di Stefania Totaro
Il Giorno, 30 dicembre 2025
Potranno videochiamare casa negli orari consentiti. In un incontro con i penalisti alcuni ragazzi del carcere di Monza hanno parlato dei problemi del reinserimento sociale e delle criticità del sovraffollamento: “Bisogna restringere sempre di più le distanze tra l’interno e l’esterno”. Come regalo di Natale un telefono cellulare per fare le videochiamate ai familiari nelle ore di permesso. L’hanno ricevuto dagli avvocati della Camera penale di Monza i detenuti della casa circondariale monzese, per abbattere i confini che li separano dalle persone care, ancora di più in questi giorni di festa.
di Bruno Temil
lavitacattolica.it, 30 dicembre 2025
Non numeri, non schede anagrafiche, non “dati” in un sistema burocratico, ma volti unici, irripetibili e amati. È questo il messaggio di speranza che l’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, ha portato nel cuore della casa circondariale di massima sicurezza di Tolmezzo, dove venerdì 26 dicembre ha celebrato la Santa Messa nell’Ottava di Natale. Nella sala teatro trasformata in spazio di preghiera, tra le mura del penitenziario carnico, la liturgia ha assunto il sapore di un abbraccio che non conosce confini. Accanto all’Arcivescovo, hanno concelebrato l’arcidiacono di Tolmezzo, mons. Angelo Zanello, e il cappellano, padre Claudio Santangelo. Una presenza corale che ha visto la partecipazione anche dell’assessore comunale alla Famiglia e all’Inclusione, Cristina Dalla Marta, della Vice comandante della polizia penitenziaria e di diversi agenti, a testimoniare una vicinanza istituzionale che va oltre il dovere formale.
di Rosanna Borzillo
Il Mattino, 30 dicembre 2025
Vicinanza il pranzo all’istituto “Pasquale Mandato” di Secondigliano. “Nessuno è irrecuperabile”. È con queste parole che il cardinale arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, ha voluto parlare al cuore degli ottantadue detenuti che ieri hanno condiviso con lui il pranzo di Natale nel centro penitenziario “Pasquale Mandato” di Secondigliano, a Napoli. Uomini scelti tra i più poveri, spesso stranieri o senza familiari, per i quali il Natale rischia di essere solo un giorno come gli altri. “Una persona non coincide con i propri errori”, ha ricordato l’arcivescovo, rivolgendosi ai detenuti nella sala addobbata a festa, trasformata per qualche ora in uno spazio di ascolto e di speranza.
di Valentina Abate
Vogue, 30 dicembre 2025
Viaggio alla scoperta delle sartorie socialmente impegnate. Il loro obiettivo? Una moda che favorisca la circolarità, ma anche il reinserimento e l’inclusione delle persone nelle comunità. “Siamo un’impresa sociale che promuove bellezza, inclusione e sostenibilità attraverso una moda etica, circolare e Made in Italy”, esordisce Anna Fiscale, che ha co-fondato Quid nel 2013 con collezioni lavorate tra la Casa Circondariale di Montorio, nel Veronese, e un laboratorio interno dove persone con fragilità potessero lavorare con tessuti deadstock. Negli anni, il progetto ha scelto di concentrarsi su merchandising e capsule ad alto impatto sociale e, nel 2023, a festeggiare i 10 anni dalla fondazione, c’erano oltre 150 dipendenti di 23 nazionalità diverse.
di Giampaolo Cerri
vita.it, 30 dicembre 2025
Sono quelle di “Awarness”, consapevolezza, “Advocacy”, ossia sostegno, e “Action”, vale a dire azione, le tre parole che stanno alla base della missione di Soroptimist, l’associazione internazionale per la tutela e la promozione della donna e dei suoi diritti. A capo della sezione italiana, 5mila socie, la presidente Adriana Macchi traccia un bilancio del suo mandato, che si conclude col 2025. Dalle carceri femminili alle palestre, dai campi di calcio alle olimpiadi, dai beauty center alle caserme e commissariati di tutta Italia. C’è un filo rosso che unisce questi luoghi in una rete di speranza e progetti per cambiare e migliorare la vita delle donne.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 30 dicembre 2025
La Corte respinge le censure statali sull’intera norma approvata dalla Regione e impugnata dal governo, ma dichiara l’illegittimità costituzionale di alcune disposizioni contenute nel testo. A chi spetta la competenza in materia di fine vita, allo Stato o alle Regioni? Il verdetto della Consulta, il più atteso da governo e Parlamento, non è così netto. La sentenza numero 204 depositata oggi dalla Corte Costituzionale, infatti, ha respinto le censure statali sull’intera legge regionale della Toscana - la prima in Italia a dotarsi di una norma in tema di suicidio assistito - ma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di diverse sue disposizioni. Laddove la legge numero 16 del 2025, approvata lo scorso febbraio e impugnata poco dopo dal governo, non si limiterebbe ad applicare quanto stabilito dalla stessa Consulta con la sentenza 242 del 2019 (la cosiddetta Cappato/Dj Fabo), ma si spingerebbe oltre, cristallizzando condizioni e criteri su cui spetta al Parlamento legiferare. Come sostenuto nell’udienza dello scorso 4 novembre dall’Avvocatura dello Stato, che rivendicava l’esigenza di uniformare la disciplina a livello nazionale. Mentre la Regione Toscana difendeva la propria facoltà di dettare modalità e tempi certi per garantire un diritto, senza crearne uno “nuovo”, nell’inerzia del Parlamento sul tema.
di Patricia Iori
ultimavoce.it, 29 dicembre 2025
Il tema delle carceri italiane è tornato con forza al centro dell’attenzione politica e mediatica, riaprendo un confronto mai del tutto sopito sulle condizioni di detenzione e sull’efficacia del sistema penale. A riaccendere il dibattito sono stati i dati più recenti sulla popolazione carceraria e alcune dichiarazioni del ministro della Giustizia, che hanno riportato alla luce criticità strutturali e questioni di principio legate al rispetto dei diritti fondamentali. Il quadro che emerge è quello di un sistema sotto pressione, incapace di assorbire l’aumento dei detenuti senza compromettere le condizioni di vita all’interno degli istituti.
umbriajournal.com, 29 dicembre 2025
I dati sul sistema penitenziario italiano a fine 2025 restituiscono un quadro definito “sconcertante” dal Cnpp-Spp, che parla apertamente di una crisi strutturale non più rinviabile. I numeri raccontano un aumento costante della popolazione detenuta, accompagnato da un incremento dei suicidi, dei decessi per cause naturali e da una cronica carenza di personale di Polizia penitenziaria, elementi che insieme mettono in discussione il senso stesso della pena e la tenuta costituzionale del sistema. Nel 1992 i detenuti presenti negli istituti di pena italiani erano 44.134. In quell’anno si registrarono 47 suicidi, pari a 10,6 ogni 10.000 ristretti, e 89 decessi per cause naturali. Si trattava del minimo storico, inferiore persino ai livelli successivi all’indulto del 2006 o agli effetti delle misure adottate dopo la sentenza Torreggiani della Corte europea dei diritti dell’uomo, che portarono a una temporanea riduzione della popolazione carceraria.
La Repubblica, 29 dicembre 2025
L’Associazione Bambinisenzasbarre è impegnata, in Italia e all’estero, nella tutela dei diritti dei bambini, in particolare dei figli di persone detenute. Lavora da 25 anni a per un sostegno psico-pedagogico ai genitori detenuti e ai figli, colpiti dall’esperienza della detenzione di uno o entrambi i genitori. Il 21 marzo 2014 l’Associazione ha firmato con il Ministro della Giustizia, l’Autorità Garante dell’Infanzia e dell’adolescenza, la prima “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti” in Europa. Fa parte di COPE (Children of Prisoners Europe), del Gruppo CRC ed è consultant member di Ecosoc dell’Onu. Le conseguenze dell’interruzione dei legami tra genitori e figli.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 29 dicembre 2025
Oggi in Cdm la data per la consultazione. L’esecutivo tentato dal fare presto, ma impedire la raccolta delle firme popolari è un vulnus. Bisogna partire dalla norma, ma anche da una lunga consuetudine in materia, per misurare quanto il governo forzerà al cdm di oggi, dove sarà stabilita la data per il referendum sulla giustizia. Per portato simbolico e ricadute politiche, è la madre di tutte le battaglie. Eventuale film della vittoria: accelerata su premierato, legge elettorale e lunga campagna verso le politiche sulle ali dell’entusiasmo. Eventuale film della sconfitta: colpo micidiale per il governo. Impossibile fischiettare se ti viene bocciata la riforma più importante - anzi, l’unica - che hai varato, peraltro sulla Costituzione.










