di Walter Verini
Il Domani, 11 marzo 2023
Sono molti i paesi nei quali la libertà di stampa è minacciata, colpita e il diritto all’informazione non è garantito. Sono innanzitutto dittature, regimi autoritari, autocrazie, “democrature”, dove sempre più spesso giornali, radio e tv, siti online vengono chiusi, i giornalisti minacciati, incarcerati. A volte uccisi.
di Caterina Stamin
La Stampa, 11 marzo 2023
Facili da trovare su Internet, sono in fortissimo aumento e al di fuori del controllo dei medici: c’è chi li usa contro l’ansia, chi come droga e chi per migliorare le prestazioni a scuola.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 11 marzo 2023
Il decreto legge prevede pene da un minimo di 10 ad un massimo di 30 anni di reclusione. Più veloce l’espulsione a seguito di condanna; si snellisce la procedura per il nulla osta al lavoro subordinato. Il Consiglio dei Ministri riunitosi il 9 marzo 2023, presso l’Aula consiliare del comune di Cutro (Crotone) ha approvato un decreto-legge che introduce il nuovo reato di “morte o lesioni come conseguenza di delitti in materia di immigrazione clandestina”, che prevede pene molto gravi: da 10 a 20 anni per lesioni gravi o gravissime a una o più persone; da 15 a 24 anni per morte di una persona; da 20 a 30 anni per la morte di più persone.
di Rocco Vazzana
Il Dubbio, 11 marzo 2023
Più di 50 approdi a Lampedusa in 24 ore. Per l’avvocato ed esperto di diritto d’asilo Vassallo Paleologo “si è scelto ancora una volta di affrontare il tema migratorio con gli strumenti del controllo e della repressione”.
di Paolo Decrestina
Corriere della Sera, 11 marzo 2023
Che cos’è? Chi sono i 10 mila migranti che l’hanno ottenuta e perché ora si vuole ridurla? È la terza forma di richiesta di asilo in Italia dopo lo status di rifugiato e la protezione sussidiaria. L’ha istituita il decreto Salvini del 2018 ed è stata “allargata” da Lamorgese nel 2020. Ora l’esecutivo ha deciso una nuova stretta. Una stretta sulla concessione della “protezione speciale”. Tra le misure varate dal governo nel nuovo decreto sull’immigrazione compare anche una revisione di questa forma di accoglienza: l’obiettivo - spiega il governo - è “abolirla” per sostituirla con misure in linea con la normativa europea. Una scelta che va nella direzione intrapresa nel 2018 dal primo decreto Salvini che già all’articolo 1 cancellava il permesso di soggiorno per motivi umanitari per rimpiazzarlo con la formula della “protezione speciale”. Ma di cosa si tratta? Chi può chiederla e quanti ne hanno beneficiato?
di Gian Domenico Caiazza*
Il Sole 24 Ore, 11 marzo 2023
Gli organizzatori di questi indegni e lucrosi traffici si guardano bene, come dovrebbe d’altronde essere chiaro o almeno facilmente intuibile, anche solo dal mettere un piede su quei barconi della disperazione. A chi abbia seriamente voglia di capire bene chi siano davvero i c.d. “scafisti”, suggerisco di leggere una inchiesta molto utile e documentata, pubblicata lo scorso ottobre e realizzata da Arci Porco Rosso e Alarm Phone con la collaborazione di Borderline Sicilia e Borderline Europe.
di Giovanna Casadio
La Repubblica, 11 marzo 2023
Intervista all’ex ministra degli Esteri: “Ora Conte e i 5Stelle prendano le distanze dai decreti sicurezza gialloverdi. Europa assente? No, la colpa è dei Paesi sovranisti gelosi e miopi”.
di Federico Berni
Corriere della Sera, 11 marzo 2023
Il genitore dell’ambasciatore ucciso in Congo dopo la richiesta di condanna a morte della procura di Kinshasa: “Non ci interessano le vendette. Se davvero è stato un omicidio premeditato bisogna capire chi è il mandante”. “Aggiungere morte a morte non serve a nulla. Se non a portare altro dolore. Noi siamo contrari, Luca sarebbe stato contrario”. È l’unica certezza di Salvatore Attanasio in una vicenda, quella della morte del figlio Luca, l’ambasciatore ucciso in Congo nel febbraio 2021 assieme all’autista Mustapha Milambo e al carabiniere Vittorio Iacovacci, che presenta ancora tanti punti oscuri. A Kinshasa, la Procura ha chiesto la condanna a morte per i sei uomini imputati per l’omicidio del diplomatico. Nella Repubblica Democratica del Congo la pena capitale non viene applicata dal 2003 e la prassi vuole che sia modificata nel carcere a vita.
di Sabrina Provenzani
Il Fatto Quotidiano, 11 marzo 2023
Secondo un sondaggio, l’immigrazione illegale è fra le prime preoccupazioni degli elettori Tories, quindi il partito punta sul pugno duro, anche se la norma viola trattati internazionali ed è palesemente discriminatoria. Il nuovo disegno di legge britannico sull’immigrazione, Illegal Immigration Bill, presentato alla Camera dei Comuni il 7 marzo dalla ministra dell’Interno, Suella Braverman, si basa sulla premessa che chiunque tenti di raggiungere le coste britanniche attraversando la Manica su imbarcazioni improvvisate, e gestite da scafisti, è un immigrato illegale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 marzo 2023
Nelle carceri italiane siamo tornati ai tempi del pre-Covid, soprattutto per quanto riguarda i colloqui telefonici. I detenuti potranno infatti chiamare i familiari per soli dieci minuti e una sola volta a settimana. Non solo la fine delle misure deflattive. Da qualche tempo, nelle carceri italiane, si è ritornato al periodo pre-Covid anche per quanto riguarda i colloqui telefonici. Se durante la pandemia i detenuti hanno avuto la possibilità di effettuare chiamate giornaliere con i propri famigliari, ora si è ritornati al colloquio telefonico alla settimana, della durata massima di dieci minuti. Qualcuno sta già protestando, e si tratta dei detenuti del carcere Pagliarelli di Palermo che si dicono pronti ad intraprendere uno sciopero della fame se non dovessero essere ripristinati i colloqui giornalieri.
- Donne ai margini di un carcere che parla al maschile
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