di Gabriele Rizzi Balzani
santegidio.org, 8 dicembre 2025
Le voci dei cappellani dei penitenziari e dei volontari alla vigilia del Giubileo dei detenuti. È stata la seconda Porta Santa ad essere aperta. Era il 26 dicembre 2024 e, nella chiesa del carcere di Rebibbia, Papa Francesco aveva così voluto esprimere la propria vicinanza ai detenuti. Oggi, ad un anno di distanza, uno degli ultimi eventi del Giubileo rimette al centro i penitenziari. Luoghi, questi, dove la speranza, a cui è dedicato l’Anno Santo, sembra non avere posto, travolta dal sovraffollamento, dal degrado e dalla carenza di organico. Problemi comuni alle carceri di tutta Italia, cui purtroppo non fanno eccezione quelle romane.
di Leonardo Delfanti
Il Domani, 8 dicembre 2025
Si parla di organizzazioni che partono da ideali ecologici e, con le loro attività, creano posti di lavoro e inclusività: “Quando qualcuno assaggia i nostri prodotti, non compra solo una marmellata: entra in contatto con un’esperienza di rinascita e fiducia”. Cibo è il nostro inserto mensile che racconta il mondo attraverso ciò che mangiamo. Esce l’ultimo sabato di ogni mese sulla app di Domani e in edicola. In ogni numero svisceriamo un tema diverso con articoli, approfondimenti e commenti: il tema del numero di questo mese è cucina abitabile. Qui troverete man mano tutti gli altri articoli di questo numero. In questa pagina, invece, tutti gli altri articoli di Cibo, che è anche una newsletter gratuita. Ci si iscrive a questo link.
di Antonella Coppari
La Nazione, 8 dicembre 2025
La sinistra vuole guadagnare tempo perché è indietro nei sondaggi. La decisione finale spetta a Mattarella. Mulè (FI) e la partita sul voto all’estero. In attesa di darsele di santa ragione sul merito del referendum costituzionale sulla giustizia, destra e sinistra si scaldano i muscoli menandosi sulle minuzie. Ovvero, sui tempi e sulle modalità del voto. Il fronte del sì, guidato dalla maggioranza, sogna di aprire le urne tra il 1° e il 22 marzo, con la data del 15 marzo segnata in rosso. Cadrebbe in concomitanza del convegno ‘Follow the Money’ in memoria del giudice Giovanni Falcone, organizzato a Palermo da Palazzo Chigi e ministero della Giustizia, e la destra spera in un effetto traino.
di Giovanni Diamanti
La Repubblica, 8 dicembre 2025
In una sfida elettorale meno tecnica e più politica, infatti, contro il governo si potrebbero mobilitare gli elettori dell’opposizione insieme a tanti scontenti e disaffezionati. Non siamo ancora entrati nel vivo della campagna referendaria, ma le due fazioni in campo stanno già scaldando i motori. Ai blocchi di partenza, il fronte governativo, schierato graniticamente per il Sì, appare favorito: dal 57.9% di Ipsos al 56% di Youtrend, ad oggi il vantaggio fotografato dai sondaggi è piuttosto netto e supera chiaramente i rapporti di forza tra la coalizione di centrodestra e il Campo Largo.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 8 dicembre 2025
Parla il presidente del Comitato per il No al referendum promosso dall’Anm: “Ho accettato l’incarico perché voglio bene alla Costituzione”. Professore, ma questo confronto in tv col Guardasigilli Carlo Nordio si fa o no? “Non so, io sono a disposizione. Però ho l’impressione che sia lui a pretendere di non farlo con me, ma con un esponente dell’Anm. Eppure il Comitato serve proprio a questo...”. Enrico Grosso, avvocato, figlio dell’insigne penalista Carlo Federico e allievo di Gustavo Zagrebelsky, è ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Torino.
di Augusto Barbera
Il Foglio, 8 dicembre 2025
Il vero nodo non è temere i pm, ma correggere un sistema bloccato da corporazioni e correnti. Intanto, caro Paolo, non sono rimasto fermo, come tu dici, alla cultura della Corte costituzionale o quella di componente della commissione Affari costituzionali ma sono stato (lo ricordi?) anche presidente del Giurì d’onore da te richiesto (novembre 1991) contro accuse che ti venivano rivolte da altri parlamentari per presunti finanziamenti non dichiarati. E proprio in quella occasione, suscitando l’ira dei tuoi accusatori (seduta del 20 novembre 1991), tenemmo a sottolineare l’esigenza che fosse necessario non solo produrre delle prove ma discuterle in contraddittorio con te.
di Guido Camera
Il Sole 24 Ore, 8 dicembre 2025
La legge che introduce il delitto di femminicidio modifica anche le procedure. Audizione personale da parte del Pm e notizie su scarcerazioni o evasioni. La legge che introduce il delitto di femminicidio (181/2025, in vigore da mercoledì 17 dicembre) ridisegna l’approccio dell’ordinamento alla violenza di genere. Il nuovo delitto è il simbolo di un riassetto più ampio che attraversa il processo penale dalla fase delle indagini all’esecuzione della pena: le modalità con cui la vittima è ascoltata, il ruolo dell’accusa privata, la gestione delle misure cautelari, le notifiche alla persona offesa, le comunicazioni tra autorità giudiziaria penale e civile, l’accesso ai benefici penitenziari.
di Alessandra Ghisleri
La Stampa, 8 dicembre 2025
Un italiano su due è favorevole alla proposta Meloni-Schlein. Ma dopo il sì della Camera il testo è fermo in Senato. Un italiano su due - il 51,6% secondo una ricerca di Only Numbers - ritiene necessaria una legge che definisca il consenso nei rapporti sessuali, ribadendo un principio semplice: “senza un sì libero e attuale, è stupro”. Il dato arriva in seguito alla proposta di governo nata dal patto tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, segno di un dibattito che si fa sempre più centrale.
di Daniela Gori
La Nazione, 8 dicembre 2025
Sovraffollamento e mancanza di sostegno psicologico: sono i temi su cui si concentra l’attenzione dopo l’ennesimo suicidio di un detenuto, questa volta nel carcere di Pistoia. Sono 77 le vittime in carcere in tutta Italia quest’anno, 73 persone detenute e 4 agenti della polizia penitenziaria. “La Convenzione europea e la corte europea dei diritti dell’uomo hanno stabilito che ogni detenuto ha diritto a 3 metri quadri completamente disponibili e che uno spazio ristretto equivale alla tortura, ma nel carcere pistoiese negli ultimi sei mesi a causa del sovraffollamento queste condizioni di base non sono garantite per nessun detenuto. Il che equivale a un trattamento degradante e inumano”.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 8 dicembre 2025
Ma il gip archivia. Roberto Mozzi, nel 2024 cappellano a San Vittore, è intervenuto durante la Maratona Oratoria sull’emergenza delle carceri indetta dagli avvocati. Il Dap lo ha denunciato per avere dato informazioni sui 12 suicidi in cella, ma per il giudice non c’è alcun dato segreto. L’Amministrazione penitenziaria (Dap) ha denunciato l’anno scorso l’allora cappellano del carcere di San Vittore per “rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio” nel discorso sui suicidi in cella pronunciato dal prete il 14 giugno 2024 durante la Maratona Oratoria sull’emergenza delle carceri indetta dagli avvocati dell’Unione Camere Penali Italiane sullo scalone del Palazzo di Giustizia di Milano, e poi pubblicato sul quotidiano Avvenire.
- Firenze. A Sollicciano cella troppo piccola: “Manca lo spazio vitale, il detenuto va risarcito”
- Perugia. Cella al freddo e sovraffollata, detenuto risarcito per le condizioni “inumane”
- Pisa. L’ateneo in carcere 50 detenuti studenti: “Una seconda possibilità”
- Roma. Memorial Cucchi, 72 sagome davanti a Montecitorio: “Basta suicidi in carcere”
- Stretta sulla cittadinanza agli stranieri










