modenatoday.it, 6 dicembre 2025
Dal 9 al 13 dicembre “Voci assurde, corpi crudeli” un ciclo di tre reading a cura del Teatro dei Venti nelle Carceri di Modena e Castelfranco Emilia (solo per pubblico già autorizzato), il 17 dicembre “Dei delitti, delle scene”, giornata di studi con apertura internazionale al Teatro Storchi. Nell’ambito del Festival Trasparenze di Teatro Carcere, il Teatro dei Venti presenta dal 9 al 13 dicembre i primi esiti del nuovo progetto triennale “Voci assurde, corpi crudeli”, dedicato ad Antonin Artaud attraverso Samuel Beckett, un percorso nato dal lavoro dei laboratori teatrali all’interno delle Carceri di Modena e Castelfranco Emilia.
Ristretti Orizzonti, 6 dicembre 2025
L’associazione si è aggiudicata il Premio “Il Maggio dei Libri 2025” per la categoria “Carceri, strutture sanitarie e di accoglienza per anziani”, consegnato durante la fiera “Più Libri Più Liberi” di Roma. È andata in scena ieri a Roma, nell’ambito della Fiera “Più Libri Più Liberi”, la cerimonia di premiazione della 14^ edizione del Premio “Il Maggio dei Libri 2025” che ha visto Lavori in Corso APS aggiudicarsi il riconoscimento nella categoria “Carceri, strutture sanitarie e di accoglienza per anziani” con l’iniziativa “Maggio dei libri nello Spazio Giallo del carcere di Foggia”, un luogo di relazione curato e gestito dall’associazione.
di Marina Tomarro
L’Osservatore Romano, 6 dicembre 2025
A Venezia la mostra “I Volti della povertà in carcere”. Quando entri per la prima volta nel Convento delle convertite, oggi Casa di reclusione femminile della Giudecca, la cosa che ti colpisce è l’odore. Non quello di cloroformio e disinfettante, come succede nelle altre strutture detentive, ma lì dentro profuma di salmastro, perché fuori c’è il mare. Da alcuni anni però la Cappella di Santa Maria Maddalena è diventata un luogo d’arte, un padiglione speciale della Biennale di Venezia, dove le detenute si trasformano in guide artistiche aiutando i visitatori a fare un percorso tra le opere esposte.
di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 6 dicembre 2025
Sono frequenti le donazioni degli organi da morto o da vivo (cellule, gameti, tessuti, organi, ecc.) determinanti per curare la vita di persone in condizioni di vulnerabilità (nel nostro paese R. D. 1592/ 1933; legge 91/ 99). Tuttavia nell’ambito di queste tragiche esperienze è da chiedersi se la cultura giuridica occidentale sia sempre favorevole all’idea che il corpo non possa essere l’oggetto di una alienazione commerciale. Ciascuna società, ciascuna epoca tratteggia un sapere specifico sul corpo. È possibile domandarsi se i principi tradizionali costitutivi della persona umana e della sua personalità giuridica, quali l’individualità e l’inviolabilità del corpo, la sua disponibilità a titolo gratuito, la non commerciabilità dello stesso, siano ancora fondamentali per il rispetto della dignità della persona. Tanto più che alcuni principi tradizionali non sembrano oggi in grado di fornire da soli risposte univoche sia alle istanze individualistiche e libertarie, sia alle nuove spinte di mercato per l’utilizzazione del corpo umano. E se l’uomo diviene così un prodotto, un bene come altri, sottoposto alle logiche di mercato sembra di giorno in giorno più difficile difendere l’idea secondo la quale il corpo, inseparabile dalla persona, è fuori dal commercio.
di Niccolò Carratelli
La Stampa, 6 dicembre 2025
I riformisti Pd non ritirano il ddl, sarà discusso con quelli di Lega e FI. In campo vescovi e Comunità ebraiche: serve una norma condivisa. Difficile prevedere che fine farà il disegno di legge sull’antisemitismo presentato a Palazzo Madama da Graziano Delrio e sottoscritto da diversi senatori del Pd. Ampiamente prevedibile, invece, la spaccatura del gruppo dem al Senato, figlia delle due anime che convivono nel partito. Entrambe decise a contrastare qualsiasi forma di antisemitismo, e ci mancherebbe, ma con posture diverse nella critica al governo israeliano. Da una parte quelli che parlano apertamente di “genocidio” a Gaza, dall’altra quelli che ritengono inopportuno usare quel termine. Da una parte i fan della Flotilla, che erano pronti a sostenerla fino a Gaza, dall’altra quelli che (ascoltando il presidente Mattarella) l’avrebbero fatta fermare molto prima.
di Anna Foa
La Stampa, 6 dicembre 2025
L’antisemitismo esiste, anche se chi, come il governo israeliano, ne denuncia dappertutto l’apparizione non fa certo un buon servizio a chi lo vuole combattere, annegandolo in una palude in cui tutte le vacche sono nere. Se tutto è antisemitismo, nulla lo è più. L’antisemitismo è esistito, non solo nel progetto hitleriano di totale sterminio degli ebrei, ma più banalmente in giornali, libri, partiti politici apertamente “antisemiti”, in quella prima metà del XX secolo in cui, tanto per non citare che un caso, un sindaco antisemita, Karl Lueger, ha governato Vienna. Oggi l’antisemitismo riaffiora alla luce, cresce, si espande, aiutato dall’indignazione per le immani stragi compiute da Israele a Gaza, dalle drammatiche vicende della Cisgiordania, dalla follia messianica dei coloni.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 6 dicembre 2025
Divieto si, divieto no, la canapa resta bandita, almeno per ora. Nel corso dei lavori parlamentari di giovedì sulla legge di bilancio l’emendamento 28.0.1, inserito nella manovra di bilancio su iniziativa del Senatore di FdI Matteo Gelmetti, ha fatto scoppiare un caso che ha provocato non poco imbarazzo all’interno della maggioranza e in particolare nel partito di Governo, costringendolo a fare uno scomposto dietrofront.
di Melina Chiapparino
Il Mattino, 6 dicembre 2025
Ora torneranno liberi dopo 17 mesi in carcere. Non erano scafisti, ma erano alla guida del barcone per uno stato di necessità: si è concluso con quattro assoluzioni il processo a Napoli che vedeva imputati 4 migranti arrivati in Italia nel luglio del 2024. I quattro, in seguito alle testimonianze raccolte, vennero indicati come coloro che guidavano le due imbarcazioni - con a bordo complessivamente 55 persone - soccorse dalla nave umanitaria Ocean Viking nel mediterraneo centrale. Appena sbarcati a Napoli, furono fermati e trasferiti in carcere. Il giudice ha però ritenuto sussistente “lo stato di necessità” e ora i quattro torneranno liberi dopo 17 mesi in carcere.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 5 dicembre 2025
Non un solo atto di clemenza è stato assunto. E non un solo provvedimento capace, non dico di fermare, ma almeno di rallentare il processo di disfacimento della giustizia e di coloro che ne subiscono l’oltraggio. Tra una settimana, dal 12 al 14 dicembre, si celebrerà il Giubileo dei detenuti: e questa scadenza, fortemente voluta da papa Francesco, alimenta sentimenti di attesa e di speranza all’interno della popolazione carceraria e scarso o nullo interesse da parte dell’opinione pubblica. Già, quest’ultimo dato è significativo: il diffuso disinteresse nei confronti delle condizioni disumane in cui versa il sistema penitenziario italiano ci parla, certo, dell’indifferenza della maggioranza della società verso le parti più sofferenti di sé, ma in primo luogo solleva una grande questione politica.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 dicembre 2025
La proposta del presidente del Senato accende speranze subito smentite da Mantovano e riapre il tema delle responsabilità politiche verso chi vive in detenzione. Il presidente del Senato e fondatore di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa propone pubblicamente di far uscire in anticipo chi è vicino alla fine della pena. Il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti dice di condividerne la sostanza, ma esplode per il modo: “Sono incavolato nero!”, perché la mossa è arrivata senza un accordo e il governo, tramite il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, l’ha subito smentita, lasciando dietro di sé migliaia di persone con una speranza che si è presto spenta.
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