di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 23 gennaio 2023
Mentre si discute sul taglio delle intercettazioni e sull’urgenza di separare le carriere tra pm e giudici si moltiplicano i problemi concreti. “Vi chiedo l’inserimento del nuovo pensionato L.B., che ha dato la propria disponibilità a prestare attività presso questa Procura due o tre giorni a settimana già nel mese di gennaio”. Scrive così il procuratore della Repubblica di Piacenza alla locale sede dell’associazione di volontariato Auser iscritta nel “Registro Nazionale delle associazioni di promozione sociale”.
di Alessandro Campi
Il Messaggero, 23 gennaio 2023
Se la mafia è l’anti-Stato, lo Stato dovrebbe essere, per logica e buon senso, l’anti-mafia. Ma in Italia le cose non sono così semplici. Come dimostrano le reazioni all’arresto di Matteo Messina Denaro: molta pubblica soddisfazione, certo, ma soprattutto dubbi, sospetti e insinuazioni velenose.
di Alessandro Di Matteo
La Stampa, 23 gennaio 2023
In settimana previsto il faccia a faccia tra premier e Guardasigilli. “Piena fiducia nel Guardasigilli”. Giorgia Meloni prova a disinnescare la mina-giustizia, prima di partire per l’Algeria fa diffondere una nota da palazzo Chigi per riportare la calma nella maggioranza dopo l’affondo sulle intercettazioni telefoniche del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
di Ilario Lombardo
La Stampa, 23 gennaio 2023
La leader di Fratelli d’Italia ha paura che il confronto in atto possa cambiare gli equilibri nella maggioranza. Giorgia Meloni sta per prendere un aereo che la porta in Algeria. È ora di pranzo, nel dossier che le hanno preparato i diplomatici c’è tutto quello che deve sapere sul gas e sul piano per rendere l’Italia un hub energetico nel Mediterraneo e per tutta l’Europa, sugli accordi tra Eni e il colosso locale Sonatrach, sulle altre intese commerciali, sui bilaterali con il primo ministro e con il presidente algerino. Eppure è altrove che si sposta la sua attenzione. La maggioranza rischia di finire a pezzi sulla giustizia. I primi segnali sono preoccupanti. Il ministro Carlo Nordio è furibondo: si sente abbandonato dal partito che lo ha candidato, dalla leader che lo ha fortemente voluto nelle sue liste con la promessa di destinarlo al ruolo di Guardasigilli.
di Ezio Mauro
La Repubblica, 23 gennaio 2023
Come in una maledizione ideologica a cui non può sfuggire, la destra riapre l’armadio dei suoi fantasmi rilanciando la campagna contro le intercettazioni e contro l’informazione, che in realtà è una battaglia di retroguardia a tutela della classe dirigente: e come tale non è certo nelle priorità della popolazione, ma al contrario può risvegliare un movimento spontaneo a difesa della legalità, degli strumenti necessari a garantirla, e del diritto dei cittadini a conoscere e sapere.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 23 gennaio 2023
Il ministro Nordio ha con fragore lanciato nel dibattito politico il tema di una riduzione delle intercettazioni disposte dal giudice (non dal pubblico ministero, che chiede ma non decide). Tra le tante dichiarazioni e talora approssimate battute, gli attacchi del ministro alla coppia intercettazioni/pubblici ministeri, progressivamente sembrano concentrarsi sulla lotta agli “abusi”. Così da un lato ottiene l’accordo di molti o di tutti - chi non condivide la necessità di combattere di abusi? - ma dall’altro resta nel vago. Quali abusi? Gli abusi nell’applicare la legge disponendo le intercettazioni o gli abusi che derivano dalla violazione della legge, come sarebbero certe pubblicazioni delle conversazioni intercettate? O il ministro, come pare da alcune delle sue esternazioni, intende riferirsi ad abusi che deriverebbero proprio dalle leggi, che dovrebbero quindi essere riformate restringendo il campo di possibile uso delle intercettazioni? A tal proposito occorrerebbe chiarezza in sede governativa e parlamentare.
di Giuliano Ferrara
Il Foglio, 23 gennaio 2023
Nei sistemi con una cultura giurisdizionale solida, si intercetta ma non si pubblica, se non in casi rarissimi. L’accusa è una cosa seria e non un fuoco meschino di sospetto. Il ministro Nordio concentri su questo il suo raggio d’azione.
di Pierluigi Battista
huffingtonpost.it, 23 gennaio 2023
Interi volumi delle dimensioni di “Guerra e pace” arrivano ai giornali che per giorni e giorni distilleranno le intercettazioni come capitoli di un grande romanzo. Sono tanti anni che bazzico i giornali e so come funziona la macchina delle pubblicazioni delle intercettazioni. Lo voglio raccontare a chi non lo sa e che magari crede che ancora sia questione di violazione di segreto istruttorio, di carte uscite furtivamente, di manine o manone.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 23 gennaio 2023
Da Castelli a Nordio, da Mastella ad Alfano e Orlando. Governi di ogni orientamento hanno provato - per fortuna quasi sempre a vuoto - a restringere l’uso dello strumento in mano ai pm e a limitare il diritto di cronaca. Il primo tentativo nel 2005, quando Berlusconi si infuria per i nastri dei “furbetti del quartierino”. Il più pericoloso? Il bavaglio del secondo governo Prodi, approvato dalla Camera quasi all’unanimità.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 23 gennaio 2023
L’ex magistrato critica la stretta sulle intercettazioni proposta dal Guardasigilli: “Spuntare le armi agli investigatori dà garanzie ai criminali. Ricordo di aver letto sui giornali gli ascolti delle sue inchieste sul Mose, ora lo dimentica”.
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