di Donato Martucci
Corriere del Mezzogiorno, 16 dicembre 2025
La corsa dei record e dell’inclusione. La Coelmo Napoli City Half Marathon, ormai punto di riferimento dei podisti di tutto il mondo, apre le sue porte ai detenuti del Centro Penitenziario Pasquale Mandato di Secondigliano a Napoli. La gara, dove sono attesi 10.000 partecipanti con 3.000 atleti stranieri in rappresentanza al momento di 101 nazioni, sarà l’occasione per un percorso concreto di reinserimento sociale. Il progetto è stato presentato ieri presso l’istituto di pena a Nord di Napoli e si chiama “We Run Again”, ovvero letteralmente “Noi corriamo ancora”, oppure in questo caso è “Riproviamoci”.
foggiacittaaperta.it, 16 dicembre 2025
Una intensa performance di arte e musica che ha coinvolto le donne detenute in un percorso emotivo e culturale di profondo valore umano. È quella che si è svolta nel pomeriggio di ieri, 15 dicembre, nella sezione femminile della Casa circondariale di Foggia. L’incontro, introdotto da una intensa presentazione a cura di Denise Sabino, ha visto l’esibizione della violinista Milena de Magistris e la performance canora di Patrizia de Magistris, dando vita a un momento di autentica condivisione, in cui la musica si è fatta linguaggio di ascolto, relazione e benessere interiore.
di Margherita Abis
La Repubblica, 16 dicembre 2025
I due artisti hanno ascoltato i brani inediti realizzati dai detenuti, dando riscontri e suggerimenti tecnici. Fedez ed Emis Killa entrano nel carcere di Monza per parlare di scelte, responsabilità e percorsi personali che a un certo punto prendono una direzione difficile da raddrizzare. A fare da filo conduttore è la musica, usata non come spettacolo ma come strumento di confronto, all’interno di Free For Music, il progetto promosso da Orangle Records e seguito sul piano socio-educativo da Paolo Piffer, educatore e consigliere comunale.
di Paolo Di Stefano
Corriere della Sera, 16 dicembre 2025
Gianluigi Simonetti ha scritto su “Tuttolibri” che gli scrittori sono diventati buoni e la loro bontà morale, civile, psicologica li aiuta a vendere. A volte i buoni sentimenti riguardano il prossimo, a volte si riflettono a specchio sull’io narrante. La letteratura italiana di questi anni, secondo i critici, è stretta tra due tentazioni altrettanto nefaste: da una parte la voglia di riparare il mondo; dall’altra l’irresistibile desiderio di guardarsi l’ombelico, vecchio vizio che tante volte le viene rimproverato. Le due accuse le sono state rivolte nell’ultima settimana da Gianluigi Simonetti e da Marco Archetti. Il primo ha scritto su “Tuttolibri” che gli scrittori sono diventati buoni e la loro bontà morale, civile, psicologica li aiuta a vendere. A volte i buoni sentimenti riguardano il prossimo, a volte si riflettono a specchio sull’io narrante.
di Valentina Petrini
La Stampa, 16 dicembre 2025
Il fine vita? A teatro. La guerra? A teatro. La disobbedienza civile? Sempre a teatro. Gli errori giudiziari? Ancora a teatro. Il surriscaldamento globale? Solo a teatro. Sta succedendo questo in Italia: autrici e autori, giornaliste e giornalisti, cresciuti in televisione con i loro reportage immersivi, stanno cambiando casa. I temi complessi che indaghiamo, esploriamo, non sono più adatti alle prime serate tv, o forse è la tv a non essere più la destinazione finale giusta per la complessità dei temi che narriamo perché dominano la nostra contemporaneità.
di Laura Badaracchi
Avvenire, 16 dicembre 2025
Lontani e spesso privi di argomenti comuni, genitori e figli sperimentano una solitudine che questi ultimi hanno imparato a “gridare” attraverso la musica. Sono sempre più vasti i territori della vita quotidiana in cui il dialogo tra generazioni si è inceppato, come se la lingua si fosse improvvisamente fatta straniera. I genitori e più in generale gli adulti lo misurano costantemente con le tecnologie, nonostante vi siano immersi proprio come i ragazzi: non capiamo davvero (e di questo da loro veniamo spesso accusati) l’uso che ne fanno, che cosa significhi per loro. Lo stesso vale per la musica, nella forma del rap e del trap: così disturbante e volgare, per i grandi, così decisiva nel loro percorso identitario di crescita.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 16 dicembre 2025
Creare il mostro e sbatterlo in prima pagina a volte non paga. Ieri la Corte d’appello di Torino ha liberato Mohamed Shahin, l’imam della città. Per il giudice incaricato del riesame sul trattenimento, le nuove prove presentate dalla difesa fanno escludere “la sussistenza di una concreta e attuale pericolosità” per la sicurezza nazionale. È SU QUESTA IPOTESI, contenuta in un decreto di espulsione siglato Viminale, che il 24 novembre scorso gli agenti avevano prelevato Shahin dalla sua abitazione. Da vent’anni residente in Italia, incensurato, molto conosciuto a Torino, l’uomo si era visto revocare la carta di soggiorno e rischiava il rimpatrio immediato in Egitto. Dove la sua vita sarebbe stata in pericolo visto che, ha sostenuto in udienza, è un oppositore del regime di Al Sisi. Per questo ha fatto richiesta di asilo. Così invece di finire su un aereo per il Cairo è stato rinchiuso in un Cpr. Non quello torinese, ma il più lontano da casa: Caltanissetta, a quasi mille chilometri.
di Alberto Giulini
Corriere della Sera, 16 dicembre 2025
I giudici: “Le frasi dell’imam non bastano per giudicarlo pericoloso”. Il ministro Piantedosi aveva spiegato il trattenimento con “motivi di sicurezza nazionale”. Immediate le reazioni politiche, FdI: “Sconcertante”. Mohamed Shahin è libero. L’imam di Torino ha lasciato il Cpr di Caltanissetta in applicazione della decisione della Corte di Appello di Torino che si è pronunciata per la cessazione del suo trattenimento dalla struttura. All’imam è stato consegnato un permesso di soggiorno provvisorio emesso dalla Questura di Caltanissetta.
di Adriana Raimondi
Il Dubbio, 16 dicembre 2025
Rafforzare la capacità della società civile di sostenere le vittime di crimini d’odio contro le persone Lgbtqi+: è questo l’obiettivo del progetto europeo Enact - Enhancing the capacity of civil society organisations to support victims of anti- Lgbtqi hate crimes, cofinanziato dall’Unione europea e coordinato in Italia da Rete Lenford - Avvocatura per i diritti Lgbti+. L’orientamento sessuale e l’identità di genere rappresentano una delle principali cause di crimini d’odio in Europa. Eppure, circa l’80% delle persone Lgbtqi+ nell’Unione Europea non denuncia gli episodi subiti, spesso per la mancanza di fiducia nelle autorità o per il timore di essere vittimizzate nuovamente in sede giudiziaria.
di Leonardo Fiorentini
L’Unità, 16 dicembre 2025
Sequestri nei cannabis-shop e denunce dopo la morte di Erhan, il 23enne che si è gettato dal balcone a seguito dell’assunzione di cannabis adulterata con una sostanza sintetica. Ma l’infiorescenza non c’entra nulla. Sono le nuove sostanze psicoattive, create in laboratori clandestini per aggirare il divieto di quelle naturali. Dopo la morte a Milano di Erhan, il ragazzo ventitreenne gettatosi dal balcone a seguito dell’assunzione di cannabis adulterata con quello che in un primo tempo è stato individuato come un catinone sintetico, sono partiti in tutta Italia controlli ai cannabis-shop, con sequestri e denunce da parte delle forze dell’ordine. A queste retate in piena regola ha poi fatto seguito domenica scorsa la pubblicazione dell’allerta sui prodotti venduti come cannabis light e contenenti Mdmb-Pinaca, con un velato riferimento al caso milanese.
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