di Carlo Ciavoni
La Repubblica, 15 dicembre 2025
Che oggi sia o no il Giubileo dei detenuti, poco importa, al di là dell’alto richiamo e il forte significato politico che Leone XIV ha voluto dare a questa giornata. Resta il fatto che il nostro Paese può vantare anche il primato del tasso di affollamento negli istituti di pena tra i più alti d’Europa: il 137%, con picchi assurdi come nel carcere di Lucca dove c’è un tasso del 244%. Sono numeri che si spiegano così: il totale delle persone detenute oggi è di 63.545; i posti regolamentari sarebbero 51.276; quelli che invece sono realmente disponibili sono 41.114. Quindi nelle celle delle carceri italiane ci sono 22.431 persone in più.
di Riccardo Benotti
agensir.it, 15 dicembre 2025
Il Papa ha auspicato amnistie e condoni durante la messa per il Giubileo dei detenuti, rilanciando l’appello di Francesco. Ha invitato a offrire a ogni persona la possibilità di ricominciare, denunciando le difficoltà del sistema carcerario e promuovendo una giustizia riparativa e inclusiva. “Confido che in molti Paesi si dia seguito” all’auspicio di amnistie e condoni. Papa Leone XIV rilancia con forza, nella messa per il Giubileo dei detenuti celebrata questa mattina in San Pietro, il desiderio espresso da Papa Francesco nella Bolla Spes non confundit di concedere “forme di amnistia o di condono della pena volte ad aiutare le persone a recuperare fiducia in sé stesse e nella società e ad offrire a tutti reali opportunità di reinserimento”.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 15 dicembre 2025
Lo scorso 26 dicembre Papa Francesco aprì la porta Santa a Rebibbia. Oggi - Giubileo dei detenuti - su una capienza di 46.124 posti vivono 63.868 persone. Siamo governati dall’ipocrisia. Tutti si definiscono cristiani ma nessuno ascolta le parole del capo della Chiesa. Lo scorso 26 dicembre Papa Francesco aprì la porta Santa a Rebibbia, dove giovedì è morta una detenuta e dove il giorno prima si è recato il Presidente della Repubblica. Le parole del Pontefice, che al carcere aveva dedicato pensieri e azioni, sono rimaste inascoltate, colpevolmente rimosse da parte di chi dirige il nostro sistema penitenziario.
di Enrico Rossi*
pensalibero.it, 15 dicembre 2025
Oggi, nel Giubileo dei detenuti, a Roma si parla di “speranza”, di dignità per le persone che sono in carcere. In Vaticano l’evento dura dal 12 al 14 dicembre e stamattina c’è la Messa in San Pietro: un rito pubblico che obbliga tutti - credenti e non - a domandarsi in quali condizioni versi il nostro sistema carcerario. La fotografia è questa: 63.868 persone detenute a fine novembre, con una capienza regolamentare di 51.275 posti, ma soprattutto con posti effettivamente disponibili scesi a 46.124 perché migliaia di celle e sezioni sono inagibili o chiuse. Più che un “sovraffollamento”, è una compressione quotidiana di corpi e di vita, con un sistema che lavora oltre la soglia minima di sicurezza. I numeri della disperazione li ricorda Antigone: nel 2024 i suicidi sono stati 91 (un record) e nel 2025 l’emergenza non si è fermata e ha raggiunto parlano i 74 suicidi (più altri decessi e casi da accertare).
di Ugo Adamo
lacnews24.it, 15 dicembre 2025
Nel 2024 i Tribunali di sorveglianza hanno accolto più di 5.800 ricorsi per trattamenti inumani e degradanti. Finora inutili gli appelli di Papa Francesco che chiese in vista dell’anno giubilare provvedimenti di clemenza per restituire speranza. Il titolo attribuito a questo nostro intervento, che può apparire provocatorio, è stato scelto per richiamare l’attenzione del lettore su una situazione drammatica, quale quella che si vive nelle carceri italiane da ormai troppo tempo. La condizione degli istituti penitenziari ha raggiunto livelli allarmanti: a fronte di 46.500 posti realmente disponibili, essi ospitano circa 63.500 persone, in condizioni di sovraffollamento estremo.
di Lino Fresca
calabria7.news, 15 dicembre 2025
Suicidi, violenze e sovraffollamento. È il dramma che si vive nelle carceri italiane. Cinque detenuti si sono suicidati negli ultimi giorni negli istituti di pena italiani. Il Giubileo dei detenuti inizia nel peggiore dei modi, con notizie di morte e disperazione. Pochi giorni fa è morta nel carcere di Rebibbia una donna cinquantanovenne, probabilmente per overdose. Precedentemente ci sono stati un caso di suicidio nel carcere di Viterbo e il decesso di un detenuto a lungo in coma e in terapia intensiva per una violenza tra detenuti all’interno di Rebibbia. Una brutta successione di morte che segna queste giornate dedicate ai detenuti. Ancora un altro suicidio è stato segnalato nel carcere di Lecce.
di Alex Corlazzoli
Il Fatto Quotidiano, 15 dicembre 2025
“Senza rieducazione, si preparano solo nuovi delinquenti”. Intervista a don Roberto Musa, cappellano della casa circondariale di Cremona: “Chi lavora in carcere è continuamente preoccupato di non svolgere appieno la sua missione”. “Non si può andare avanti a dare la tachipirina ha chi ha il tumore. Entro in carcere dal 2010. Da allora sono passati governi di ogni colore politico ma non so quanto, ci sia in Parlamento, la volontà trasversale di agire su quanto avviene dietro le sbarre. Questa non è un’emergenza ma un problema strutturale: le celle scoppiano, i funzionari sono oppressi dalla burocrazia, non siamo attrezzati ad affrontare le persone detenute a causa delle dipendenze da nuove sostanze, spesso manca un accompagnamento per il post detenzione”.
di Bruno Giordano*
italreport.it, 15 dicembre 2025
Il Giubileo dei detenuti si celebra con numeri inequivoci: dall’inizio dell’anno in carcere sono morti 223 detenuti, di cui 76 suicidi, 4 morti in un solo giorno, a cui bisognerebbe aggiungere tutti i tentativi di suicidio e i gesti autolesionistici. E senza dimenticare chi in carcere ci lavora. Persone, più che numeri, spesso ristrette per pene non di lungo periodo, che dimostrano come il nostro sistema penitenziario sia fuori dalla Costituzione: l’art. 2 tutela i diritti umani in qualsiasi formazione sociale in cui operi, quindi anche in carcere; e l’art. 27 vieta la pena di morte. Eppure, di carcere si muore. Nella Costituzione tutte le pene, non solo quelle detentive, non devono andare contro il senso di umanità, hanno come unico fondamento la rieducazione di chi ha commesso un reato, non la sofferenza. Non fargli mancare l’aria.
agenparl.eu, 15 dicembre 2025
Enrico Costa (Forza Italia), vicepresidente della Commissione Giustizia: La libertà personale violata per giorni e giorni per il Csm è un fatto di “scarsa rilevanza”. Quali gli altri elementi sui quali è fondata la “scarsa rilevanza”? Che il detenuto non abbia presentato reclamo o richiesta di scarcerazione. “Un Pm si dimentica in carcere un detenuto in custodia cautelare e lo scarcera con 43 giorni di ritardo rispetto alla scadenza dei termini. Il Ministro della Giustizia avvia un’azione disciplinare nei confronti del magistrato. Esito: il CSM lo assolve per “scarsa rilevanza” del fatto. 43 giorni in carcere sono di “scarsa rilevanza” per la sentenza numero 8 del 2025.
di Tino Palestra
Corriere della Sera, 15 dicembre 2025
Quello slogan che promette miracoli mentre i temi veri restano nel cassetto. Il dibattito sul referendum costituzionale promosso dal governo Meloni. Mi ero ripromesso di non intervenire sul referendum sulla giustizia (definizione già forzata, trattandosi di questioni riferite semmai all’assetto della magistratura) e da mesi mi lascio stoicamente scorrere sopra la testa le straparlate dei mille opinionisti che, con la riforma Nordio, vendono al pubblico giustizie più giuste, giudici che pagano i loro errori e persino giustizie più efficienti: ma quando, con slogan non molto dissimili, scendono in campo anche i “colleghi” della Camera penale (di molti dei quali ho stima personale e professionale sincera), non riesco a trattenermi.
- Giustizia, parte la sfida dei comitati: in campo toghe, attori e intellettuali
- Umbria. Il Garante dei detenuti: “Per tossicodipendenti e malati occorrono soluzioni alternative”
- Toscana. Carceri: un calendario per promuovere diritti, progetto ideato dalla Società della Ragione
- Milano. San Vittore, tra raggi chiusi e affollamento. “Qui non c’è più dignità per i detenuti”
- Milano. Emergenza infinita a San Vittore: 250 detenuti evacuati dopo incendi e blackout










