ha introdotto la possibilità per gli agenti di infiltrarsi tra i detenuti, in una logica di sicurezza e prevenzione. Così, però, si trasforma lo spazio della reclusione in un panopticon psicologico totalizzante, dove l’identità stessa del singolo viene aggredita e definitivamente calpestata. La politica di segregazione carceraria e di progressivo annullamento dell’individualità trova la sua espressione più subdola, profonda e devastante nell’introduzione strutturata di agenti infiltrati all’interno degli istituti di pena, previsto dall’ultimo decreto Sicurezza. Una misura giustificata a parole da ragioni di sicurezza e di prevenzione di reati che finisce, però, per trasformare lo spazio della reclusione in un panopticon psicologico totalizzante, dove l’identità stessa del singolo viene aggredita e definitivamente calpestata.
ufficiostampa.provincia.tn.it, 23 maggio 2026
Secondo il Rapporto dell’Associazione Antigone, nel 2025, a fronte di 63.500 detenuti presenti nelle carceri italiane, solo 21.700 lavoravano, poco più del 34% del totale. Gran parte delle attività lavorative era all’interno del sistema penitenziario e solo il 4% all’esterno. In questo scenario, Trento è una mirabile eccezione, con un tasso di occupazione al di fuori delle strutture detentive del 20%. Ma se in Trentino i dati sono almeno incoraggianti, il quadro del Paese evidenzia come il tema del pieno riconoscimento del lavoro quale diritto/dovere - anche in carcere - meriti la massima attenzione. E proprio l’importanza del lavoro per la dignità, la valorizzazione e il recupero della persona è stato al centro dell’incontro intitolato “Lavoro e carcere tra sogno e realtà”, svoltosi presso la Casa Circondariale di Spini di Gardolo nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento.
gnewsonline.it, 23 maggio 2026
Ridurre la logica carcerocentrica, garantendo al contempo la sicurezza sociale. Questo è il senso delle misure adottate e da adottare per le carceri, che il ministro Carlo Nordio ha illustrato durante l’intervista del direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci. Il dialogo tra il Guardasigilli e il giornalista è stato trasmesso al carcere di Spini di Gardolo, durante il Festival dell’Economia di Trento. Tra le misure c’è l’elenco nazionale delle strutture esterne per i detenuti senza domicilio, oggetto, ieri, di una conferenza stampa presso la Sala Livatino del Ministero. “Abbiamo concluso un iter - ha detto Nordio a Chiocci - che consentirà ai detenuti che hanno diritto agli arresti domiciliari, ma che non avendo domicilio devono restare in carcere, di stabilirsi in strutture protette delle quali stiamo facendo l’elenco, dove possono e devono iniziare un percorso di lavoro”.
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