di Grazia Longo
La Stampa, 8 febbraio 2023
L’avvocato del 55enne manda il suo medico dio fiducia: “È in condizioni allarmanti”. Due cose sono assodate. Il governo monitora le condizioni di salute del terrorista anarchico Alfredo Cospito, da oltre 100 giorni in sciopero della fame, ma non cederà al suo ricatto e quindi non gli revocherà il 41 bis. Lo ribadisce a chiare lettere il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, con delega al Dap, a margine di una visita al carcere di Perugia.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 8 febbraio 2023
I pm: si consideri l’evoluzione del fenomeno anarchico. Rispetto al maggio 2022, quando l’anarchico Alfredo Cospito fu sottoposto al “regime differenziato” previsto dall’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario, alcune cose sono cambiate. E dunque ciò che fu stabilito allora dalla ex ministra della Giustizia Marta Cartabia, su richiesta della Procura distrettuale di Torino e della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo all’epoca guidata da Federico Cafiero De Raho (oggi deputato dei Cinque Stelle) può essere rivisto dal nuovo Guardasigilli alla luce di quei mutamenti. Senza trattative né cedimenti da parte dello Stato, bensì all’esito di un “ponderato apprezzamento” sulla reale necessità di quella misura speciale. Così ha scritto il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo nell’articolato parere inviato al ministro Carlo Nordio. Rimettendo ogni valutazione alla “Autorità politica”, la Dna raccomanda, per l’appunto, “un ponderato apprezzamento dell’effettivo rilievo preventivo di misure derogatorie dell’ordinario trattamento penitenziario riferite al singolo detenuto”. Linguaggio involuto e parole soppesate una a una, ma dal significato abbastanza chiaro.
di Francesco Di Paola*
Il Dubbio, 8 febbraio 2023
L’intenzione di Alfredo Cospito, l’anarchico attualmente detenuto presso il carcere di Opera a Milano e sottoposto al regime previsto dall’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario, espressa ai magistrati del Tribunale di Sorveglianza di voler continuare lo sciopero della fame che si protrae da diversi mesi e soprattutto il manifestato rifiuto dell’eventuale alimentazione forzata altro non sono che l’esercizio del diritto che gli attribuisce la legge 219 del 2017, che prevede la disciplina su “Consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento”.
di Massimo Lensi*
Il Domani, 8 febbraio 2023
Il caso Cospito non è soltanto il caso di Alfredo Cospito. Ormai è qualcosa di più esteso. Ha sollevato, ad esempio, per la prima volta in Italia la questione dell’eutanasia in carcere. Se cioè un detenuto può decidere sugli aspetti conclusivi della propria vita biologica in conformità a eventi esterni, come una malattia terminale o la sofferenza psicologica irreversibile.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 febbraio 2023
Protocollo d’intesa per una serie di iniziative. Organizzare conferenze, seminari e tavole rotonde, promuovere corsi di formazione rivolti agli operatori delle forze di Polizia e degli Uffici di esecuzione penale esterna nonché studi e ricerche su tematiche di interesse comune. In sostanza parliamo dello sviluppo congiunto di iniziative di formazione e ricerca: è questo l’obiettivo principale del protocollo d’intesa siglato il mese scorso dal Garante nazionale delle persone private della libertà e dal Dipartimento di Economia e Diritto dell’Università La Sapienza. Il Comitato di indirizzo e coordinamento delle attività sarà composto, per il Garante nazionale, dal dottor Giovanni Suriano, e per il Dipartimento di Economia e Diritto, dalla professoressa Silvia Fedeli.
di Franco Corleone
Il Manifesto, 8 febbraio 2023
Il 26 e 27 gennaio sono stato coinvolto in due eventi eccezionali: la presentazione a Volterra del progetto di un teatro nel carcere di Volterra (dove da trentacinque anni opera Armando Punzo con la sua Compagnia della Fortezza) ad opera dell’arch. Mario Cucinella e a Roma nella Sala Troisi la proiezione in anteprima del film “I nostri ieri” di Andrea Papini, ambientato in un carcere. Il regista ha tenuto a precisare che non assistiamo a “un film scientifico sulla struttura carceraria, non era questo lo scopo”, ma il carcere, come evoca il titolo, rappresenta “un pretesto per parlare del rapporto con la nostra memoria e il vero protagonista è il tempo”.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 8 febbraio 2023
Ai parlamentari che hanno chiesto gli atti solo una sintesi di tre pagine. “Atti non secretati, che potevano leggere tutti i parlamentari”: l’autodifesa di Donzelli era stata immediata. Delmastro aveva confermato con un po’ di prudente raziocinio in più: “Avrei raccontato il contenuto di quelle carte non secretate a qualunque parlamentare me lo avesse chiesto”. Il ministero ha benedetto la loro versione: “Non risultano apposizioni formali di segretezza”.
di Giuseppe Scarpa
La Repubblica, 8 febbraio 2023
L’inchiesta non è più a modello 45, ma è stato iscritto un reato ma a carico di ignoti. Meloni: “Non c’è bisogno dimissioni. Stato non scende patti con mafia o anarchici”. Rivelazione e utilizzazione del segreto d’ufficio. La procura apre un fascicolo sul caso del sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro e del vicepresidente del Copasir Giovanni Donzelli.
di Grazia Longo
La Stampa, 8 febbraio 2023
La Procura di Roma ipotizza il reato di violazione e utilizzazione di segreto d’ufficio. Bonelli attacca: “A me sono stati negati gli atti perché riservati. Nordio è confuso”. È destinata a crescere l’inchiesta della Procura di Roma sulle rivelazioni, in Parlamento, da parte del vicepresidente del Copasir Giovanni Donzelli, di Fdi, in merito alle conversazioni tra l’anarchico Alfredo Cospito e alcuni boss rinchiusi come lui al 41 bis nel carcere di Sassari.
di Pino Corrias
Vanity Fair, 8 febbraio 2023
Un anarchico detenuto che digiuna e sembra che l’italia intera vada in tilt. È la nuova specialità del governo: trasformare ogni bicchiere della cronaca in una tempesta politica. È successo con la fesseria dell’allarme rave party, che il nostro ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha tramutato in una emergenza nazionale, anche se solo per qualche ora, prima di dedicarsi a modificare i salvataggi degli immigrati-straccioni in pubbliche crociere lungo le coste italiane, per godersi, in privato, il piacere di viverle all’asciutto. Poi è toccato alla guerra lampo sul Pos, la scatola per i pagamenti digitali, trasformata in una battaglia di libertà, anche se era, più modestamente, la cara, vecchia rivendicazione del contante per la piccola evasione quotidiana.
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