di Francesco Oliva
corrieresalentino.it, 3 dicembre 2025
Detenuto muore nel sonno nel carcere di Lecce nella notte tra domenica e lunedì. La vittima si chiama Luciano Romano, 36enne residente nel capoluogo salentino, arrestato soltanto pochi giorni fa per questioni di droga. Sono stati gli altri due compagni di cella - uno di Lecce, l’altro di Cerignola (Foggia) - a compiere la triste scoperta, all’alba di lunedì, quando hanno ritrovato il corpo di Romano privo di vita riverso nel letto. La richiesta di soccorso è stata tempestiva così come l’intervento del personale del 118. I soccorritori hanno manovrato, tentato il massaggio cardiaco ma non hanno nemmeno accennato a una corsa disperata in ospedale.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 3 dicembre 2025
Mille ore di lezione in un decennio per il Polo penitenziario universitario dell’ateneo milanese è il più grande in Italia e tra i più grandi in Europa. La rettrice Marina Brambilla: “Ci ha regalato un primato nazionale che ci rende davvero orgogliosi: realizza un dettato costituzionale, insegna e dà consistenza ad una solidarietà giusta e necessaria, forma e allena alla coesione sociale nella pratica dell’insegnamento e dell’amicizia, nutrendo una delle identità più importanti di questa università”. All’interno del progetto è nato anche il primo Osservatorio sul diritto allo studio in carcere italiano.
di Roberta Rampini
Il Giorno, 3 dicembre 2025
Da semplice (ma non ordinario) accessorio a percorso di rinascita. La borsa, oggetto di culto per le donne, è diventata simbolo di memoria, autonomia e riscatto per un gruppo di donne detenute nel carcere di Milano-Bollate. È questo il senso di Unlimited Edition: The Bag, il progetto di formazione ideato dalla Fondazione Francesco Morelli per le detenute della sezione femminile della casa di reclusione, con la collaborazione dell’Istituto Europeo di Design e la partecipazione di Ethicarei e della Fondazione Severino. Obiettivo: utilizzare il design come strumento per sviluppare e sostenere la capacità di immaginare una trasformazione di sé.
di Olga Mugnaini
La Nazione, 3 dicembre 2025
Appuntamento il 14 dicembre (dalle 20) al Teatro del Maggio con l’Orchestra del Mare. Sono stati i detenuti a dare nuova vita al materiale recuperato dopo gli sbarchi. Si chiama l’Orchestra del Mare, forse per ricordare speranza e disperazione di quel carico di umanità che attraverso i barconi approda sulle nostre coste. Chi arriva stremato ma vivo; chi senza vita, arreso a quello stesso mare. I resti di quelle disgraziate imbarcazioni sono diventati qualcosa di più di fragili appigli a cui aggrapparsi nella furia delle onde. Sono diventati musica. Nelle mani di detenuti del carcere di Milano-Opera quei legni scrostati sono stati tagliati e levigati, curvati e rigenerati nella forma di strumenti musicali. E adesso suonano, come per restituire la voce all’intero popolo dei migranti.
di Gerolamo Fazzini
Avvenire, 3 dicembre 2025
Per l’Oxford Dictionary la parola dell’anno è “rage bait”, cioè pubblicare contenuti che catturano l’attenzione scatenando rabbia. Chissà come reagirebbe, se fosse viva, Simone Weil. Cosa direbbe la filosofa e mistica francese, che lasciò scritto “L’attenzione è la forma più rara e più preziosa della generosità”? La notizia è questa: l’Oxford Dictionary ha selezionato come parola dell’anno rage bait (“esca per la rabbia”), riferendosi al fenomeno per cui, pur di catturare l’attenzione di chi transita sul web, si utilizza un contenuto online deliberatamente progettato per suscitare rabbia o indignazione attraverso un atteggiamento provocatorio o offensivo, pubblicato per aumentare il traffico. Certo, ai tempi di Simone Weil non esisteva Internet e il mondo era radicalmente diverso dall’attuale. Tuttavia, le parole della mistica - scritte nel 1942 - non hanno perso il loro valore. Di più: suonano come una provocazione, in un mondo, quello virtuale, nel quale non solo si sgomita in ogni modo per conquistare l’attenzione, ma si titillano persino gli istinti più bassi pur di ottenere una reazione, un like in più.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 3 dicembre 2025
La marcia dei diritti. Ogni giorno i partecipanti percorrono un minimo di dodici chilometri a piedi e spesso sotto la pioggia. “Raggiungiamo a Chiusi la marcia del dolore. Sono i ciechi civili partiti da Firenze e diretti a Roma. Hanno scritto sui cartelli ciò che chiedono. Alla partenza erano poche decine, ora sono già più di cento. Per le svolte giovani ragazze li accompagnano, qualcuno ha regalato scarpe ai camminanti. Ostacoli attraversano la via ma loro hanno detto “non conosceremo ostacoli”. Ogni giorno percorrono un minimo di dodici chilometri a piedi e spesso sotto la pioggia, alcuni si coprono con i cartelli delle richieste, se esse saranno accolte tutti saranno al riparo delle umiliazioni e degli stenti. Vogliono una pensione dignitosa riscuotibile alla Posta con libretto personale, come già avviene in altri paesi. Alzano gli occhi, qualcuno li ha avvertiti: “Siete davanti al duomo di Orvieto”. A Roma la meta è il Parlamento, sanno che i ciechi inglesi con una marcia a Londra han fatto migliorare la legge. Montecitorio, essi dicono, non sarà da meno di Westminster.
di Rosella Redaelli
Corriere della Sera, 3 dicembre 2025
Percorsi e distacchi con formazione e assunzioni. Acampora: “Così collaboriamo con le aziende”. Per la Giornata delle persone con disabilità un viaggio fra le realtà che ci provano (e riescono). Tre nuovi assunti: c’è un modo migliore per festeggiare la Giornata delle persone con disabilità? “Contratti autentici, che trasformano questi ragazzi da assistiti a contribuenti”, riassume Nico Acampora, fondatore di PizzAut. Il primo contratto di lavoro a tempo indeterminato lo aveva firmato il 1° maggio 2021: un modo esemplare per celebrare la Festa dei lavoratori. Da allora PizzAut, la prima pizzeria in Italia gestita da ragazzi autistici, ha continuato a crescere, ha aperto un nuovo ristorante a Monza nell’aprile 2023 alla presenza del Presidente Sergio Mattarella.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 3 dicembre 2025
Il testo al voto tra le riserve dell’Unhcr e il monito del Consiglio d’Europa: secondo l’esperto Gianfranco Schiavone è “insanabilmente illegittimo”. Altro che sanare il Protocollo Italia-Albania: la proposta della Commissione Ue - sostenuta da popolari ed estrema destra - ha ben altri piani. Cambiando la definizione di “Paese terzo sicuro”, punta a rendere inammissibili le domande d’asilo e a trasferire i richiedenti, mettendo a rischio i diritti fondamentali e la stessa convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati. Una deriva “palesemente illegittima”, secondo l’esperto di migrazioni internazionali Gianfranco Schiavone, che mira a liberare l’Unione dai suoi obblighi giuridici violando le norme sul funzionamento dell’Ue, e destinata quindi a un inevitabile scontro nelle aule di tribunale e fino alla Corte di giustizia.
di Giovanni Maria Del Re
Avvenire, 3 dicembre 2025
Nell’intesa siglata tra Europarlamento e Consiglio, si prevede la possibile revoca delle agevolazioni commerciali per quei Paesi che non collaborano sul fronte delle espulsioni dei migranti. Nel territorio dei Ventisette, solo il 20% degli allontanamenti viene effettivamente completato. I Paesi poveri che non cooperano sul fronte dei rimpatri dei propri connazionali potranno vedersi revocate le agevolazioni commerciali Ue. Si tratta di uno dei punti cruciali dell’intesa raggiunta lunedì sera tra il Parlamento Europeo e il Consiglio Ue (che rappresenta gli Stati membri), le due istituzioni legiferanti dell’Unione Europea, per una riforma delle norme sul Sistema generalizzato Ue sulle preferenze sui dazi (Gsp). E cioè le agevolazioni commerciali (dazi zero o fortemente ridotti) per 65 Paesi in via di sviluppo più vulnerabili (per un totale di circa due miliardi di persone). Soprattutto le capitali insistevano per introdurre il criterio della cooperazione sul fronte della riammissione in patria tra quelli già presenti come condizioni per la concessione del Gsp (e cioè rispetto dei diritti umani e dell’ambiente, delle convenzioni internazionali e altro).
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 3 dicembre 2025
Intervista all’eurodeputata Cecilia Strada. Oggi il voto in commissione Libe su “paesi terzi sicuri” e “Paesi di origine sicuri”. “Rischia di essere la fine del diritto d’asilo, una conquista nata dalle tragedie e dalle deportazioni del ‘900”. Cecilia Strada, europarlamentare eletta da indipendente nelle liste Pd, commenta così i nuovi regolamenti sui paesi sicuri oggi al voto in commissione al Parlamento europeo.
- Migranti. Milioni in fumo e appalti opachi la denuncia di Action Aid sui Cpr in Albania
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