di Claudia Guarino
Il Tirreno, 14 dicembre 2025
A dare l’allarme il compagno di stanza: la pm ha disposto l’autopsia. Il messaggio del Garante dei detenuti. Ad accorgersi che qualcosa non andava è stato uno dei due compagni di cella, che ha dato l’allarme. Ma quando operatori sanitari e agenti penitenziari sono intervenuti, per lui non c’era più niente da fare. Il livornese Kevin Cecchi è morto lì, a 31 anni, nel reparto di Media Sicurezza del carcere delle Sughere, a Livorno.
di Elisabetta Andreis e Pierpaolo Lio
Corriere della Sera, 14 dicembre 2025
Dopo cortocircuito elettrico un secondo incendio. “Esclusi atti dolosi”. La giornata in allerta nel carcere sovraffollato: un blocco elettrico ha lasciato senza corrente l’intero III raggio, che ospita detenuti comuni e “la Nave” con i carcerati tossicodipendenti. Secondo incendio nella notte, senza feriti. La maggioranza spostata a Bollate, altri fuori regione. Per quasi tutta la giornata s’è lavorato a evitare in ogni modo il “piano b”. E cioè quello che però è poi avvenuto: essere costretti a trasferire quasi un quarto degli “ospiti”. Gli autobus della polizia penitenziaria sono arrivati in serata davanti al carcere di San Vittore. E una volta fatto il carico di detenuti - 250, in pratica tutto il “III Raggio” - sono ripartiti con destinazione Bollate e altri penitenziari fuori regione.
lecceprima.it, 14 dicembre 2025
Dopo i due decessi in pochi giorni, visita del deputato dem Claudio Stefanazzi a Borgo San Nicola. La stoccata al governo: “Strategie punitive, nessuna volontà di agire”. Fuori, presidio di volontari. L’idea per la formazione: detenuti Oss con titolo spendibile una volta usciti. I volontari in presidio. Due suicidi in pochi giorni. È questo il drammatico bilancio che ha riacceso i riflettori sul penitenziario di Borgo San Nicola. Un’emergenza denunciata dal Sappe, sindacato della polizia penitenziaria, e che ha spinto il deputato leccese del Partito democratico Claudio Stefanazzi a effettuare una visita ispettiva d’urgenza nella struttura.
di Diana Ligorio
Il Domani, 14 dicembre 2025
Federica Lombardia ha una malattia genetica che si chiama acondroplasia. La sua passione è la scrittura, che ha portato tra le mura del penitenziario: “Qui mi sento me stessa”, dice. Da Castel Maggiore alla Dozza, in bici sono ventitré minuti e sei chilometri di case basse, pianura e poi campagna. Non è provincia, non è periferia della città. Nessuna identità nel paesaggio. Nessuna architettura verticale. Solo un muro di cinta mostra nella sua altezza la sostanza di una separazione. “Alla Dozza ci devi proprio voler andare”, dice Federica Lombardi mentre lega il manubrio a un palo e tira fuori il documento per accedere alla casa circondariale Dozza di Bologna. Federica, alla Dozza, ci vuole proprio andare: “Se salto un martedì, mi mancano i ragazzi, mi manca quello spazio”.
di Tiziano Grottolo
Corriere del Trentino, 14 dicembre 2025
Oltre mille persone hanno attraversato la città in segno di protesta per dire no ai Cpr: “Migranti criminalizzati”. “Più di 1.500 persone sono qui per dire no al sistema dei centri di permanenza per i rimpatri, non vogliamo i Cpr né a Trento né in Albania”. È il messaggio lanciato dagli attivisti che ieri hanno preso parte alla manifestazione promossa da un coordinamento di oltre 60 sigle. Si tratta di movimenti, collettivi antirazzisti, scuole di italiano, associazioni, sindacati e partiti di sinistra e centrosinistra.
di Stella Bonfrisco
Il Resto del Carlino, 14 dicembre 2025
“Una vita caduta per terra” il titolo dello spettacolo andato in scena alla ‘Pulce’. È il risultato di un laboratorio teatrale organizzato da MaMiMò. “Perché l’anagramma di carcere è ‘cercare’ e forse il senso della vita è proprio cercare, andare avanti”: una battuta in un copione carico di emozioni e voglia di spiegare la condizione di chi è privato della libertà, ma chiede comunque di aprirsi all’intera comunità. “Una vite è caduta per terra” è il titolo dello spettacolo che venerdì sera è andato in scena nella palestra - fresca di ristrutturazione - del carcere reggiano. Protagonisti i detenuti della sezione maschile: Ahmed, Anass, Angelo, Bruno, Davide, Gaetano, Khalil, Marco e Mattia, che hanno inoltre lavorato alla scrittura del testo, con la regia di Gian Marco Pellecchia e la drammaturgia di Paolo Bruini.
orvietonews.it, 14 dicembre 2025
La Casa di Reclusione di Orvieto, in collaborazione con la Caritas Diocesana di Orvieto-Todi e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto presenta “Spezzacatene. Una storia di brigantaggio”, un fotoromanzo ideato, scritto e fotografato dai detenuti all’interno di un percorso educativo e artistico guidato da Manuela Cannone e Ludovica Andò, da un’idea del capo area educativa della Casa di Reclusione di Orvieto Paolo Maddonni. La presentazione, come annunciato, si terrà lunedì 15 dicembre alle 11 all’Auditorium “Gioacchino Messina” di Palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto.
di Roberto Barzanti
Il Manifesto, 14 dicembre 2025
Temi, memorie, recensioni, opere Due fascicoli della rivista internazionale “Todomodo” (Olschki editore) e il XVI “Leonardo Sciascia colloquium”: la drammatica attualità delle accuse dello scrittore siciliano. Se uno scrittore contemporaneo sollecita un gruppo di amici a produrre una serie di iniziative che non solo ne mantengano viva la memoria, ma ne approfondiscano le predilette tematiche e raccolgano testimonianze, recensioni, opere grafiche consone alla sua alacre creatività, questa è la migliore verifica della permanenza del suo mondo, delle domande che ha formulato, delle accuse che ha gridato. Come se le sue pagine fossero restate aperte e sollecitassero a proseguire il lavoro avviato con furore. È quanto è accaduto e accade a Leonardo Sciascia (Racalmuto, 8 settembre 1921- Palermo, 20 novembre 1989). Nel ‘93 Francesco Izzo si adoperò per far nascere il sodalizio Amici di Leonardo Sciascia e in seguito, tra variegate forme di omaggio, riuscì a dare alle stampe dal 2011, in accordo con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, una rivista annuale e internazionale edita da Olschki (Firenze) ricca di saggi, riletture, incisioni, proposte relative a un autore amatissimo. Non uno strumento di culto, ma una sede di incontri in cui filologia e storiografia, critica e inchiesta si fondono in una sapiente architettura.
di Letizia Tortello
La Stampa, 14 dicembre 2025
Lo scrittore greco: “La manipolazione dei media è un grande rischio per la democrazia”. “La resistenza non ha età”. Lo scrittore greco Petros Markaris condensa in un titolo - quello del suo prossimo libro del commissario Charitos - lo slogan più adatto per sopravvivere ai tempi durissimi che stiamo vivendo. “Tempi di retromarcia”, in costante sfida della democrazia e dei diritti acquisiti. In cui la libertà di espressione, di critica e di dissenso cedono sotto i colpi feroci del potere che bolla sommariamente come “fake news” le notizie più scomode e pericolose.
ansa.it, 14 dicembre 2025
La Bielorussia ha liberato 123 detenuti tra cui l’attivista anti-regime Maria Kolesnikova, in carcere dal 2020. Lo hanno reso noto i media di Stato. All’operazione hanno partecipato anche i servizi segreti ucraini, ha rivelato il presidente Volodymyr Zelensky. “Grazie al ruolo attivo degli Stati Uniti e alla collaborazione dei nostri servizi di intelligence, circa un centinaio di persone, tra cui cinque ucraini, stanno tornando in libertà”, ha spiegato su Telegram. Kolesnikova era stata condannata a 11 anni di carcere nel 2021 a seguito delle proteste seguite alle elezioni presidenziali bielorusse del 2020. La donna ha già parlato con sua sorella, Tatyana Khomich, ha affermato Igor Kravtsov, rappresentante della squadra del leader dell’opposizione bielorussa Viktor Babariko. Secondo Kravtsov, Kolesnikova si trova già fuori dalla Bielorussia.
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